Roma, Università la Sapienza: Proteste alla facolta di psicologia: La Psico-beffa!

di Federico Cirillo

È bagarre all’Università degli studi della Sapienza di Roma e in particolare presso la facoltà di Psicologia: quest’ultima, infatti, in seguito ad una modifica legata alla riforma universitaria, non riconosce ben 500 ore di tirocinio svolte da centinaia di studenti.

L’allarme e la denuncia sono partiti dagli stessi studenti che, avendo premonito e toccato con mano questa vera e propria truffa, non hanno perso tempo e, tramite iniziative sul web, incontri, proteste e soprattutto un tempestivo ricorso al Tar, alzano e fanno sentire la loro indignata voce. Ma ricostruiamo i fatti; pare che la segreteria accademica, sulla base di una riforma non attuata in linea con i tempi indicati, non possa riconoscere il tirocinio, già effettuato da numerosi studenti, fondamentale e indispensabile per l’accesso all’esame di stato. Da qui la rabbia degli interessati, colpiti duramente da un danno enorme: “A Febbraio 2011 la segreteria di facoltà ha richiamato tutti gli studenti che avevano già svolto 500 ore di tirocinio, per comunicare loro la necessità di prolungare il periodo di tirocinio post-lauream di altre 500 ore, ossia altri 6 mesi. L’avviso precedente è stato dunque cancellato da un giorno all’altro dalla segreteria e sostituito, quindi, con quello corretto. Altre università, come ad esempio quella di Torino, hanno dato più tempo ai loro iscritti per adeguarsi a questi cambiamenti”. Così, da un momento all’altro, cade la pesante spada di Damocle , anzi sarebbe più adeguato, in questo caso, dire della Minerva (simbolo della Prima Università di Roma e che ben campeggia al centro della città universitaria) sulla testa degli studenti che si trovano, ora, nella condizione di non poter far valere il periodo di apprendistato svolto. Come se non bastasse, oltre a questo grave danno, arriva puntuale la beffa: suddetti studenti sarebbero costretti a prolungare il loro percorso formativo con ulteriori 500 ore di tirocinio, rendendo del tutto vane le ore precedentemente accumulate. “Addirittura alcuni studenti, avendo già pagato le prime rate delle scuole di specializzazione, perderebbero il diritto ad accedervi, rimettendoci di conseguenza anche i loro soldi” tiene a precisare uno degli iscritti alla facoltà e colpiti da questa situazione. Inoltrandoci negli intricati iter legislativi che regolano i vari ordinamenti delle università, si nota come, secondo il vecchio ordinamento D.M. 509/99, valido fino al 2008, prevedeva lo svolgimento di 1000 ore di tirocinio da dividere in due semestri – da ripartire, poi, tra corso triennale e corso di Laurea Specialistica –  un periodo indispensabile e necessario per l’accesso all’Albo degli Psicologi. Con l’entrata in vigore del nuovo ordinamento, D.M. 270/04, le 1000 ore complessive devono, invece, essere svolte interamente dopo il conseguimento della laurea magistrale, ossia ex specialistica (denominazione cambiata proprio dal succitato ordinamento). Il problema nasce, quindi, dal fatto che la facoltà di Psicologia, non solo non si è adeguata alle nuove direttive, ma avrebbe anche fornito informazioni sbagliate agli studenti. Le segreterie e i responsabili dei tirocini stessi hanno, infatti, comunicato che sarebbero comunque state riconosciute le 500 ore già svolte prima della triennale e che sarebbe bastato svolgere le rimanenti 500 ore dopo la magistrale per rimanere in regola, facendo, così, cadere in errore gli studenti, fiduciosi e certi di quanto riferitogli. Scoperto il danno, tramite un avviso apparso in segreteria che smentiva le comunicazioni precedenti, gli interessati, dopo una prima ondata di nervosismi e proteste, han deciso di passare all’azione: “Abbiamo inoltrato un ricorso al Tar per chiedere di annullare l’avvisto per gli iscritti alla magistrale in corso, ed è stato respinto solo in parte”, precisa uno degli studenti. Ad accompagnare questa affermazione, le parole dell’avvocato che si è occupato del ricorso: “E’ stata rigettata la richiesta cautelare di cui al ricorso al Tar proposto; prosegue, tuttavia, il ricorso nel merito con cui ci si augura il Tar vorrà riconoscere quanto prima le ragioni dei ricorrenti oltre a liquidargli il risarcimento di tutti i danni arrecati, avendo la Sapienza pregiudicato gravemente, sotto tutti i punti di vista, il percorso formativo degli stessi”. Si prevede, dunque, battaglia legale e non fino alla fine, per un’estate che già sembra essere più che rovente.

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