Aphelion – Una scalata semplice ma faticosa
Che si tratti di autopubblicazione o meno, di un titolo di successo o di uno meno riuscito, Don’t Nod Entertainment è una software house che riesce a pubblicare videogiochi a medio budget in maniera costante da tredici anni a questa parte.
Gli autori del celebre Life is Strange hanno da poco rilasciato la loro ultima fatica, Aphelion, un videogioco diverso dagli schemi come ormai sono tipici fare.
Un’avventura sci-fi alla ricerca della salvezza dell’umanità su di un pianeta sconosciuto, con due astronauti che si ritrovano in mezzo a disperazione, stranezze e meraviglie. Il risultato, purtroppo, è tutt’altro che impeccabile.
Mi manca il mio ex
La Terra del futuro sta affrontando gli estremi del cambiamento climatico ed entro il 2060 sarà inabitabile. L’umanità vede l’unica salvezza nell’espandersi su altri pianeti.
È stato individuato un nuovo pianeta con possibilità coloniali, denominato Persephone. La dottoressa Ariane Montclair e l’ingegnere Thomas Cross vengono inviati nello spazio per la missione Hope-01, in esplorazione di Persephone che all’apparenza dovrebbe essere un pianeta ghiacciato, nonostante le possibilità individuate.
Un incidente all’impatto con il pianeta separa i due astronauti costringendoli a un viaggio disperato verso la Sorgente di Persephone, obiettivo predefinito della missione, in condizioni difficili e colme di riflessioni personali, scoperte sensazionali e pericoli inaspettati.

L’avventura di Aphelion è suddivisa in undici capitoli completabili in meno di quattro ore complessive. Alcuni di essi vengono giocati nei panni di Thomas, altri nei panni di Ariane; i due protagonisti offrono meccaniche di gameplay e dinamiche diverse, seppur semplici in entrambi i casi.
Il primo problema sta nella narrazione del rapporto tra i due protagonisti, sviluppato soprattutto durante le sessioni con Ariane.
Difatti i due hanno avuto una relazione sentimentale, chiusa da Ariane per la sua volontà di concentrarsi su l’importantissima missione di trovare una salvezza per l’umanità. Tuttavia l’incidente che separa i due su Persephone, con la preoccupazione di Ariane aggravata dall’aver trovato i segni di una ferita importante di Thomas, scatenano il rimorso nella dottoressa, portandola a riflettere costantemente sul rapporto con il suo compagno di viaggio e desiderare di ritrovarlo prima ancora che raggiungere l’obiettivo della missione.
Si può caratterizzare uno scenario del genere anche senza dire molto al giocatore, come ad esempio all’inizio di Clair Obscur: Expedition 33, persino in maniera molto semplice, come avviene in Celeste (a proposito di scalare ghiacciai) o come per il dramma di Senua in Hellblade.
Purtroppo Aphelion non riesce in questo.

I dettagli inerenti al rapporto tra i protagonisti sono troppo poveri per giustificare l’atteggiamento malinconico di Ariane, e ancor più poveri sono i dettagli del suo passato e le sofferenze degli umani sulla Terra, impedendo a loro volta di empatizzare con qualsiasi riflessione personale che si ascolta.
Il giocatore si ritrova nei panni di una protagonista femminile che fin dal momento in cui viene presentata, inizia a lamentarsi di cose delle quali non si è potuto fare esperienza né essere toccati in altro modo. È come andare al primo appuntamento con una donna e ritrovarsi a sentirla parlare continuamente del suo ex.
Rispettare la natura
Più interessante della storia dei protagonisti è quella del pianeta Persephone, in grado di catturare velocemente l’attenzione del giocatore.
Nulla di particolarmente appassionante, misterioso o innovativo, comunque intrigante ed esteticamente sublime.
Il paesaggio composto per lo più da conformazioni naturali, di cui buona parte con ghiaccio e neve, è in grado di offrire scorci di panorama notevoli che meritano l’uso della modalità foto presente.
L’esperienza di Ariane è più intima con la natura di Persephone, sia nel bene che nel male; quella di Thomas riguarda più le tracce del passato, finendo in scenari insoliti, tragici, e parzialmente inquietanti.
Una nota di merito anche per la colonna sonora, specialmente per la traccia principale azzeccata e che rimane facilmente impressa.

Il problema di questa narrazione è che le informazioni necessarie per capire Persephone, gli eventi accaduti, e l’obiettivo finale, si ottengono ben prima del termine dell’avventura, finendo per essere sovrastati nuovamente dalla pesantezza dell’introspezione di Ariane.
Soltanto la piccola scena post credit introduce qualcosa di fresco quando si era persa da un po’ la novità, andando a chiudere il cerchio del messaggio di Aphelion: rispetta la natura ed essa rispetterà te.
Un concetto abbastanza sdoganato che non fa male ripetere, visti i tempi che corrono. Se gli eventi odierni stanno trasformando le distopie in realtà, non è detto che non si corra il rischio dei mondi post catastrofe naturali.
Una fatica tollerabile
Aphelion è un’avventura dinamica definibile walking simulator, con differenti meccaniche di gameplay in base al personaggio giocante.
Nei panni di Ariane il giocatore viene posto in diverse situazioni in cui bisogna arrampicarsi, scivolare, muoversi con cautela, a volte scappare e risolvere semplicissimi puzzle.
Le sessioni di arrampicata sono le più comuni, con meccaniche del genere classiche per un videogioco in terza persona e l’aggiunta di appigli instabili. Non sempre Ariane riuscirà ad aggrapparsi perfettamente, pur essendo presente la possibilità di cercare la presa perfetta tramite la pressione di un tasto, e potrebbe addirittura ritrovarsi aggrappata a una sporgenza fragile pronta a rompersi e lasciarla cadere.
A volte è la natura stessa dell’appoggio, o la posizione, più in generale la fretta, a far perdere la presa. In tal caso viene attivato un semplicissimo Quick Time Event per restare aggrappati.
Ariane è estremamente fragile in questa missione, durante la quale potrebbe capitare su terreni e situazioni altrettanto delicati. I giocatori più abituati a sessioni del genere possono avanzare spediti, ma vanno tenute d’occhio le altezze, eventuali specchi d’acqua, qualsiasi ostacolo da evitare durante la scivolata su un pendio, e i luoghi in cui bisogna muoversi lentamente o usare… esche.
Sono presenti anche sessioni con il rampino, necessario per arrampicarsi o discendere, oppure per dondolarsi e prendere lo slancio per saltare.

Le sessioni con il rampino, in particolare la camminata di slancio su una parete verticale, unite all’ambiente che circonda Ariane, ricordano inaspettatamente Uncharted, in particolare l’inizio di Uncharted 2. Altrettanto inaspettato è il fatto che la celebre sessione dell’arrampicata di Nathan Drake sul treno risulta più rischiosa di quasi tutte le medesime sessioni presenti in Aphelion.
Don’t Nod Entertainment si è già cimentata in maniera importante con le meccaniche d’arrampicata nel videogioco Jusant, ma non è il caso di Aphelion dove, fatta eccezione per le sessioni in cui bisogna muoversi con cautela, l’impegno posto dal gameplay sta più nel capire dov’è la strada giusta, anch’essa tutt’altro che impossibile da scovare.
L’uso del binocolo può aiutare ma è più probabile che la via venga individuata ad occhio nudo, o tramite l’uso del rilevatore elettromagnetico, in grado di rivelare i percorsi del campo elettromagnetico di Persephone che si dirigono tutti verso la Sorgente.
Il rilevatore è fondamentale quando si tratta di interagire con questo speciale campo elettromagnetico, in grado di modellare la conformazione del paesaggio in determinati casi, facendo svanire blocchi di ghiaccio che ostacolano il cammino o ricostruendo percorsi distrutti.
Altri ostacoli impensabili si rivelano avanzando nel percorso di Ariane, pur senza modificare particolarmente le meccaniche di gioco, ma nessuno di essi vuole essere una grossa difficoltà per il giocatore.

Neanche le sessioni con Thomas riescono ad impensierire, anzi sono ancora più semplici di quelle con Ariane, nonostante la situazione peggiore del protagonista maschile di Aphelion. Egli si ritrova infatti gravemente ferito e impossibilitato ad arrampicarsi, a cui si aggiunge il danneggiamento della bombola d’ossigeno (in maniera piuttosto stupida) e la necessità di collegarla continuamente alle ricariche fisse sparse lungo il suo cammino.
Anche in questo caso può risultare più difficile trovare la strada giusta, mai veramente ardua da scovare, piuttosto che rimanere senza ossigeno. Nel menù delle opzioni è possibile persino disattivare la morte in caso di esaurimento della bombola.
A chi è dedicato Aphelion?
Con un rapporto tra i protagonisti poco ispirato e sessioni di gioco non particolarmente impegnative, un’opera semplice come Aphelion potrebbe non colpire i giocatori navigati del mercato videoludico né i meno avvezzi a videogiochi di questo genere.
Soltanto la natura del pianeta Persephone e il suo ciclo risultano di spicco, nonostante i riferimenti mitologici che tra il panorama quasi mai impressionante del mondo di gioco, i difetti tipici di troppi videogiochi realizzati con Unreal Engine 5 (una realizzazione discutibile di alcuni particellari) e soprattutto la pesantezza della protagonista femminile, finiscono per essere elementi kitsch più che culturali.
I pochi collezionabili presenti non sono di certo in grado di attirare i completisti, essendo, anche qui, più facile che vengano raccolti tutti durante la prima partita senza chissà quale impegno.
Aphelion potrebbe dunque essere un videogioco consigliabile ai novizi che non sospettano cosa il medium sia in grado di raccontare tramite le sue forme; va detto però che non sarebbe di certo uno dei primi esponenti del genere da voler consigliare.




