Celeste – Crescita ed accettazione
Celeste, sviluppato e rilasciato da Maddy Makes Games Inc. nel Gennaio del 2018 e vincitore dei premi come miglior gioco indipendente e miglior gioco d’impatto ai The Game Awards dello stesso anno, a prima vista è un semplice titolo puzzle platform in 2D. Il successo del titolo non è solamente dovuto al gameplay che propone al giocatore una delle esperienze platform migliori dell’ultimo decennio, ma per il modo in cui vengono affrontate tematiche come ansia, depressione e identità.
Celeste, proprio per come tratta il concetto di transizione e accettazione di sé stessi, è diventato uno dei videogiochi di riferimento per la cultura trans. Molti giocatori, grazie a questo titolo, hanno iniziato, o sono stati aiutati, ad intraprendere un percorso di cambiamento personale, anche il sottoscritto.
Personalmente, Celeste mi ha aperto gli occhi sulle potenzialità del medium videoludico portandomi non solo a diventare un videogiocatore più attento e curioso, ma un soggetto attivo all’interno di questo settore, sia come creatore (per un paio di anni ho sviluppato videogiochi per hobby) che come divulgatore…questo e nessuno dei miei articoli esisterebbero se non avessi mai preso in mano questo gioco.

Ad ognuno la sua montagna
Spulciando online a proposito della creazione di Maddy Thorson e il suo team, non è raro imbattersi in articoli o video che raccontano di come l’esperienza di gioco sia stata vissuta da molti giocatori come una metafora della propria situazione. Celeste racconta la storia di Madeline, una persona affetta da una grave forma di ansia e attacchi di panico che proprio per risolvere questi problemi decide di scalare il monte che dà nome al gioco.
La scalata del monte, oltre ad essere l’elemento narrativo che conferisce una ragione e direzione al gameplay, non è altro che un esempio di traguardo purificatore che molte persone si impongono per risolvere determinate situazioni problematiche. Nel caso di Madeline è la scalata di un monte, per altri può essere una maratona, o l’acquisto di una casa, non importa quale sia il l’obiettivo, l’unica cosa importante è che una volta raggiunto tutti i problemi spariranno e da quel momento in poi tutto sarà tutto più facile.
Le ansie e le paure di Madeline si personificano in un suo alter ego goth, battezzata dalla community Badeline (Bad-Madeline). Questa figura apparentemente antagonistica cercherà di scoraggiare la protagonista dalla scalata, innanzitutto attaccandola verbalmente ricordandole che è una cosa stupida, insensata e, soprattutto, che non possiede le abilità necessarie ad affrontare una sfida del genere, fino ad assalirla fisicamente.

Fonte: 2duerighe.com
Celeste è un gioco che parla del concetto di transizione in senso lato: alcuni hanno interpretato il viaggio di Madeline come un parallelo delle loro difficoltà mentali ed emotive, la battaglia contro una dipendenza o una malattia, oppure come il loro percorso di transizione sessuale. Scalare la montagna vuol dire lasciarsi alle spalle il dolore, la sofferenza…vuol dire fuggire per sempre da Badeline, perchè è questo che bisogna fare…giusto?
Celeste è un gioco che parla di accettazione.
Ascoltare sé stessi
Tutti noi abbiamo una parte negativa che vogliamo nascondere, eliminare e da cui fuggire…tutti noi abbiamo una Badeline che ci dice che non siamo abbastanza, che dovremmo mollare, ma è impossibile annichilire una parte di noi stessi, ci renderebbe incompleti.
Il rapporto fra Madeline e Badeline muta radicalmente durante il corso del gioco. Nei primi capitoli la controparte “cattiva” della protagonista fa di tutto per impedire alla giovane ragazza di proseguire nella scalata. La svolta avviene durante il sesto capitolo – Reflection (riflesso/riflessione), dove Madeline viene scagliata ai piedi del monte dopo un confronto con il suo alter ego al quale suggerisce una separazione completa e definitiva.

Fonte: 2duerighe.com
La caduta (sia fisica che mentale) porta Madeline a riflettere: Badeline non vuole altro che proteggersi e proteggerla da un altro potenziale fallimento (forse definitivo), è spaventata e ciò la porta a reagire in modo eccessivo; come Madeline ha le sue ragioni di agire. Dopo una lunga e riflessiva salita, Madeline si lancia all’inseguimento del suo doppelganger infuriato, che riesce a calmare, una volta raggiunto, avvolgendolo in un abbraccio pieno di compassione. Questo atto di accettazione causa l’unione delle due parti che a livello di gameplay di riflette con un level up della protagonista, la quale, oltre a cambiare colore dei capelli, acquisisce uno scatto aggiuntivo, estremamente utile per completare la scalata.

Fonte: 2duerighe.com
Non è facile
Accettare sé stessi, affrontare un cambiamento o scalare una montagna, non è per niente facile, proprio come Celeste. Anche la difficoltà dell’esperienza di gioco vuole essere una metafora delle difficoltà che sta attraversando Madeline: il gioco richiede una grande maestria nei comandi e buone dosi di pazienza e perseveranza per capire come superare determinate sezioni; ma il gioco sà di essere difficile e per questo aiuta il giocatore.
Sulla carta, Celeste potrebbe tranquillamente essere affiancato a giochi come Super Meat Boy o I Wanna Be The Guy, platformer estremamente difficili, famosi per mandare su tutte le furie i giocatori. Quando si parla di Celeste pochi lo descrivono o ricordano come un rage game, ma come un’esperienza sì difficile, ma gentile. In primo luogo l’assist mode (modalità assistita) dà la possibilità al giocatore di modificare l’esperienza di gioco nel modo più gradito (dal concedere più dash a Madeline, fino a renderla immortale) e lo incita ad utilizzarlo nel caso in cui la difficoltà di alcune sezioni diventi troppo opprimente. Ma l’elemento più importante sta nell’alto grado di comprensione e compassione verso il giocatore.
All’inizio del terzo capitolo, durante il caricamento, viene mostrato il seguente messaggio: “Bisogna esser fieri delle proprie Morti totali! Più si muore, più si impara. Avanti così!” che unito alla leggerezza di Theo, un compagno di scalata di Madeline, ricordano al giocatore che si può affrontare qualcosa di difficile ai propri ritmi e, soprattutto, che va benissimo chiedere aiuto.

Fonte: https://www.reddit.com/r/celestegame/
Raggiunta la vetta
Celeste è uno di quei titoli che attira con il gameplay e a tradimento colpisce il giocatore con delle legnate emotive che rimangono impresse per molto tempo, è il perfetto esempio di come un gioco può sfruttare tutti i suoi elementi, oltre la trama, per creare ben più di un’esperienza divertente. Il gameplay porta il giocatore a capire le difficoltà e i fallimenti che Madeline deve affrontare, la splendida colonna sonora composta da Lena Raine descrive perfettamente lo stato emotivo di Madeline (oltre a nascondere messaggi molto potenti) e la grafica in pixel art aggiunge quel pizzico di giocosità e leggerezza con cui bisognerebbe cercare di affrontare la vita.
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