Farlands – Un cozy game per salvare un sistema solare
Farlands di Jandusoft è l’esempio perfetto di come una struttura ludica si sposi bene con il concetto di ignoto e di spazio. Uscito ufficialmente sugli store il 16 luglio, Farlands porta il giocatore a vivere nei panni del classico (quantomeno per il genere) giovane ragazzo che decide di cambiare vita e di trasferirsi dalla frenetica città al silenzioso e pacifico nulla agricolo.
In questo caso tuttavia questo nulla agricolo non è una distesa di terre fertili pronte ad essere arate e coltivate con passione e dedizione, bensì un intero piccolo pianeta solitario e disperso a totale disposizione del giovane protagonista. Un pianeta facente parte di un sistema solare nuovo, pieno di misteri e di altri pianeti, vicini e lontani, della quale conosciamo solo il nome ed una breve descrizione.
Cosa fare quindi?
Zappare la terra e piantare ortaggi o prendere l’astronave e partire alla volta dell’ignoto?
Farlands – Cosa nasconde lo spazio?
Farlands di Jandusoft si potrebbe definire in poche e semplici parole come un “classico life sim” in quanto la sua struttura ludica non si discosta molto da quelli che sono i canoni classici di queste produzioni. La più grossa differenza infatti nasce dalla sua ambientazione particolare e da alcune scelte di design e struttura che porteranno il giocatore a dover scegliere bene le proprie mosse ed a pianificare gli spostamenti tenendo conto di diversi fattori nella programmazione.
Il gioco infatti parte sul nostro piccolo pianeta isolato e poco curato, una piccola zolla di terra rotonda piena di sogni e speranze nel quale il nostro protagonista ha deciso di comprare casa per iniziare una nuova vita da zero. Purtroppo nel sistema solare le cose non vanno molto bene, l’economia fatica a ripartire e per quanto gli abitanti provino con tutte le loro forze a non cedere alle tiranniche richieste di un ricco magnate, pare non ci siano molte alternative per poter sopravvivere se non quella di lasciare tutto e trasferirsi.
Ma la comunità è forte, decisa, e vede nel nuovo giovane vicino di pianeta quel briciolo di speranza che stavano iniziando a perdere. Per questo chiederanno al giocatore di aiutarli nel tentativo di salvare il sistema solare dall’acquisto del ricco imprenditore, che non vuole valorizzare le terre del sistema solare ma solo acquistarle per ricavarne le risorse preziose e poi lasciarle morire.
Per salvare il sistema solare bisognerà riuscire a raggiungere gli standard minimi per essere accolti nel sistema alieno di protezione delle galassie ma, inutile dirlo, al momento si è decisamente molto lontani da quella soglia.
Starà quindi a noi rimboccarci le maniche nel tentativo di riuscire a salvaguardare una galassia di cui, al momento, non conosciamo praticamente nulla.

Scoperta e gestione del tempo
Il gameplay di Farlands ha una struttura in giorni da 24 ore, raggruppati a loro volta in 3 stagioni da 28 giorni: la stagione mite, quella calda e quella fredda. Il primo step da affrontare sarà quello di iniziare a guadagnare qualche credito per potenziare la nostra astronave per poter viaggiare nel resto della galassia. Per farlo ovviamente bisognerà rimboccarsi le maniche, zappare qualche zolla di terra e piantare i primi semi di particolari piante e ortaggi, oltre a rompere i sassi in eccesso ed abbattere alberi per riuscire a lavorare al meglio.
Per quanto riguarda questa parte del gioco non c’è nulla di troppo diverso dai grandi classici del genere come Stardew Valley e simili: sia l’interfaccia che i comandi sono intuitivi ed immediati e per un giocatore che ha già provato un’esperienza simile le basi saranno molto familiari. Quello che cambia è l’esplorazione.
Anche nello stesso Stardew Valley ci sono diverse location da esplorare ed alcune richiedono di pianificare bene gli spostamenti per poterle sfruttare al meglio, ma in Farlands le cose sono decisamente più accentuate.
Ogni altro pianeta nel sistema solare è raggiungibile con l’astronave a patto che vengano soddisfatti due requisiti minimi: avere carburante a sufficienza e avere abbastanza ore di tempo. Essendo il tempo una meccanica fondamentale per questi giochi vi è una regola molto semplice ma non scritta: superare le 2 del mattino comporta lo svenimento del personaggio per troppo sonno.
Questo implica che non sarà permesso fare viaggi oltre un certo orario e, se si vuole sfruttare bene la giornata, che si pianifichi al meglio quando partire.
Gli altri pianeti del sistema solare infatti ospitano luoghi, personaggi e risorse diverse tra loro: la luna che orbita intorno ad un pianeta nasconde grotte piene di minerali, mentre il pianeta stesso alberi, funghi o altre risorse terrene.
Starà quindi al giocatore selezionare con cura dove muoversi, quando e soprattutto per quanto tempo (non dimenticate di raccogliere i frutti del vostro duro lavoro nei campi!)..e ricordate che il vostro zaino non è infinito, così come il “baule” dell’astronave.
Col passare delle ore di gioco e l’accumulo di risorse e credito si avrà sempre più accesso a potenziamenti sia per quanto riguarda gli strumenti da lavoro sia per quanto riguarda la nostra nave, potenziando la quantità di oggetti che sarà in grado di trasportare, la sua velocità di viaggio fino ad arrivare a ridurre la quantità di carburante necessaria per i vari spostamenti.

Vita, scoperte e qualche bug
Il lato che più mi ha affascinato in Farlands è stato quello della scoperta. Complice l’avere a disposizione un sistema solare fatto di diversi pianeti tutti con biomi diversi e con risorse diverse da poter recuperare, le prime ore di gioco ammetto di avere improntate al viaggiare tra i vari pianeti, per capire dove era meglio cercare una risorsa o dove era più facile recuperare novità per il progetto di salvaguardia galattica.
Non tutti i pianeti sono abitati, alcuni nascondono segreti da scoprire ed altri fungono da veri e propri centri nevralgici dove poter recuperare oggetti base, potenziamenti o semplicemente dove conoscere e far avanzare la varie amicizie e amori che questi giochi regalano.
Non mancano nemmeno gli eventi sparsi per la galassia durante il ciclo annuale, con forti richiami alle nostre festività ma senza l’obbligo di seguire alla lettera un calendario terrestre come spesso capita in queste produzioni.
Abbiamo anche molti riferimenti a film, narrazioni e giochi sullo spazio e non solo sparsi in tutto Farlands. Npc con i tratti tipici di celebri creature aliene, reperti antichi che strizzano l’occhio a grandi classici dei videogiochi, ogni dettaglio sembra essere una chiara lettera d’amore alla cultura pop moderna mescolata nella stranezza di questo piccolo sistema alieno.
Tuttavia, ci sono dei però.

Se state cercando un titolo nuovo, che ricalchi i grandi classici del genere ma con un filo di gestionale in più, soprattutto nelle prime fasi, dovuto agli spostamenti e alla gestione del tempo, sicuramente Farlands potrebbe fare al caso vostro, anche se ci sono alcuni punti che vanno sottolineati.
Durante la nostra avventura spaziale però abbiamo riscontrato diversi bug durante il gioco, da cose semplici come il conteggio di fine giornata che non mostrava il totale giusto fino ai semi sovrapposti nella stessa zolla di terra, che hanno rovinato un pochino la nostra esperienza complessiva.
Nulla che non si possa correggere con qualche patch o che influenzi in maniera drastica l’esperienza di gioco, salvo una rara eccezione proprio nella parte finale dell’opera, ma in un gioco che fa della gestione un suo punto chiave, dover ripetere un viaggio per finire di riempire una zolla di terra coltivata per via di un conteggio di risorse errato non è proprio un buon cartellino da visita.
Inoltre la velocità dei caricamenti durante alcuni spostamenti ci è sembrata decisamente elevata per il gioco in sé, soprattutto in quelle tratte che si faranno spesso come il paese accampamento più vicino al nostro pianeta.
Ci tengo a sottolineare però che quella giocata da noi è stata una versione in anteprima, a cui abbiamo avuto accesso una decina di giorni prima del lancio ufficiale, che abbiamo giocato su Nintendo Switch 2 e che abbiamo visto i titoli di coda pochissimi giorni dopo la release ufficiale.
Alcune delle cose che potrei citare fin ora, quindi, potrebbero essere state corrette da una patch in questi giorni o nel prossimo futuro (dato che, soprattutto per lo store di Nintendo le patch di correzione non sono immediate come in altri store).
In conclusione, se siete alla ricerca di un titolo fresco che vi riporti alla mente il sempreverde Stardew Valley ma con un’ambientazione tutta da scoprire, ricca di misteri e con una buona parte gestionale, Farlands è proprio il gioco che state cercando, anche se dovrete prepararvi ad essere meno incentrati sull’agricoltura e più sull’esplorazione!





