Ascend To Zero – Una lotta contro il tempo
Raramente mi capita di rimanere così tanto convinto da una demo come quando ho giocato, qualche settimana fa, quella di Ascend To Zero: in soli 40 minuti, un paio di tutorial e una singola run ho capito perfettamente che tipo di gioco fosse e quanto fosse sfizioso come titolo.
Ascend To Zero, sviluppato da Flyway Games e pubblicato da Kraftong su PC e Xbox Series X|S, è un Action Roguelike incrementale con un incipit semplice: sei un robot che deve salvare il mondo in 30 secondi.
Che, pensandoci su un attimo, sembrano effettivamente un po’ pochini, considerando che per fare ciò dovremo sconfiggere orde e orde di nemici. Ma andiamo con ordine.
Ascend To Zero – Una Lotta Contro Il Tempo
In Ascend To Zero il giocatore vestirà i panni di un’automa senza nome, unica sopravvissuta (grazie all’aiuto di una sconosciuta macchina senziente) di una invasione cibernetica che ha distrutto il mondo e ucciso i suoi amici.
La nostra protagonista, fortunatamente, ha la possibilità di tornare indietro nel tempo e tentare, di volta in volta, di salvare i propri commilitoni e grazie a loro potenziarsi fino a raggiungere la fine del loop, cercando una via di uscita che le permetta di fermare l’invasione prima ancora che questa possa mettere fine alla civiltà come la conosciamo.

Sarò sincero con voi, la trama non è sicuramente ciò che il team di sviluppo ha curato di più. L’incipit interessante lascia presto il passo a dialoghi che, seppur carini e divertenti da leggere, hanno poco da aggiungere alla realtà dei fatti che i personaggi si trovano ad affrontare.
La maggior parte delle volte questi non racconteranno qualcosa sulla storia o sul world-building, ma saranno battute con lo scopo di aiutare il giocatore a comprendere meglio alcune meccaniche o missioni volte a potenziare il giocatore fra una run e l’altra. L’intreccio narrativo è pressoché inesistente, con la maggior parte della trama che si svolge all’inizio e alla fine del gioco, lasciando un ampio buco al centro.
A onor del vero, Ascend To Zero non pretende di essere un gioco che offre una storia avvincente. Non è quello il suo scopo e non ne fa mistero, ma se siete alla ricerca di un roguelike zeppo di dialoghi avvincenti e personaggi profondamente caratterizzati come Hades, probabilmente Ascend To Zero non fa per voi.
Una lotta contro il tempo… Per un po’
Ascend To Zero fa invece al caso vostro nel caso steste cercando un bel roguelike estivo per passare un po’ di tempo in casa, al riparo dall’inevitabile ustione che altrimenti vi attende al di fuori della porta!
Il gameplay del titolo è sicuramente il punto forte, dividendosi prevalentemente in due parti: nella prima metà del gioco il giocatore dovrà fare del suo meglio per affrontare i nemici come se il gioco fosse a tutti gli effetti un action, lasciando che le armi attacchino da sole mentre cerca di schivare gli affondi dei numerosi nemici presenti nei vari livelli.
Poco a poco, però, il titolo si trasformerà in un incrementale in cui a farla da padrone è la scelta dell’inventario e la gestione di armi, accessori e armatura (oltre che ai potenziamenti casuali che vengono ottenuti durante le run e persi al termine di queste) con maniacale cura per costruire un equipaggiamento degno di triturare qualsiasi nemico si pari davanti a voi!
A un certo punto, l’obiettivo non sarà più “affronta i nemici in uno scontro alla pari”, ma diventerà più simile a “trova il modo di cancellare all’istante qualsiasi cosa sia anche solo relativamente vicina al tuo personaggio”. Giusto per darvi un esempio concreto, all’inizio della prima run i miei danni al secondo si aggiravano attorno alle centinaia. All’inizio della mia ultima run, erano vicini al TRILIONE.
Inutile dire che, mano a mano che si va avanti, il concetto di “hai solo 30 secondi per salvare il mondo” andrà un po’ a perdersi considerando la quantità di volte in cui sarà possibile fermare il tempo e aumentare il timer (arrivando anche a 10 volte tanto).

Uno dei punti di forza del gioco è sicuramente la varietà di opzioni e contenuto a livello di equipaggiamento: se il level design, i nemici e, ad una certa, anche i power-up vi risulteranno sempre uguali, la quantità di armi, armamenti e potenziamenti che potrete selezionare sarà sicuramente abbastanza da non farvi annoiare per oltre una ventina di ore (nonostante il gioco sia completabile all’incirca in una dozzina).
Anche da questo punto di vista, il gioco si divide in due metà: se durante le prime ore di gioco vi ritroverete ad esplorare i livelli e cercare di capire i pattern dei nemici e come affrontarli al meglio, nella seconda metà le run in cui one-shottate i nemici saranno un semplice contrattempo di circa mezz’ora che si frappone fra voi e il prossimo potenziamento del vostro arsenale.
Su questo, purtroppo, devo anche muovere una critica: per quanto il gioco offra diverse armi e diversi “avatar”, che saranno più o meno forti in base al tipo di armi che avete equipaggiato, a un certo punto del gioco sarà difficile spostarvi dalla build che avrete costruito. Se avete ormai potenziato una serie di oggetti perfetti per l’avatar spadaccina, ad esempio, difficilmente avrete le risorse e la voglia di costruire una build intera anche dedicata alla pistolera o alla pilota di droni.
Eppure, paradossalmente, di tanto in tanto troverete delle armi che saranno così forti che, nonostante non siano “adatte” alla build che state costruendo, saranno comunque troppo potenti per essere ignorate e quindi sarete comunque invogliati a provare nuove strategie e sperare di trovare equipaggiamento correlato durante le run successive.

Aggiungo infine l’ultima critica, che però è l’elemento che mi ha tediato di più in assoluto: le gravi carenze dal punto di vista della comprensibilità.
Ascend To Zero soffre di una grave mancanza sulla comprensibilità, da un po’ tutti i punti di vista: dalle indicazioni per i power up (se scelgo l’opzione “aumenta la probabilità di critico del 20%” e due livelli dopo scelgo l’opzione “aumenta la probabilità di critico del 30%”, mi aspetto che la probabilità aumenti da 0% a 50%, se il gioco non specifica che la seconda opzione SOSTITUISCE la prima) ad alcuni elementi della UI (per oltre 10 ore di gioco ho continuato a vendere un oggetto necessario per il “true ending”, convinto fosse un doppione perché aveva un’icona e una descrizione pressoché identica ad un altro oggetto), passando anche per i pattern di alcuni nemici nell’ultima area di gioco (attacchi difficili da comprendere e invincibilità per svariati secondi, senza far capire di preciso al giocatore quando questa viene meno) e per le statistiche della protagonista (cosa cambia fra potenziare il “melee damage” e il “physical damage” di una spada? E come interagiscono questi con il “final damage”? Come viene calcolato questo “final damage”? In questo “final damage” è incluso anche il danno da “burn”, “poison” o “bleed”? Ad oggi, non ho risposta a tutte queste domande).
Che vibes!
Devo essere onesto, l’estetica di Ascend To Zero non mi è per niente dispiaciuta: la fusione fra pixel art per gli elementi 2D e il voxel per gli elementi 3D è ben riuscita e sinceramente l’ho trovata discreta, specie considerando le ridotte dimensioni del team di sviluppo.
Una cosa che non mi è andata troppo a genio, però, è la forma dei personaggi: troppo squadrettati e talvolta poco simili a quelli che sono i loro avatar 2D, specie per la protagonista.
D’altro canto, una componente che sicuramente risalta rispetto al resto è la soundtrack! Una OST composta da canzoni electro-dubstep che non fa che incitare il giocatore a sterminare qualsiasi nemico si trovi davanti e accompagna perfettamente ogni run.
Parlando invece di performance, non ho percepito grossi cali sul mio PC fisso, che comunque è discretamente recente, a prescindere dalla quantità di nemici, effetti particellari e numeri a schermo (e vi garantisco che a un certo punto saranno davvero tanti).
Tuttavia, purtroppo non posso dare pieni voti sull’ottimizzazione del gioco su Steam Deck, in quanto anche a grafica minima era evidente lo sforzo che la portatile di Valve doveva fare anche in situazioni non particolarmente stressanti. Avrei voluto potervelo consigliare come gioco da portare in vacanza, da giocare comodamente sulla Steam Deck in aereo o in treno se non addirittura in spiaggia, ma purtroppo temo di non poterlo fare.
Sentimenti contrastanti
C’è da essere onesti: da un punto di vista puramente oggettivo Ascend To Zero è un gioco che ha una discreta quantità di difetti su più livelli, partendo dal gameplay per arrivare alla trama e passando anche per l’ottimizzazione.
Eppure l’ho trovato un gioco estremamente sfizioso ed accattivante, che mi ha comunque tenuto incollato allo schermo per quasi 30 ore (ben oltre la conclusione del titolo) nonostante i difetti di cui ho discusso in questa recensione.
È un titolo che ho già consigliato ai miei amici, e sinceramente lo consiglio anche a voi!




