Gambit Shifter – Un puzzle game che sa… catturare
Le regole degli Scacchi parlano chiaro: il Re non si cattura, gli si dà solo Scacco Matto. Ma le regole degli Scacchi non prevedono trappole sulla scacchiera, muri che bloccano il passaggio o caselle di teletrasporto, cosa che avviene invece in Gambit Shifter.
Sviluppato dalla software house nostrana Volcanite Games, si tratta di un’opera che prende le pedine e alcune regole degli Scacchi e le pone in un puzzle game originale.
Disponibile su Steam e in arrivo prossimamente anche su Xbox, Nintendo Switch e mobile (come affermato dai founder anche alla Milan Games Week), Gambit Shifter è un videogioco inedito ma dalla struttura classica, inserito in un contesto moderno che pone inevitabilmente agli sviluppatori il dover confrontarsi con il desiderio del pubblico di averne ancora.
Non i soliti Scacchi
Indipendentemente se si conoscono o meno le regole degli Scacchi, la scelta di indirizzare l’utente con sei livelli tutorial obbligatori è quanto di più giusto possa esserci in Gambit Shifter.
Ad esempio, secondo le regole degli Scacchi il Pedone può muoversi solo in avanti di un passo alla volta, a eccezione del primo movimento dalla sua casella di partenza, dalla quale può invece avanzare anche di due caselle. In Gambit Shifter, invece, il Pedone può anche muoversi di due caselle ogni volta che lo desidera.
Inoltre, il Pedone degli Scacchi può catturare le pedine avversarie soltanto tramite avanzamento di una casella in diagonale; lo stesso avviene in Gambit Shifter ma qual è la direzione di avanzamento del Pedone? Quello controllato eventualmente dal giocatore si muove sempre in avanti, mentre i Pedoni avversari possono volgere verso altre direzioni.
La direzione dei Pedoni in questo comparto grafico minimalista, dallo stile low poly, è intuibile visivamente, sebbene ancor più utile sia visualizzare i possibili movimenti spostando l’indicatore del mouse su qualsiasi pedina nemica (o cliccando su di esse, in caso di un cambio di impostazioni) data la modifica delle regole anche per il movimento delle Torri e l’aggiunta, in alcuni livelli, di vincoli inediti per il gioco degli Scacchi.

La principale differenza tra Gambit Shifter e gli Scacchi sta nell’obiettivo del giocatore che non è dare Scacco Matto (per i non avvezzi al gioco degli Scacchi: significa tenere sotto minaccia il Re avversario senza che questo possa più difendersi in alcun modo), bensì catturare il Re come fosse una qualsiasi pedina.
L’altra differenza sta nel fatto che bisogna farlo controllando la stessa pedina per tutto il round, o meglio una sola pedina e tutte le forme che può assumere.
Negli Scacchi, quando un Pedone raggiunge l’ultima casella del suo percorso ottiene una promozione, mutando in un qualsiasi altro tipo di pedina (a eccezione del Re) a scelta del giocatore. In Gambit Shifter tutto ciò può avvenire non solo per il Pedone ma per qualsiasi pezzo, anche più volte durante il livello, semplicemente andando a posarsi su delle apposite caselle poste lungo il percorso.
Non sempre è obbligatorio promuovere la propria pedina, anche se questo risulta essere quasi sempre la chiave di vittoria, ma a volte il gioco tende a usare questo per ingolosire il giocatore e attirarlo in trappola. Una delle tante fra le altre presenti in Gambit Shifter.

Reami mutevoli
Gambit Shifter offre novanta livelli a progressione lineare, di cui i primi sei come tutorial. Completare il gioco significa, ovviamente, portare a termine tutti i livelli, anche se questi offrono una sfida in più tramite tre differenti valutazioni per il giocatore, basate su quante mosse vengono fatte per vincere il round.
Il numero di mosse per ottenere la massima valutazione, assieme al titolo dei livelli (guarda caso, sempre presente in basso a sinistra dello schermo) potrebbe anche semplicemente aiutare il giocatore a capire come arrivare a catturare il Re. Ad esempio, un numero elevato di mosse necessarie per ottenere il perfect score, fa intendere che la soluzione ipotizzata per vincere non è poi così arzigogolata come si potrebbe temere.

I livelli sono suddivisi in otto mondi, ognuno dei quali offre sempre qualche nuova meccanica di gameplay, assolutamente da puzzle game e non da gioco degli Scacchi.
Teletrasporti, caselle trappola, muri, caselle che appaiono in seguito… Ogni mondo introduce una nuova meccanica con i primi livelli calibrati su una difficoltà “di prova”; avanzando nel gioco tali meccaniche vanno a sommarsi, offrendo un livello di difficoltà crescente.
A questo va aggiunta la possibilità di incontrare pedine avversarie impostate per muoversi su un binario dopo ogni mossa, le quali possono comunque catturare la pedina del giocatore entro i limiti imposti dalle regole di Gambit Shifter. Un’esperienza a riguardo che i giocatori possono solo provare sbagliando, è il fatto che la pedina nemica dia priorità alla cattura.

A tal proposito, volendo cercare il pelo nell’uovo, si potrebbe dire che la meccanica del “Mondo Emergente”, ovvero il far apparire nuove caselle e pedine nemiche fermandosi su una casella che racchiude un pulsante, non permette sempre un successo al primo tentativo.
Niente di grave per un videogioco basato sulla riflessione ed eventualmente sul provare, ma in quest’epoca social si sono viste e si continuano a vedere critiche deliranti per ogni piccolezza.
Gambit Shifter e il peso dei tempi moderni
Gambit Shifter si potrebbe definire come un videogioco moderno dalla struttura classica. Graficamente pulito, gradevole esteticamente, fluido nelle animazioni e nei controlli, attento all’accessibilità offrendo anche delle opzioni per il daltonismo, che propone un rompicapo diverso per uno dei più classici giochi trasposti in forma videoludica su PC da oltre trent’anni, o anche su cellulare negli ultimi venti.
Proprio a tema cellulare è stata la prima domanda balzata in mente da porre a Volcanite Games, quando li ho incontrati alla Milan Games Week: Gambit Shifter arriverà anche su sistemi mobile? La risposta è sì, ma in che modo ci arriverà?
Questo videogioco è perfetto per essere giocato su qualsiasi hardware videoludico portatile, ma i novanta livelli messi a disposizione potranno bastare ai giocatori?
I tempi moderni portano inevitabilmente a volerne sempre di più da una produzione del genere, tramite contenuti aggiuntivi se non addirittura dei sequel, ma all’apparenza sembra tutto facile. Molte domande andrebbero invece poste ancora a Volcanite Games per saperne di più su questo tema.




