Premio Rete Critica assegnato a Teatro dei Borgia
Rete Critica, nata più di dieci anni fa, raccoglie in una struttura informale i siti e i blog di informazione e di critica teatrale. Sono strutture indipendenti con una linea editoriale riconoscibile e continuità di lavoro.
Dal 2011 assegna annualmente il Premio Rete Critica a realtà “emergenti”: compagnie o percorsi che possano giovarsi del premio stesso facendosi conoscere o ottenendo maggiore visibilità.
Il premio è l’esito di un processo di ascolto e scouting attivo tutto l’anno.
L’undicesima edizione del Premio Rete Critica 2022 si è svolta all’interno del magnifico Teatro Bellini di Napoli, il 5 e 6 Novembre 2022. Questo teatro privato, riportato grazie ad una attenta ristrutturazione agli antichi splendori, ‘O San Carlo p’’a grandezza,’o Bellini p’’a bellezza!, è diretto da Roberta, Gabriele e Daniele Russo che lo hanno trasformato in un importante polo culturale della città.
Accanto alla sala grande infatti, vi è il Piccolo Bellini, sala dedicata alla programmazione di spettacoli del circuito off. Troverete poi una libreria che è anche laboratorio per bambini e spazio per presentazioni di libri e un bar/bistrot dove si organizzano mostre e session di musica dal vivo.

Premio Rete Critica: i tre finalisti
L’edizione è stata dedicata a Vincenzo Del Gaudio, improvvisamente scomparso proprio durante le giornate del Premio.
Lo studioso di Digital e Performing Arts, di rapporti tra teatro e sociologia, e di sociologia del teatro, era professore di Teorie e Tecniche dello spettacolo multimediale all’Università di Salerno e Storia del teatro e dello Spettacolo all’Università della Tuscia di Viterbo.
Tre sono stati i progetti arrivati in finale.
Carrozzerie | n.o.t. È un centro culturale romano diretto da Maura Teofili e Francesco Montagna. Uno spazio unico nel suo genere che fa resistenza culturale in mezzo ad un crocevia di comunità tra trastevere, portuense e testaccio. La progettazione culturale legata alla danza, al teatro e alle arti performative, insieme all’accoglienza di nuovi percorsi e alla programmazione, sono tra gli obiettivi principali.
L’ambizioso progetto tuttavia non è solo quello di formare nuovi attori, ma nuovi cittadini che sentano il teatro come una cosa pubblica. Per questo grande attenzione è rivolta alle nuove generazioni, specie ai ragazzi under 18.
Fettarappa Sandri. Attore romano, classe 1996, è stato scelto per Apocalisse tascabile, da lui scritto. Con lui in scena, anche Lorenzo Guerrieri con cui ha firmato la regia.
Lo spettacolo colpisce per il grido di rabbia ammantato però da ironia, vitalità scenica e movimento. La fine del mondo è annunciata ma la maggior parte dei cittadini è troppo presa tra aperitivi, sconti e carte fidelity. Una parte di giovani, gli scartati, invece, si sente già morta prima dell’annuncio e può ora vendicarsi!
Teatro dei Borgia. La compagnia pugliese lavora con il mito classico per restituire dignità all’emarginazione e al disagio contemporanei. Medea, Eracle e Filottete diventano azioni di arte politica, tre spaccati potenti, privi di retorica, delle nostre comunità.
Ed è stato proprio il Teatro dei Borgia la sera del 6 novembre ad aver vinto il premio Rete Critica 2022 con la seguente motivazione:
Per la maturità e la complessità di un progetto in grado di entrare nella vita, nelle sue pieghe più complesse e dolorose, in un lavoro di scrittura e attorialità che attualizza il senso del mito.
La consegna del premio ha costituito anche un momento di incontro tra Rete Critica, la Direzione Artistica del Teatro Bellini, la Bellini Teatro Factory con i suoi studenti, e alcuni operatori teatrali campani.
Inoltre Rete Critica ha potuto assistere a due produzioni del cartellone del Teatro Bellini.
Ardore racconta del matrimonio impossibile tra vita e teatro. È un progetto Bellini Teatro Factory a cura di Gabriele Russo, Costanza Boccardi e Marina Dammacco, con la drammaturgia corale di Annalisa D’Amato, anche regista, Elvira Buonocore, Maria Chiara Montella, Marta Polidoro.
La Cupa, Fabbula di un omo che divinne un albero, versi, canti, drammaturgia e regia di Mimmo Borrelli. É uno spettacolo potente, ancestrale, nella lingua dei territori flegrei. Racconta in versi, la storia “cupa” di tradimenti, violenze, antichi e attualissimi perchè affondano nelle tenebre umane.





