Sanghenapuli, tra inferno e paradiso
Roberto Saviano e Mimmo Borrelli, raccontano sul palco del Piccolo Teatro Grassi di Milano, sino al 17 aprile 2016, la storia di Napoli, dalla sua creazione ad oggi, con un’attenzione particolare alla rivoluzione giacobina del 1799, attraverso San Gennaro, o viceversa.
Lo fanno con due linguaggi diversi: Saviano, il narratore, vestito con pantaloni e felpa, costruisce e presenta al pubblico, con la logica, un concetto; Borrelli, l’attore che interpreta vari personaggi, gli offre un’emozione attraverso l’impasto sonoro partenopeo da lui composto, dove ritmo, musicalità e senso ancestrale della vita si fondono.
La musica, di Gianluca Catuogno e Antonio della Ragione, creata con strumenti musicali diversissimi, eredità di etnie e tradizioni stratificatesi sul suolo napoletano, amalgama i due linguaggi. Sulla scena, di Luigi Ferrigno, un tempio circolare, ora pagano ora cristiano, si muove con un movimento rotatorio. Talvolta si apre ma poi si richiude, quasi per mostrare e nascondere il miracolo del sangue di Sangennaro e di Napoli stessa.

Sanghenapule è infatti una narrazione evocativa, uno spaccato tra il reale e l’onirico di San Gennaro, di Napoli e della sua napoletanità, intesa come caratteristica fisiologica che consente alla città di mantenere la sua essenza, cioè essere al contempo paradiso ed inferno. Nonostante sia stata bizantina, normanna, sveva, angioina, aragonese, austriaca, spagnola, francese, infatti, sempre Napoli è rimasta, città creata da Lucifero che, nella sua vertiginosa caduta dall’inferno, ha sparso sul golfo i pezzi di paradiso impigliati nelle sue ali prima di trasformarsi, toccando terra, nel Vesuvio.
É questo enorme vulcano a ricordare ai napoletani che tutto può finire in un attimo e minacciandoli, insegna loro a godersi la vita. Intimamente legato alla sua fisiologia e quindi al Vesuvio, c’è lui, Sangennaro, che nel cuore dei napoletani si scrive attaccato, come fosse un nome proprio e non un Santo chiamato Gennaro. É solo dei napoletani ( e degli emigranti) che in lui hanno trovato la risposta alla paura dell’eruzione del grande vulcano.
La leggenda vuole infatti che Ianuario, non ancora santificato, fermasse con un cenno della mano, la lava del vulcano che avanzava velocemente verso la città. Non muoverebbe un dito per salvare l’umanità da un diluvio, ma se una goccia minacciasse le messi di Napoli, regolerebbe subito questa disfunzione. I napoletani parlano con lui senza timore reverenziale, lo apostrofano, si arrabbiano con lui. Lui ascolta ed aiuta, anche a compiere piccoli reati: sa che ogni peccato ha una causa e che la fame vince sulla morale; per questo non giudica, media solo tra cielo e terra. E il suo stesso sangue, che si raggruma e in momenti particolari rinasce, liquefacendosi e tornando cosi a scorrere, sembra rispondere sia alle leggi terrene che a quelle divine.
Lo spettacolo sarà ripreso nella prossima stagione,
al Piccolo Teatro Studio, dal 10 al 18 gennaio 2017
LA SCHEDA DELLO SPETTACOLO
Piccolo Teatro Grassi (Largo Greppi – M2 Lanza)
dal 5 al 17 aprile 2016
SANGHENAPULE
Vita straordinaria di San Gennaro
testo e drammaturgia Roberto Saviano e Mimmo Borrelli, regia Mimmo Borrelli
con Roberto Saviano e Mimmo Borrelli
musiche, esecuzione ed elettronica Gianluca Catuogno e Antonio Della Ragione
scene Luigi Ferrigno, costumi 0770, luci Cesare Accetta
produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa
Orari: martedì, giovedì e sabato, 19.30; mercoledì e venerdì 20.30; domenica 16. Lunedì riposo.
Durata: 90 minuti
Prezzi: platea 33 euro, balconata 26 euro
Informazioni e prenotazioni 848800304 – www.piccoloteatro.org




