La Storia, spirali multiple di un assassinio interminabile
Sino al 26 Aprile 2026 al Teatro Parenti di Milano troverete un importante affresco storico-teatrale, liberamente ispirato a La Storia di Elsa Morante.
A lei, in una lettera del 2 marzo 1950 Calvino scriveva: “Tu senti che il mondo è fatto a pezzi, che le cose da tener presente sono moltissime e incommensurabili tra loro, però con lucida e affezionata ostinazione, riesci a far tornare sempre i conti”.
Parafrasando Calvino, si potrebbe dire lo stesso della ariosa, leggera, commossa ma decisa mano del regista, Fausto Cabra, che qui riconduce ad unità elementi anche cacofonici, tra i più disparati.
Ne nasce una sinfonia teatrale che, grazie alla drammaturgia precisa e evocativa al contempo di Marco Archetti, attraversa il romanzo ricostruendo teatralmente con luci e suoni, spazi e momenti della stesso. Che sembra essere una lente con cui osservare anche il nostro presente.
In scena tre bravissimi attori ci portano in questa Storia avvincente: Franca Penone è una madre che segue come scie luminose l’impronta dei tanto amati figli. Nei loro respiri sente il battito di un tempo incommensurabile. Alberto Onofrietti è Nino, il figlio tradito dalla guerra e anche l’ebreo che si nasconde sotto falso nome. Francesco Sferrazza Papa è Useppe. Incarna l’incanto davanti al mondo, la sua ingenuità animalesca, ma anche la sua malattia, che lo lascerà stecchito come una rondine fulminata per aria. Le luci di Marco Renica e Fausto Cabra sembrano amplificare il suono della violenza.
Il romanzo si svolge tra il 1941 e il 1947 a Roma, in particolare nel quartiere popolare di San Lorenzo. Racconta la storia dal punto di vista di Ida Ramundo, maestra elementare, povera, vedova, con un figlio sedicenne, un neonato a carico e, impressa nell’anima, la paura di essere ebrea.
Attraversa la guerra tra morti, privazioni e timore di essere deportata. L’amore per i due figli, il piccolo Useppe nato da una violenza subita da un soldato tedesco imberbe e ubriaco, è la luce che la porta a vivere.
Appartiene ai vinti, ai poveri, alle cavie che esistono e passano non sapendo il perché della loro morte.
Causata da sempre dai grandi della terra che con “i vari incontri al vertice”, determinano i passaggi di proprietà di terre, paesi, colonie, popoli. Usando lo strumento più facile: la “guerra”. Perchè il potere è la lebbra del mondo.
La sua storia si inserisce dunque in quella del secolo atomico.
Il libro e lo spettacolo cominciano e finiscono infatti con una lista dei maggiori accadimenti della Storia del 900.
All’inizio c’è l’industria di massa che cresce sempre di più. Di conseguenza l’operaio diventa accessorio della macchina industriale che essendo al servizio di Poteri e Potenze, produce al primo posto armi. Le quali armi, in base all’economia dei consumi di massa, trovano il loro sbocco nella guerra di massa (corsa agli armamenti, vi ricorda qualcosa?).
A guerra finita non arriva però la pace agognata, la redenzione.
In un clima di violenza postbellica, Ida infatti perde il primo figlio, buttato via dalla vita a venti anni. E poi il secondo, Useppe. Che è il centro simbolico e morale del romanzo per l’innocenza, l’amore gratuito, lo stupore, l’incapacità di comprendere la violenza. É allora che si chiude in una pazzia silenziosa, scegliendo così di non appartenere più alla specie umana.
Ma la Storia, oscenità fin dal principio perché sempre scritta dai vincitori, non può fermarsi e continua a dipanare il suo “fil rouge” di sangue. Vietnam, Algeria, Russia, Grecia…
La Storia
Uno scandalo che dura da diecimila anni
liberamente ispirato a La Storia di Elsa Morante, edito in Italia da Giulio Einaudi Editore
By arrangement with The Italian Literary Agency
drammaturgia Marco Archetti
regia Fausto Cabra
con Franca Penone, Alberto Onofrietti, Francesco Sferrazza Papa
scene e costumi Roberta Monopoli
drammaturgia del suono Mimosa Campironi
luci Marco Renica, Fausto Cabra
video Giulio Cavallini
regista assistente Anna Leopaldo
consulenza movimenti scenici Marco Angelilli
produzione Teatro Franco Parenti / Fondazione Campania dei Festival – Campania Teatro Festival / Centro Teatrale Bresciano
Partner dello spettacolo Fondazione Fiera Milano
1 ora e 20 minuti




