Marco Sportiello e la tradizione atalantina

Marco Sportiello e la tradizione atalantina

sportielloSe esiste una certezza nel calcio italiano, allora questa è il settore giovanile dell’Atalanta. L’enorme fucina di talenti bergamasca, guidata da Fermo “Mino” Favini, quest’anno ha visto esplodere l’ennesimo talento in serie A, proprio con la maglia della Dea. Marco Sportiello, portiere classe 1992, sta vivendo una stagione da protagonista con la sua squadra, con cui sta per centrare l’ennesima salvezza anticipata. Un campionato meno felice degli ultimi due per l’Atalanta, con l’esonero di Colantuono e una prima parte di stagione deludente. Edy Reja, arrivato in sostituzione dell’ex tecnico, però, tra i pali non ha cambiato: Marco Sportiello è l’estremo difensore titolare con 34 presenze all’attivo su 34 giornate di campionato, di fatto inamovibile.
Il giovane portiere, contrariamente alle indicazioni che potrebbe dare il suo cognome, nasce a Desio, tra colline e fabbriche brianzole, vicino di casa (metaforicamente parlando) di un nerazzurro sponda Inter: un certo Lele Oriali. Una vita da mediano per l’ex centrocampista, una giovane e promettente da portiere per l’Atalantino, che di certo non vuole fermarsi qui.
Estremamente rapido e scattante, nonostante l’altezza di 192 cm Sportiello si è confermato anche un discreto para rigori; a riguardo basta ricordare i due ottimi penalty respinti a Palacio e Higuain quest’anno, di certo non due pivelli dagli undici metri. Oltre alle caratteristiche tecniche, che lo vedono capace (ma migliorabile) anche sulle uscite alte, non si può non tener conto dell’aspetto comunicativo, peculiarità fondamentale per un portiere. L’abilità nel saper ‘guidare’ la propria squadra con la voce e con la gestualità è un fattore importante nel curriculum di Sportiello, spesso immortalato nell’invocare calma ai suoi, soprattutto nei momenti di difficoltà.
Accortosi di lui, in particolare da gennaio, il gran circus del calciomercato europeo ha cominciato a bisbigliare nome di questo brianzolo, prima sottovoce e poi sventolandolo ai quattro venti, rischiando di compromettere la sua bolla di tranquillità ma attirando su di lui le attenzioni delle grandi squadre italiane (Roma e Inter su tutte) e in particolar modo dell’Arsenal, con Arsene Wenger sempre alla ricerca di giovani talenti da poter far crescere.
Intanto, però, Marco Sportiello pensa a parare per la sua Dea, la squadra che lo ha prima spedito in prestito tra i dilettanti della Serie D prima di riportarlo di corsa alla casa base, conscia del suo valore tra i pali. Atalanta, tra l’altro, che in porta non ha mai avuto grossi problemi negli ultimi anni, basti pensare al giovane Pellizzoli prima e Consigli poi, entrambi giunti proprio dal settore Giovanile.
Marco Sportiello tecnicamente ha le capacità di poter crescere e maturare all’ombra di Bergamo diventando di fatto di gran lunga migliore dei suoi due predecessori, magari prima di emigrare in qualche grande centro calcistico internazionale, con le casse atalantine che, senza dubbio, sorriderebbero a trentadue denti.

Jacopo Trevisani

5 maggio 2015

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