Serie che non possono essere dimenticate pt. 3

Serie che non possono essere dimenticate pt. 3

befunky_artwork.jpgContinua il nostro “revival” di telefilm, attraverso quelle serie che hanno segnato il piccolo schermo e che i telespettatori ricordano piacevolmente. Indichiamone anche oggi altre cinque!

Bayside School – 1989 – 1993
Con questa sitcom statunitense, il cui titolo originario era Saved by The Bell, andiamo davvero a pescare nel passato del genere teen che porta sullo schermo le vicende di sei adolescenti: Zack, Kelly, Jessie, Lisa, Screech e Slater. Il primo, il protagonista di queste vicende scolastiche, è l’unico che parla direttamente al pubblico fermando “il tempo” e rivolgendosi alla telecamere, come sarebbe successo poi a più riprese in tanti altri show, come Lizzie McGuire o, in forma diversa, in Modern Family. La serie fu di grande successo, visto anche il suo indagare la vita degli adolescenti in modo divertente ed innovativo.

 X Files – 1993- 2002
Andando a parlare di X-Files dobbiamo certamente renderci conto di toccare una delle serie tv più influenti in assoluto. La si può considerare madre di un vero e proprio genere rappresentativo, in tinte fantascientifiche e thriller, con la sua indimenticabile colonna sonora a corredare la drammaticità del tutto. A confermarne la grandezza è stata sia la vittoria del Golden Globe per la migliore serie drammatica (oltre che altri riconoscimenti) sia l’essere svettata in cima alle preferenze del pubblico statunitense e non. Ben nove stagioni che hanno dettato le regole del mondo paranormale e dell’indagine di quei casi inspiegabili cui si è rapportato l’agente Fox William Mulder.

Dharma & Greg – 1997- 2002
Con Dharma Finkelstein e Greg Montgomery torniamo nell’universo delle sitcom, che in questo caso indaga le differenze sociali e caratteriali dei due protagonisti e della storia d’amore che tra di loro nasce praticamente al primo sguardo. L’ambiente non convenzionale e zen dell’istruttrice di yoga si incontrerà-scontrerà con quello dell’avvocato borghese ben istruito in un matrimonio lampo. La rappresentazione canonica di due stili di vita completamente differenti che si trovano alle prese con le incomprensioni e la quotidianità.

Willy – Il principe di Bel-Air – 1990 – 1996
Sono certa che in molti ancora canticchiano la sigla di questa super popolare sitcom che nessuno potrà mai dimenticare. Protagonista un giovanissimo Will Smith, nei panni del simpatico e scapestrato Willy. Il ragazzo, trapiantato dal ghetto di Philadelphia alla zona chic di Los Angeles, Bel-Air, si confronterà con uno stile di vita completamente diverso dai suoi colori sgargianti e dalla sua musica rap. Ma ciò che davvero ci piace di lui è proprio questo marcato scarto con l’ambiente in cui si dovrà muovere e l’allegria che sarà in grado di portare in quel contesto. Un personaggio determinato e singolare, che noi tutti sapremmo riconoscere persino ad occhi chiusi. Impossibile confondere con qualcun altro “The Fresh Prince”.

Sex and the City – 1998 – 2004
Una comedy unica nel suo genere e sicuramente tra le prime, se non la prima in assoluto, a trattare la tematica sessuale in modo aperto e schietto. Da una prospettiva tutta al femminile, per giunta.

Composta di sei stagioni si incentra sulla disorganizzata e spaesata Carry Bradshaw che, tra un paio di scarpe nuove e un articolo della sua rubrica sul sesso, cerca l’amore a Manhattan. Ad accompagnarla le sue tre amiche: la dolce Charlotte, la seria Miranda e l’irrefrenabile Samantha. Sebbene nel corso delle puntate si provi talvolta la voglia di assalire Carrie e urlare di darsi una mossa, di smettere di farsi domande ed essere decisa, Sex and the city resta un’illuminante disegno dell’universo delle relazioni. Pochi ornamenti per indorare la pillola e tante cose da imparare: forse uno dei pregi di una spesso fastidiosa Carrie è proprio quello di portare sotto i nostri occhi la realtà dell’incompletezza delle nostre azioni e della necessità che abbiamo di mettere a fuoco prima noi stessi e poi il coraggio di entrare in contatto con gli altri.

Da vedere con cognizione di causa, ma di certo da non perdere!

di Francesca Aliperta
13 novembre 2014

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