Londra é free!

Una guida a costo zero per farvi amare una delle città più care del mondo.

E dopo esser ritornata ed aver speso le mie ultime settimane qui, mi sento quasi in dovere di scrivere un pezzo su Londra, cittá dell’uno, nessuno e centomila, se proprio dovessi tentare di definirla.“É cara, molto cara” dicono le mie tasche, ma ci sono innumerevoli cose che si possono fare totalmente gratis: scoprite come ammortizzare le spese e godere delle meraviglie di questa metropoli multietnica, che riesce ad influenzare il mondo con la sua unicitá.

1.    Gallerie d’arte. Tate Modern e Tate Britain sono due eccezionali gallerie che ospitano alcune delle migliori opere mai esistite. La Tate Modern, uno spettacolo anche l’edificio che si trova lungo il Tamigi e al di lá del singolare Millenium Bridge, é forse la migliore galleria d’arte che abbia mai visto. Punta i riflettori sull’arte moderna e contemporanea internazionale con istallazioni da capogiro, mentre la Tate Britain si mette in mostra con la British Art dal sedicesimo secolo ad oggi. In Trafalgar Square troviamo la National Portrait Gallery specializzata in ritratti celebri, e la National Gallery, che ospita invece una delle migliori collezioni al mondo di dipinti della Western Europe. Qui vi hanno trovato esilio i capolavori dei nostrani Botticelli, Tiziano, Raffaello, Michelangelo, Caravaggio, come quelli di Rembrandt, Cezanne, Hogart, Gainsborough, e molti altri. Queste sono solo le gallerie d’arte piú famose, meritano piú di uno sguardo anche Whitechapel Gallery, Wallace Collection e Serpentine Gallery.

2.    Musei. Considerando che sono oltre 200 il numero dei musei presenti a Londra, ci vorrebbero anni a cercare di visitarli tutti. Dal British Museum, aperto nel 1753 (e sempre stato gratis), sede di oltre 7 milioni di oggetti provenienti da ogni lato del globo e da ogni epoca; al Museum of London che ripercorre la storia della capitale inglese dagli antipodi della civiltá al 21 secolo; senza tralasciare i dinosauri (e di scheletri si tratta) del Natural History Museum, o i 7 piani di mostre interattive ed oggetti futuristici dell’interessante ed informativo Science Museum. E ancora Victoria & Albert Museum, National Maritime Museum, London Transport Museum, Twinings tea & shop Museum, Cigar Museum.. di sicuro c’é n’é per tutti i gusti, anche quelli piú strampalati.

3.    Parchi e giardini. Molti, me compresa, si innamorano a prima vista del Queen Mary’s Rose Garden in Regent’s Park, un giardino delle meraviglie all’interno di questo ottocentesco parco reale. Uno dei migliori modi per vedere Buckingham Palace é dal James Park, che é il piú antico dei parchi reali londinesi e fa parte di una serie di aree verdi che aiutano ad allentare il traffico e le menti dalla frenetica corsa giornaliera. Altro protagonista indiscusso, nonché uno dei piú vasti parchi del centro é Hyde Park, dove si trova anche lo Speakers’ Corner, angolo storico che anima dibattiti e discorsi pubblici di personaggi famosi (Karl Marx, Lenin e George Orwell tanto per citarne alcuni), ma anche di gente comune, proprio a dimostrazione del fatto che tutti possono esprimere le loro opinioni liberamente e che tutte hanno importanza. Qui potrete trovare uno dei miei favourite’ spot (posti preferiti), un localino dove poter sorseggiare tranquillamente un thé accompagnato da un soffice muffin, contemplando il lago Serpentine che é popolato da maestosi cigni bianchi e paperelle. Consiglio utile: se mai decideste di andare a scrivere un pezzo lí per sentirvi ispirati, e vi fate 2 ore di bus per arrivarci, non lo fate! Non hanno ancora la wifi. Per una fuga dal trambusto all’insegna del verde, andate verso ovest e trovate il piú grande parco di Londra, nonché il parco recintato piú esteso a livello europeo: il Richmond Park, dimora anche di cervi e daini che corrono liberamente tra le verdi colline. Oppure in direzione nord c’é l’Hampstead Heath Park, dove poter ammirare non solo aquiloni svolazzanti, ma anche la piú entusiasmante vista di tutta la cittá di Londra, un panorama davvero unico e peculiare dato che il parco sorge su di una collina che domina tutta la cittá dall’alto.

4.    Cambio della guardia. Turista DOC? Non mancare il cambio della guardia a Buckingham Palace, una tradizione militare che si conserva ancora autentica, e che occorre ogni giorno estivo alle 11 e 30, e a giorni alternati nel periodo invernale.

5.    Lungo il Tamigi. Si puó fare un giro in barca ma é a pagamento, o fare una passeggiata lungo il fiume che percorre e divide tutta Londra. Partite da Tower Bridge, maestoso ponte levatoio uno dei simboli della cittá, passando per London bridge e la Tate Britain, fino ad arrivare a South Bank dove si trova il London Eye, la grande ruota panoramica. Passeggiate anche di sera, le luci sono incredibili e lo spettacolo indimenticabile.

6.    Street Performers. All’angolo ovest del mercato di Covent Garden ogni pomeriggio si radunano vari artisti di strada, una pausa simpatica tra gli innumerevoli negozi presenti in questo quartiere. Tutti i performers hanno una licenza e si esibiscono solo dopo aver passato un’audizione.

7.    Go Markets! E arriviamo ai mitici mercatini, dove forse é possibile cogliere al meglio l’infinita varietá dello spirito londinese. Dai leggendari Camden Market e Portobello Road, ormai quasi un’istituzione, scorriamo verso tre dei miei preferiti. Il giovedí (11-17), venerdí (12-18) o il sabato (8-17) recatevi al Borough Market, uno dei migliori mercati di cibo che abbia mai visto. Nato come mercato di frutta e verdura, diventa col tempo una delizia culinaria e visiva, una vera chicca per gli amanti delle cose fatte per bene: prelibatezze da ogniddove, piccoli manicaretti, cappuccini da sballo.. un microcosmo di sapori e colori, ad un sol passo da London Bridge. La domenica invece andate a Brick Lane, ma iniziate la mattina al Columbia Flower Market, un’esplosione di colori ed odori racchiusi in una piccola strada dedicata solo a piante e fiori. Fate poi uno spuntino veloce e super cheap (economico) al Bagel Shop di Brick Lane 138 con un “salmon and cheese sandwich” o con uno strudel alle mele per i piú golosi, attenzione peró a non rovinarvi la fame, e continuate dritti verso il Sunday Up Market, indubbiamente uno dei mercati piú variegati dei weekends inglesi. Un crogiolo di artisti, turisti e gente fuori dal comune popola le strade: é possibile acquistare ogni tipo di cianfrusaglia di seconda mano, o ascoltare musica di giovani compositori che cercano di farsi conoscere, o assaggiare piatti o snack indiani, giapponesi, marrocchini, spagnoli, sandwich di carne argentina, centrifugati di frutta e curiosi dolcetti.

Qualche anno fa ho abitato per un periodo proprio lí vicino, e la domenica non era domenica senza un giro a Brick Lane. Anche solo per un caffé o per uno strudel, scendevo in strada e a volte rimanevo seduta a lungo ad osservare quell’incrocio di razze, di sfumature, di accoppiamenti stravaganti di ogni genere. Dal fashion, al cibo, all’artigianato, ai gadget, al vintage, fino ad arrivare alla stessa gente che frequentava quel posto..ricordo come tutto mi sembrava magico, ed erano in quei momenti dove lo stress di vivere in una cittá come Londra se ne andava per lasciar posto solo all’estatica sensazione di avere fatto la scelta giusta. Perché in qualche modo Londra é melting pot: accetta tutti e tutto. A Londra ti senti libero di poterti esprimere, di essere creativo, di essere te stesso. La sfida sta nel non perdersi tra le milioni di correnti, o perdersi a volte solo un poco, per poi ritrovarsi di nuovo e realizzare che in fondo il piú cool (figo) non é quello che ha i capelli viola, le scarpe bucate e suona un’arpa. La vera sfida a Londra come in un sobborgo delle Marche, é capire chi siamo veramente. Senza seguire stereotipi, o mode assurde, senza per forza rispecchiare i canoni della societá, quelli dei nostri genitori o dei nostri piú cari amici. La sfida é capire che tutti, ognuno a suo modo, siamo speciali. Basta liberarsi dai pesanti cliché ed accettare tutte quelle piccole manie e quelle stranezze, che ci rende semplicemente e straordinariamente unici.

Pamela Alfonsi

26 gennaio 2012

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