Isole Lofoten, bellezza norvegese

Isole Lofoten, bellezza norvegese

L’arcipelago delle isole Lofoten regala la possibilità di immergersi in un mondo dai contorni magici. Che si approdi tra i meravigliosi fiordi norvegesi per un’avventura in barca a vela o solcando i mari dell’Artico a bordo di una nave da crociera, questo itinerario riempirà gli occhi di stupore per gli insoliti paesaggi, con le montagne che si specchiano a strapiombo nel mare, le splendide cascate, i ghiacciai, il canto lieve dei cetacei, i pescherecci e i caratteristici villaggi dei pescatori su colorate palafitte.

Che si visitino d’inverno, con la notte polare e l’Aurora boreale ad attendere lo stupefatto viaggiatore, o che ci si arrivi d’estate per poter assistere al fenomeno del sole a mezzanotte, sarà impossibile non venir travolti dal silenzio e dall’immensità di questi luoghi.

Le Lofoten, pur trovandosi oltre il circolo polare artico, sono caratterizzate da un clima con temperature più miti rispetto ad esempio all’Alaska e alla Groenlandia che sono alla stessa latitudine, dovute alla calda corrente del Golfo. Particolarmente accoglienti, queste sette isole (Austvågøy, Gimsøy, Vestvågøy, Flakstadøy, Moskenesøy, Værøy e Røst) si estendono a nord-est tra le contee di Nordland e Troms, per una superficie totale di 1.227 km², con oltre 24.000 abitanti.

La costruzione della Strada Turistica Nazionale E10, oltre ad una serie di tunnel e ponti stradali, ha consentito di collegare le maggiori isole dell’arcipelago, coprendo una distanza di 170 chilometri, iniziando da nord con Fiskebøl vicino a Vesterålen, per terminare a sud con il comune di Å, spesso indicato come Å i Lofoten (“i” significa “in”) per differenziarlo da altri centri abitati chiamati analogamente Å.

Arrivando al piccolo villaggio di Å, nella municipalità di Moskenes, incastonato come un diamante in un fiordo frastagliato, si ha la possibilità di ammirare il tipico borgo di pescatori con le case su palafitte, praticamente un museo vivente nel quale ammirare i campi di essiccatura del merluzzo accanto agli ormeggi delle piccole imbarcazioni. Le tipiche casette dei pescatori su palafitte, conosciute come Rorbuer, in origine venivano usate come riparo per la notte dai pescatori; attualmente sono un’affascinante alternativa per il soggiorno dei turisti. Oggi l’economia di questo piccolo centro si basa soprattutto sul turismo, ma in passato è stato un importante porto di pesca, in grado di essiccare oltre 700.000 merluzzi fino al periodo della seconda guerra mondiale.

Il suo nome, il più corto al mondo per indicare un paese, non solo significa «piccolo fiume» in norvegese, ma è anche l’ultima lettera dell’alfabeto norvegese, proprio come la sua posizione, cioè l’ultima città delle Lofoten seguendo appunto la E10, chiamata in quel punto Strada di Re Olav. Dopo Å si può scorgere Værøy, una delle ultime due isole dell’arcipelago, e da qui contemplare lo stretto tra Lofotodden e Værøy che custodisce il Moskenstraumen. Questo è un complesso di gorghi e vortici tra i più potenti al mondo prodotti dal flusso delle maree tra le due isole, punto estremamente pescoso in cui la luce ricalca la linea curva del pianeta, temuto dai pescati e celebrato da scrittori come Edgar Allan Poe in «Una discesa nel Maelström», Jules Verne in «Ventimila leghe sotto i mari» e Emilio Salgari «Verso l’Artide con la Stella Polare».

Pur essendo un piccolo villaggio, Å ospita, oltre al già citato Museo norvegese dei villaggi di pescatori, il Lofoten Stockfish Museum, dedicato alla pesca dello stoccafisso. Lo stoccafisso, ricavato dall’essiccazione del merluzzo, era il prodotto primario venduto in quasi tutta Europa; l’Italia rappresenta ancora oggi il mercato principale per la vendita dello stoccafisso di alta qualità che arriva dalle Lofoten.

Røst è l’isola da cui gli italiani, ben oltre sei secoli fa, importarono in Italia lo stoccafisso. Il comune di Røst, che si trova su una piccola isola situata nella parte meridionale dell’arcipelago, è gemellato dal 2001 con il comune italiano di Sandrigo (VI); proprio dalle isole Lofoten arriva infatti l’ottimo stoccafisso servito in occasione della “Festa del Baccalà” (nelle Tre Venezie lo stoccafisso prende appunto il nome di baccalà). Un’atavica alleanza culinaria nata nel lontano 1432, quando il nobile veneziano Pietro Querini, originario proprio di Sandrigo, giunse alle Lofoten a causa di una tempesta. Un naufragio che si rivelò fortunato perché permise al Querini di soggiornare a Røst per un lungo periodo, riuscendo così ad apprendere i segreti dell’essiccazione del pesce e della produzione dello stoccafisso. Per chi volesse gustare le guance, la «lingua», il fegato, le frittelle e una specie di caviale prodotto con le uova del merluzzo, non deve perdersi un assaggio di questi piatti al pub-ristorante più gettonato dell’isola che si chiama, guarda caso, Querini e che ha all’ingresso, come segno distintivo, una targa della confraternita vicentina del baccalà. A Røst meritano una visita anche le «fabbriche» di stoccafisso.

A Svolvaer, capitale delle Lofoten, a marzo si svolge il campionato mondiale di pesca del merluzzo, un’ottima occasione per sedersi ai tavoli di ristoranti come il Du Verden dello chef Roy Magne Berglund, o il Bacalao, dove poter mangiare una squisita zuppa piccante di merluzzo, pomodoro e patate, dissetandosi poi ad uno dei birrifici sul porto.

L’attrattiva delle Lofoten è veramente a 360 gradi, passando da un interesse storico e culturale, come quello offerto da una visita al Museo Vichingo Lofotr che è una ricostruzione fedele di un «chiefdom» di 83 metri di lunghezza eretto a Borg in Lofoten intorno al 500 d.C., ad un interesse naturalistico, come quello offerto dalle più grandi colonie di aquile di mare e dall’enorme varietà di uccelli, tra cui  puffini, cormorani, urie e aquile, oltre ad avvistamenti di foche, orche assassine e balene.

Impossibile non rimanere folgorati dalle bianche spiagge di Haukland, o da quella di sassolini di Eggum, entrambe a Vestvågøy, come è impossibile annoiarsi avendo una vasta scelta tra gli sport da praticare: arrampicata, escursionismo, sci estremo, equitazione, kayak, ciclismo, surf, rafting in mare, immersioni subacquee, pesca e golf. Unstad è un posto perfetto per fare surf, mentre il Lofoten Golf Links di Hov ha il privilegio di permettere un’esperienza unica come il poter giocare a golf con il sole di mezzanotte, dalla metà di maggio ai primi di agosto, in prossimità dell’oceano e delle montagne dentellate, con l’incantevole e cangiante luce artica.

Non resta dunque che partire per poter scoprire quanto altro ancora le Lofoten hanno da svelare ad un viaggiatore curioso e amante di emozioni inimitabili.

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