Oh che bel castello

Oh che bel castello

Girare per la Val d’Aosta è come immergersi in una favola: i castelli sono ovunque lo sguardo decida di posarsi. Da un lato all’altro della valle che da Torino sale verso le Alpi, è un susseguirsi di roccaforti, fortezze, torri e castelli! A testimonianza di quanto strategica sia da sempre tutta l’area che la Dora Baltea bagna con le sue freschissime e limpide acque.

Tra i tanti, il Castello di Issogne è davvero ricco di tanta storia perfettamente conservata nelle sue stanze, quasi come se i tanti personaggi che si sono avvicendati nelle epoche siano ancora là, a raccontare la vita tra gli affreschi, gli arredi, i cimeli di tempi che furono.

Il luogo dove sorge il castello era già occupato in epoca romana, e a partire dal XII secolo risulta tra i possedimenti del vescovo di Aosta. Chi trasformò l’originale struttura in elegante dimora signorile alla fine del 1300 fu Ibleto di Challant, personaggio di spicco alla corte sabauda e i suoi eredi che impreziosirono il maniero.

Le decorazioni e gli affreschi ancora oggi perfettamente conservati mostrano momenti di vita e attività in un borgo caratterizzato da benessere economico e pacifica operosità grazie a un governo saggio e illuminato. La fontana con un melograno in ferro battuto nel cortile venne donata dal Priore alla famiglia, per il matrimonio del 1502, da cui nacque Renato che sarebbe divenuto l’esponente più noto e prestigioso della casata di Chatillant. L’inventario nel 1565 attesta la straordinaria ricchezza del castello a quell’epoca, con mobili intagliati e tappezzerie, biancherie e tessuti pregiati conservati nei cassoni, un tesoro di vasellame e argenti e una ricca biblioteca.

Il castello finì in stato di semiabbandono agli inizi del 1800 ma, grazie al pittore torinese Vittorio Avondo, acuto conoscitore d’arte e raffinato collezionista che lo acquistò nel 1872, il castello rivisse il suo grandioso passato. Il restauro attuato con grande scrupolo filologico e l’attenzione al recupero degli arredi originali nel mercato antiquario ha riportato il maniero alla vita. Avondo donò nel 1907 il castello allo Stato, il suo atto di generosità ha così coronato il suo impegno a favore della cultura. Merita davvero di essere visitato!

 

 

 

 

Photos: Marta Visentin

FdA

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