“Arditi contro”, di Andrea Augello
Arditi contro. I primi anni di piombo a Roma 1919-1923 e la genesi di quello che sarà la Resistenza del secondo dopo guerra.
Si sono appena concluse le celebrazioni dell’80 anniversario del 25 Aprile e quasi per caso mi sono imbattuto in un libro, Arditi contro edito da Mursia editore. I primi anni di piombo a Roma 1919-1923, scritto dal compianto Andrea Augello che, alla luce delle celebrazioni appena conclusesi della resistenza al nazi fascismo da parte delle formazioni partigiane, racconta di come la formazione militare del regio esercito, Gli Arditi, contenesse al proprio interno il seme di quelle che poi diverranno le formazioni politico-militari, i fasci di combattimento e gli Arditi del popolo, che nel novecento e poi con la guerra di resistenza si fronteggeranno segnando una parte della storia contemporanea del nostro paese rimasta incolpevolmente non trattata.
Nel suo saggio, pubblicato da Ugo Mursia Editore nel 2017, Andrea Augello ha offerto un’analisi approfondita e documentata di un periodo cruciale della storia italiana, attraverso l’esame di fonti inedite, come i verbali dei Carabinieri sul complotto di Pietralata, l’autore è riuscito a ricostruire gli esordi del fascismo a Roma e i primi anni di violenza politica nella Capitale, segnando la nascita dei partiti armati e delle dinamiche di guerriglia urbana che avrebbero, per l’appunto, caratterizzato il Novecento italiano.
La Genesi del fascismo e della Resistenza
Il libro di Augello, attraverso la sua ricostruzione approfondita della documentazione non studiata, si concentra sulla storia del gruppo degli ex combattenti del corpo degli arditi, guidati da Mario Carli, che nel 1919 diedero vita a due esperienze politiche opposte, il Fascio di combattimento romano e gli Arditi del Popolo.
Questi “soldati politici”, sopravvissuti alla Prima guerra mondiale, si divisero tra fascisti e antifascisti, dando origine a una stagione di scontri, attentati e violenze che avrebbero segnato profondamente la storia italiana sino ad arrivare ai due anni di guerra che hanno contraddistinto la resistenza al nazi-fascismo.
Il libro di Augello è stato per me un’inaspettata sorpresa, in questi giorni così particolari vissuti con sensibilità e retoriche politiche diverse, che ha raccontato la genesi dei movimenti politico militari italiani del 900. Un’analisi approfondita che dimostra la matrice comune di quelli che saranno le due anime rivoluzionarie, fascisti e Arditi del popolo, che caratterizzeranno la metà del 900 italiano.
Augello ha dimostrato in questo lavoro una profonda competenza storica e una capacità di analisi che rendono il suo saggio un contributo significativo alla comprensione delle origini delle formazioni para militari di destra e di sinistra che hanno caratterizzato la stagione della violenza politica in Italia.
Un ringraziamento ad un autore prematuramente scomparso
Visto il notevole contributo dato da Augello alla storiografia nazionale contemporanea, sebbene il mainstream storico sembrerebbe non aver voluto indagare oltre sulle assonanze e sulla matrice comune dei movimenti politico-militari dell’Italia post Prima guerra mondiale, sarebbe giusto e corretto che le Istituzioni, di cui lo stesso Augello è stato parte, rendesse omaggio allo “storico” Augello. La sua prematura scomparsa ha lasciato un vuoto nel panorama politico e culturale italiano. Andrea Augello è stato uno studioso di storia da cui si sarebbe dovuto e potuto “attingere” di più visto l’opera che ho avuto il piacere e la fortuna, casuale di aver potuto leggere. In questi giorni che segnano l’anniversario della sua prematura dipartita è un peccato non averlo potuto conoscere e non aver potuto dibattere con lui sulle origini contemporanee del nostro paese che hanno finito per determinare la nostra storia politica moderna.




