I Fantasmi di Via Veneto si agitano ancora
Olindo de Maraglis, di professione avvocato, è l’ultimo re della notte romana. Sembra uno di quei personaggi descritti un tempo da Ennio Flaiano.
La notte che diventa tua complice, l’oscurità ti accoglie e ti abbraccia, le luci di via Veneto ti rassicurano, ti fanno compagnia. La stessa luce che una madre accende nella stanza del suo bambino, dopo che questo ha fatto un brutto sogno al buio. Il nostro vecchio avvocato, figlio di un grande avvocato di Lucera, che però l’avvocato non l’ha mai fatto, niente studio, niente cause, vive di rendita, vive la notte romana e la racconta. Le strade di scena sono via Boncompagni, via Ludovisi e giù fino a via Veneto.
“La notte ti penetra dentro, nel cuore, nel tuo modo di vita, a poco a poco ti allontani dal giorno e da tutto quello che è la vita reale. Diventi come me, l’uomo della notte.”

L’ultimo baluardo è la notte, che si sostituisce al giorno. Potremmo dire che si regge su questa tesi il libro di Omar Di Maria I fantasmi Di Via Veneto (Ed. Pendragon).
La scuola, il lavoro, il traffico, tutte le complessità dell’esistenza. Chi vive di notte fa un’altra vita, non gliene frega niente, ha soltanto bisogno della sua magia.
Ed è proprio a via Veneto che Olindo la trova, tutte le notti. In ordine, ma non di importanza, la “strega rosa”, la sbalordente polverina bianca che si attacca alle narici e ti stordisce i sensi, e la sua casa, il night Carousel.
Le luci di via Veneto di notte affascinano, fanno agitare anche lo stomaco più resistente. La via Veneto di Federico Fellini, il film La Dolce Vita. Quella scena stupenda di Marcello Mastroianni che accompagna Anita Ekberg al Grand Hotel Excelsior proprio quando Roma vede le prime luci del mattino.
Solita passeggiata tutte le sere per Olindo, stretta di mano con Peppe il Giapponese e poi dritti verso la notte più morbida e accogliente. Lo aspettano Frida, la sua giovane amante argentina, le penne all’arrabbiata e i litri di champagne. Nella sua stessa vita, lui appare ma soprattutto si sente l’ultimo protagonista irriducibile della “dolce vita” romana.
Il Carousel, la voce di Bruno Martino con E la chiamano estate, è il co-protagonista di questo nostalgico libro. Il night, quello vero, con poltrone e divani, un grande american bar con prodotti di qualità eccezionale, i migliori whisky importati in Italia. Orchestra dal vivo, voci suadenti, repertorio della fine degli anni 60 che esplode di magia e romanticismo. Massima attenzione al cliente, a tutti: vengono attratti dalle luci e magia della notte. Ma soprattutto dalla magia “rosa”, nuova polvere bianca-rosacea importata, la migliore dell’epoca.
Frasi brevi, incalzanti, quasi assillanti, come i pensieri del protagonista. Come la vita di Roma, con le sue storie taciute e le sue strade troppo spesso frequentate da spacciatori, maruani e prostitute.
Ma qualcosa inizia a cambiare: lo si percepisce nell’aria, come quando cambia il vento e ti sembra di avere il mare su per le narici. Si sente odore di sospetto, di diffidenza, è tutto un fuggi fuggi generale, è inevitabilmente la fine di una stagione che spingerà Olindo, o meglio, che solleciterà, a cambiare vita finalmente.




