Phil Spencer “il politico” – Analisi e critica a Microsoft per Xbox

Phil Spencer “il politico” – Analisi e critica a Microsoft per Xbox
Fonte immagine: projectxbox.it

Phil Spencer, vice presidente esecutivo del reparto Gaming di Microsoft, nonché l’attuale uomo-immagine del mondo Xbox: sempre in prima linea nelle interviste e nelle conferenze, comprensivo nei confronti dei clienti, pacifista nei confronti della console war (che per lui non esiste, ma se Xbox Game Pass non arriva anche su altre console, diciamo che la colpa è della concorrenza che non vuole).

Una figura che porta Microsoft a essere vista come un’azienda pronta a rilanciarsi nel mondo videoludico con la nuova generazione di console, tramite un hardware più potente rispetto alla concorrenza, i servizi di Xbox Game Pass e il nuovo xCloud, e la promessa di un supporto cross gen.

Phil Spencer sembrerebbe possedere le capacità per tentare un’ottima carriera politica, ma il mondo videoludico, per quanto sia vittima dell’isteria social, non è ancora arrivato al punto tale da ignorare la realtà dei fatti, ed è rimasto abbastanza deluso dall’evento Xbox Games Showcase dello scorso 23 luglio.

Le ultime reazioni di fronte alle novità del mondo Xbox riportano in auge una riflessione che già ci eravamo posti dopo l’evento Inside Xbox: quanto ancora Microsoft potrà andare avanti con questa politica di marketing nel settore videoludico?

Phil Spencer e il “non detto” di Microsoft

Come già detto nell’articolo su Inside Xbox, il marketing videoludico di Microsoft si basa sulla classica esaltazione dei propri punti di forza, ignorando il rovescio della medaglia. Cosa c’è di sbagliato in tutto ciò? Che prima o poi i giocatori chiedono il conto.

Un esempio sono i dubbi recenti sulle cosiddette “Console Launch Exclusive” mostrate all’Xbox Games Showcase: a quanto pare, si tratta di videogiochi che arriveranno in esclusiva temporanea su Xbox, ma che vedremo, dunque, anche su PS5, sebbene dopo un periodo di tempo tutt’ora indeterminato.

La strategia di Microsoft, probabilmente, è quella di spingere il cliente a comprare una Xbox (o un abbonamento a Xbox Game Pass) facendo venire voglia di giocare questi titoli il prima possibile. Una strategia che potrebbe funzionare in molti casi, ma è innegabile l’esistenza della domanda: “arriverà anche su PS5?” E la risposta sembrerebbe essere: ““. In questo caso, molti giocatori preferiscono aspettare l’arrivo di questi titoli sulle macchine della concorrenza, anche perché, probabilmente, non stiamo parlando di killer application.

xbox games showcase
Fonte immagine: IGDB

Un esempio pratico di “non detto” è lo spazio dedicato in Xbox Games Showcase per il DLC di The Outer Worlds. Il team di Obsidian annuncia il DLC Perin on Gorgon, Microsoft esalta lo Smart Delivery, e mentre seguivamo l’evento in diretta, arriva la notifica del canale YouTube di PlayStation che annuncia il trailer del DLC in questione per PS4.

Xbox e il problema della politica cross gen

Un altro caso di “non detto” riguarda lo Smart Delivery, ovvero la possibilità di giocare su Xbox Series X con un videogioco Xbox One e avere gratuitamente un miglioramento tecnico del titolo in questione.

La versione migliore di questo gioco su Xbox Series X“, ripetono dopo la presentazione di ogni multipiattaforma cross gen. Quello che non dicono, ovviamente, è che probabilmente vedremo qualcosa di simile anche su PS5, dato che tempo fa girò la notizia della richiesta di Sony di una certificazione per ogni titolo in uscita su PS4 da luglio in poi, riguardante la compatibilità con PS5.

Ma il vero problema sta nella politica cross gen presentata da Microsoft, ovvero un forte sostegno a entrambe le generazioni per i prossimi due anni. Una strategia che, apparentemente, va incontro al cliente, con lo stesso Phil Spencer a sottolineare come Microsoft punti più ai servizi e alla loro fruibilità che a spese importanti per nuovi videogiochi, rammentando anche i problemi economici delle persone dovuti alla crisi causata dal COVID-19, ma poi viene mostrato Halo Infinite e i meme si sprecano.

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Fonte immagine: screenshot canale YouTube Xbox

La demo mostrata a Xbox Games Showcase, per quanto soddisfacente nel gameplay, è stata davvero deludente in termini di grafica: non solo il gioco non mostra un comparto tecnico da next gen, ma è graficamente inferiore anche alle ultime produzioni su current gen. Per fare un esempio, Doom Eternal graficamente (ma anche artisticamente) si divora Halo Infinite.

Microsoft si è giustificata dicendo di aver mostrato una build vecchia del gioco, che girava su PC (e questo potrebbe anche non essere un elemento a favore di Xbox Series X), e ha ricordato che mancano sei mesi all’uscita di Halo Infinite, oltre al fatto che stanno lavorando in smart working. Dichiarazioni che sanno di: “il cane mi ha mangiato i compiti“. Un caso, questo, in cui potevano fare decisamente meglio a livello di marketing.

Il problema del supporto cross gen è l’imporsi dei limiti nello sviluppo dei videogiochi, onde evitare una differenza generazionale troppo grande che saprebbe di presa in giro per i possessori di Xbox One. Eppure Microsoft ha dichiarato di voler supportare il cross gen per i prossimi due anni, ma riuscirà a tenere testa alla concorrenza? Sony ha già annunciato titoli importanti che vedremo nel corso del 2021, se non addirittura al lancio di PS5, e non si può rispondere in maniera adeguata mostrando teaser trailer che durano circa un minuto.

Quanto ancora durerà il marketing videoludico di Microsoft?

Il confronto tra Xbox Games Showcase e la presentazione di PS5 ha mostrato i primi problemi del marketing di Microsoft.

Già prima dell’evento Phil Spencer sembrava mettere le mani avanti, tramite l’annuncio di Xbox All Access, che per quanto possa risultare un’offerta interessantissima (un pagamento mensile che offre sia una console Xbox che un un abbonamento a Xbox Game Pass), voler passare per magnanimi buttando tutto nel calderone della pandemia risulta poco credibile a un occhio critico: la pandemia è iniziata a marzo, Xbox Series X è in programma da anni, non è credibile la politica cross gen come una semplice risposta alla crisi economica. Non è credibile neanche il caso dello smart working come giustificazione per la delusione dovuta a quanto mostrato di Halo Infinite: sono stati terminati diversi titoli importanti durante la quarantena, e la qualità finale è ben altra cosa rispetto a quanto mostrato dal nuovo capitolo della celebre saga di Halo, il quale, tra l’altro, è anch’esso in lavorazione da anni.

La strategia di Microsoft è chiara: non vogliono vendere tanto l’hardware, quanto i giochi e i servizi, poi che siano su Xbox o su PC poco importa (il gaming su PC ha svariate forme, e in questo caso si parla di Windows, quindi sempre di un prodotto Microsoft). Sicuramente questi servizi non arriveranno su console Sony e Nintendo perché queste due aziende si ritroverebbero a favorire la concorrenza, ma anche Microsoft sicuramente non vuole perché rischierebbe di non vendere più la Xbox.

L’offerta di Microsoft è davvero molto interessante: con pochi euro al mese è possibile usufruire di tantissimi videogiochi, compresi diversi titoli Tripla A, e a settembre verrà aggiunto gratuitamente anche il nuovo xCloud, un servizio di gioco in streaming. In aggiunta a tutto questo troviamo anche l’arrivo di Xbox All Access, in modo tale da potersi permettere persino una Xbox Series X con un pagamento di circa 35 euro mensili per due anni: meno di un abbonamento in palestra (con questo non voglio dire di lasciar stare la palestra per i videogiochi, dato che io stesso pratico regolarmente entrambe le cose). Se poi è vero che l’hardware di Xbox Series X è leggermente migliore rispetto a quello di PS5…

A pensarci bene, l’offerta di Microsoft, più che “davvero molto interessante”, è pazzesca, considerando il risicato costo di ogni opzione rispetto alla spesa necessaria per una PS5 e ogni singolo videogioco per essa. Persino i titoli mostrati in Xbox Games Showcase saranno disponibili su Xbox Game Pass fin dal day-one, ma il problema lo si trova ricollegandosi, appunto, alle critiche mosse ad Halo Infinite: se la qualità dei titoli di Sony e Microsoft dovesse rimanere quella dell’attuale generazione, varrebbe la pena abbonarsi a Xbox Game Pass piuttosto che acquistare un videogioco per PlayStation?

Bisogna tenere in considerazione anche il fatto che un mese di Xbox Game Pass permette di provare moltissimi videogiochi, oltre a poter passare subito da un gioco all’altro, e senza ulteriori spese, nel caso il titolo scelto non dovesse piacere, ma quanti videogiochi pensate davvero di poter giocare in un solo mese? Nemmeno noi della critica specializzata riusciremmo a provare l’intero catalogo di Xbox Game Pass in soli trenta giorni, e allora è davvero più conveniente avere tanti titoli a disposizione, anziché un solo titolo ma di alta qualità?

Inoltre, su Xbox Game Pass sono sì presenti anche importanti titoli Tripla A, ma non è detto che arrivino in concomitanza con la versione fisica e digitale. Ad esempio, Red Dead Redemption II è arrivato su Xbox Game Pass il 7 maggio 2020, ma il gioco è sul mercato dal 26 ottobre 2018. I titoli mostrati in Xbox Games Showcase saranno subito disponibili anche su Xbox Game Pass, ma varrà lo stesso anche per le future esclusive permanenti e temporanee? E come si comporteranno, invece, con i videogiochi multipiattaforma?

xbox game pass
Fonte immagine: sito ufficiale Xbox

Microsoft aveva promesso un evento che avrebbe fatto impallidire la presentazione di PS5, ma così non è stato. Sebbene i servizi, le performance di Xbox Series X, e i nuovi metodi di acquisto delle console siano decisamente un punto di forza, Microsoft lascia ancora a desiderare per quanto riguarda il parco titoli, e i gamers si sarebbero aspettati di meglio sotto questo aspetto.

Forse ha ragione Phil Spencer: la console War non esiste. Le offerte di Sony, Microsoft, e Nintendo sono troppo diverse tra loro per essere poste davvero in competizione. La politica di Microsoft dovrebbe puntare su una presentazione del genere per poter essere applicata senza creare troppi malumori tra i gamers.

Dopotutto, tramite l’offerta di Xbox All Access, si potrebbe tranquillamente acquistare sia una PlayStation che una Xbox.

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