Inside Xbox e il ruolo della percezione

Inside Xbox e il ruolo della percezione
Fonte immagine: Pagina Twitter ufficiale di Xbox

7 maggio 2020, giorno dell’evento Inside Xbox: una diretta di un’ora su Twitch durante la quale mostrare videogiochi third party ottimizzati per Xbox Series X, con l’aggiunta di un teaser trailer del gameplay di Assassin’s Creed Valhalla, a pochi giorni dall’annuncio del nuovo capitolo della celebre saga di Ubisoft.

Un evento gradito, dunque, come tutto ciò che riguarda le console next gen quando mancano circa sei mesi al loro lancio sul mercato; sarebbe potuta essere anche un’ottima risposta contro Sony, dopo la noiosa diretta su Twitch di qualche settimana fa, nella quale Mark Cerny spiegava le specifiche tecniche di PS5, senza mostrare la console né i videogiochi.

Peccato che l’evento non sia andato minimamente come ci si aspettava. Le informazioni a riguardo erano abbastanza chiare: solo videogiochi third party, quindi niente Halo, ed era difficile anche fare voli pindarici, ma Inside Xbox non ha neanche mantenuto appieno le promesse.

Ancora una volta, come all’E3 2019, Microsoft mostra diversi trailer di videogiochi e da l’idea che stia facendo una grande presentazione. In realtà, guardando la cosa con un occhio critico e non dal punto di vista della console war, ci si accorge che tutto questo non è poi così entusiasmante, anzi. Queste manovre commerciali per la next gen funzionano? Se sì, per quanto ancora?

Inside Xbox – Cosa non ha funzionato?

Inside Xbox avrebbe dovuto essere un evento per mostrare principalmente videogiochi third party ottimizzati per Xbox Series X. Ci si sarebbe aspettato, dunque, un’occasione per mostrare un assaggio del tanto decantato hardware delle next gen di Microsoft, che risulta essere, dati alla mano, leggermente superiore all’hardware PS5.

Vantare una superiorità e mostrarla al pubblico, quando la concorrenza ancora non ha voluto rivelare nemmeno l’estetica della propria console; sarebbe stata un’ottima mossa pubblicitaria, ma utilizzare dei filmati non in-game dei titoli in questione non è il miglior modo per vantarsi della grafica di Xbox Series X.

E’ vero che nessuno aveva specificato che sarebbero stati video gameplay, ma come possiamo intuire qualcosa sulle capacità della next gen tramite cutscene o, peggio ancora, filmati che potrebbero benissimo essere esclusivamente presenti nei trailer?

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Fonte immagine: IGDB

Tra questi trailer, in realtà, ci sono stati anche dei video gameplay, ma non è stato abbastanza. Bright Memory Infinity è impattante, specialmente considerando che è stato sviluppato da una sola persona, così come Vampire The Masquerade – Bloodlines 2 (forse il titolo più interessante tra quelli mostrati), ma è evidente come alcune animazioni vadano a cozzare con la qualità grafica e potrebbero fargli perdere anche il confronto con la current gen, che ancora in questo 2020 sta per ricevere alcuni titoli di spessore.

Quest’ultimo paragone è un confronto impari, dato che la maggior parte dei titoli mostrati in Inside Xbox sono videogiochi indie; il budget è imparagonabile con i Tripla A in arrivo quest’anno, anzi potremmo pensare che tali videogiochi sviluppati su current gen non avrebbero avuto la stessa qualità grafica. Tuttavia, sebbene sia da considerarsi positivo puntare sugli sviluppatori indipendenti, specialmente per i primi mesi di vita di una console, quando non ci sono, in genere, titoli particolarmente interessanti, a livello di marketing non era la mossa giusta da fare per un evento del genere, così come non lo è puntare su titoli come Scarlet Nexus e Yakuza: Like a Dragon. Se Bandai Namco è un nome di spessore, così come lo è la celebre saga di Yakuza, non parliamo di videogiochi che spiccano per la qualità grafica; è risaputo che gli studi nipponici, a eccezione di alcuni casi, sono visibilmente rimasti indietro con i motori grafici.

Inoltre, se è possibile trovare diverse giustificazioni per l’impatto grafico di questi titoli, bisogna ammettere che l’impatto artistico lascia molto a desiderare. Quasi tutti questi videogiochi sembrano prendere una forte ispirazione da altre opere per poi buttarla a forza in qualcos’altro: Bright Memory Infinity sembra un insieme di tutto ciò che è esagerato, CHORUS sembrerebbe avere lo stile di un Mass Effect in versione dark, The Ascent sembra quasi un Cyberpunk isometrico, Scarlet Nexus sembra avere i protagonisti di Code Vein che combattono contro… la parodia dei Cordyceps di The Last of Us? Second Extinction… per carità!

yakuza like a dragon
Fonte immagine: IGDB

Infine, il tanto atteso teaser trailer del gameplay di Assassin’s Creed Valhalla. Il problema in questo caso è evidente: quello non è un trailer di gameplay, ma un trailer in-game; se parlavano di gameplay, ci si sarebbe aspettato, appunto, un video in cui si gioca. Il problema del trailer in-game è sempre il contesto nel quale è stato mostrato: come puoi pensare di mostrare i muscoli di Xbox Series X tramite un videogioco cross-gen? La grafica di Assassin’s Creed Valhalla mostrata in questo trailer è l’evidente evoluzione di questa saga su current gen, ed è facile immaginare che la differenza generazionale per questo videogioco sarà la stessa vista nel 2013 con Assassin’s Creed IV: Black Flag: l’equivalente di una remastered.

Inside Xbox ed E3 2019 – La percezione nella console war

Paradossalmente, è stata molto più interessante la dichiarazione, prima dell’evento, secondo la quale i videogiochi per Xbox Series X gireranno di base a 60 fps, con la possibilità di raggiungere i 120 fps.

Inside Xbox, come detto inizialmente, ricorda molto la conferenza Microsoft all’E3 2019. Il primo E3 senza la partecipazione di Sony, con il rischio che la casa rivale produttrice di Xbox potesse approfittarne per anticipare l’annuncio della next gen.

Molti rimasero colpiti dalla conferenza Microsoft, perché mostrarono tantissimi titoli, e chiusero proprio parlando della next gen. In realtà, tutti quei videogiochi erano multipiattaforma, quindi anche per PS4, e non mostrarono Xbox Series X, che presentava addirittura ancora il nome in codice “Project Scarlett”, ma si limitarono ad annunciare le caratteristiche hardware e la data di lancio.

Eppure basta una buona presentazione per infiammare la folla, così molti trovano che Microsoft stia più avanti rispetto a Sony con la next gen, perché Xbox Series X sarà più potente di PS5, ha già mostrato la sua estetica, ha già mostrato alcuni trailer di videogiochi esclusivi interessanti, seppur ancora privi di gameplay. Sony invece lascia trapelare ancora poco, ma è anche vero che ha ancora qualcosa da dire con PS4, la quale sta per ricevere The Last of Us Parte II e Ghost of Tsushima.

Questo sistema della percezione sembrerebbe funzionare per il consumatore medio, ma sarà possibile per Microsoft andare avanti in questo modo prima che qualcuno si accorga del trucco? La chat di Twitch durante Inside Xbox la diceva lunga riguardo l’opinione pubblica su questo evento, così come la critica specializzata. Microsoft potrebbe rischiare di essere percepita, prima o poi, come l’azienda delle conferenze “tutto fumo e niente arrosto”.

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