Code Vein Demo – Il Souls-like di Bandai Namco tra dubbi e certezze

Code Vein Demo – Il Souls-like di Bandai Namco tra dubbi e certezze

Il 27 settembre arriverà finalmente sugli scaffali Code Vein, il nuovo videogioco di Bandai Namco sviluppato dal team Shift (autori della serie God Eater) che la stessa software house nipponica ha chiaramente designato come il suo erede della saga di Dark Souls.

A giugno ho scritto un articolo sul Network Test di Code Vein, ricco di informazioni generali sul gioco e contenente le prime impressioni.

Bandai Namco inviò anche un questionario per il feedback a tutti coloro che hanno partecipato al Network Test, e dallo scorso 3 settembre ha invece messo a disposizione una demo pubblica.

La parte di Code Vein che si può giocare nella demo è pressoché la stessa del Network Test, a eccezione del livello delle profondità.

Andiamo a vedere cosa è cambiato rispetto a tre mesi fa e quali dubbi ci sono ancora sul gioco.

Dove eravamo rimasti?

In Code Vein il mondo subì una catastrofe, chiamata Grande Rovina, alla quale sopravvissero pochi esseri umani.

I superstiti inserirono dei parassiti modificati chiamati BOR nei cuori e crearono i redivivi: umani resuscitati e che continuano a tornare in vita ogni volta che muoiono, al prezzo della perdita di una parte di memoria ad ogni resurrezione e costretti a nutrirsi di sangue per sopravvivere.

La loro principale fonte di sangue è il vischio: uno speciale tipo di pianta creata da una certa Regina che rilascia gocce di sangue.

Per un motivo ancora ignoto, i redivivi mossero una guerra contro questa Regina e tornarono vincitori, ma al ritorno trovarono una misteriosa nebbia rossa a circondare il loro territorio, impedendogli di avventurarsi nelle altre terre.

Questa nebbia causa ai redivivi una elevatissima sete di sangue, e un redivivo incapace di saziarsi vedrà il suo cuore finire in frantumi per poi trasformarsi in un corrotto.

Una situazione del genere porta inevitabilmente i redivivi nel territorio circondato dalla nebbia a dover lottare per la sopravvivenza, ma il nostro protagonista è un redivivo diverso dagli altri…

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Abbiamo ampiamente discusso delle meccaniche e del mondo di gioco di Code Vein nell’articolo del Network Test (linkato in precedenza), e in questa demo sono rimasti pressoché invariati.

Una piacevole novità si può notare nel comparto tecnico, migliorato nei particellari, con frame rate stabile, e privo di aliasing.

Tuttavia restano i dubbi sul level design (visti anche i precedenti del team Shift con la serie di God Eater) che non impressiona particolarmente. I primi scenari giocabili di Code Vein non sono entusiasmanti in quanto a estetica, nemmeno il nuovo livello delle profondità.

Un altro difetto del Network Test che sembrerebbe essere stato corretto sono i frame della schivata: ora c’è più precisione nello schivare gli attacchi, anche se il comando per farlo sembrerebbe non essere molto fluido. Tuttavia quest’ultima feature potrebbe risultare bilanciata da un danno ridotto per gli attacchi più difficili da evitare.

Decisamente “Souls lite”

Una particolarità, per non dire “difetto” (un Souls-like deve per forza essere difficile?) di Code Vein nel Network Test era un approccio decisamente più semplice rispetto ai “Souls” e agli altri Souls-like, che invece risultano ogni volta abbastanza traumatici anche per i più esperti.

In questa demo l’approccio non è cambiato, anzi il gioco sembrerebbe ancor più facile, con le migliori armi che si possono raccogliere in questa parte che vengono rilasciate più facilmente dai nemici.

Persino il nuovo livello delle profondità, il Covo dell’Oscurità, è più semplice rispetto alla Città del Sacrificio presente nel Network Test, dove veniva espressamente suggerito di raggiungere il livello 40 con il proprio personaggio giocante.

Il problema più grande di questa bassa difficoltà rimane il fatto che il compagno di squadra offline (non è possibile giocare online in questa demo), onnipresente in Code Vein, è forte al punto tale da poter quasi farcela tranquillamente da solo.

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Code Vein potrebbe essere il primo Souls-like ad avere una difficoltà crescente o che non presenta affatto una difficoltà elevata; ciò non deve essere obbligatoriamente un difetto, ci sono molti giocatori che vorrebbero approcciare i Souls-like ma non lo fanno per via della difficoltà.

Il problema è che nemmeno da questa demo si riesce a capire dove effettivamente Shift e Bandai Namco vogliano andare a parare. Gli stessi produttori hanno confermato la difficoltà elevata tipica dei Souls-like, ma il livello testato sia nel Network Test che nella demo presenta la difficoltà di un tutorial.

Attesa

Paradossalmente sono presenti più novità di Code Vein nei trailer degli ultimi mesi che in questa demo, la quale mostra alcuni miglioramenti attesi dopo il Network Test ma che non colma tutti i dubbi della prima versione di prova.

Bandai Namco ha fatto una grossa pubblicità per questo gioco, presentando gli accenni di una trama interessante, mostrando scenari migliori di quelli giocati fino ad ora, e parlando di una difficoltà elevata tipica dei Souls-like, ma sarebbe stato meglio mostrare qualcosa di tutto ciò nella demo anziché riproporre lo stesso scenario del Network Test.

Forse i giocatori non si aspettano che Code Vein sia proprio l’erede di Dark Souls, ma sono gli stessi produttori della storica opera di Hidetaka Miyazaki ad aver mosso il paragone fin dall’inizio, e a continuare a tener alta l’attenzione su questa nuova IP.

A questo punto non ci resta che aspettare pochi giorni per iniziare a testare il gioco completo.

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