Gioventù senza, l’era dei pesci sta tornando

Gioventù senza, l’era dei pesci sta tornando
Gioventù senza

Gioventù senza, di Bruno Fornasari, è uno spettacolo pieno di ritmo, movimento, dinamismo, coralità.

In scena al Teatro Filodrammatici di Milano, sino al 24 novembre 2019, ha visto protagonisti Tommaso Amadio con una recitazione d’eccezione e dieci ragazzi diplomatisi ad ottobre 2018 all’Accademia dei Filodrammatici di Milano.

La regia di Emiliano Bronzino sembra aver scolpito i loro giovani corpi, i loro gesti, le loro voci. Come un attento direttore d’orchestra, Bronzino si fa medium tra rappresentazione e pubblico.

Lo fa con intelligenza, lasciando ai ragazzi la possibilità di esprimere la loro anima di attori, di incanalare e galvanizzare la loro potente e giovane energia. Questo forte  legame di azione e reazione tra regia e attori è fatta di tecnicismo ma anche ascolto, flessibilità, sensibilità che sfociano in una rappresentazione autentica ed originale.

Come originale è la drammaturgia di Bruno Fornasari che si rifà a Gioventù senza Dio di Ödön von Horváth. Tuttavia essa conserva un’interpretazione soggettiva. Fornasari decide infatti di trattare ciò che accade nella classe del romanzo, dove un allievo scrive in un compito “I negri sono tutti delinquenti”, come materiale documentaristico da parte di una classe dei giorni nostri.

Gioventù senza: velate e inquietanti similitudini col passato

I messaggi subdoli dei social, la valenza del gruppo, la propaganda sull’odio, rimandano infatti alla dittatura nazista, descritta nel romanzo come l’era dei pesci, animali che si muovono in massa seguendo la corrente. Essi hanno rinunciato al pensiero individuale, ai sentimenti. E non hanno nome, come i protagonisti che vengono chiamati solo con la loro iniziale.

Inutile quindi cercare asimmetrie col romanzo dello scrittore austroungarico, morto prematuramente nel 1938 a Parigi, dove si era rifugiato dopo l’annessione dell’Austria alla Germania nazista che aveva messo al rogo le sue opere.

Gioventù senza Dio racconta la storia di un insegnante, Tommaso Amadio, che si confronta con la sua classe di giovani adolescenti inebriati dalla propaganda nazista che manipola, sino ad annientarle, le loro coscienze.

L’insegnante sa che essa è finalizzata alla “preparazione morale” della guerra e che lui, se vuole conservare il suo posto, deve mettere a tacere la sua coscienza per non danneggiare “le future capacità belliche” della nuova generazione. Ma il suo conflitto interno non tarda a manifestarsi quando, per sua ignavia, un ragazzo della sua classe viene ucciso durante un campo di preparazione militare, da un altro compagno di classe.

Sullo sfondo la posizione ambigua della chiesa e l’importanza di una fede intesa come piena coscienza del bene e del male.

Bravissimi tutti i giovani attori, cui vanno i nostri complimenti ed incoraggiamenti, insieme all’augurio di rivederli presto a teatro: Chiara Alonzo, Diana Bettoja, Pietro De Nova, Giulia Di Sacco, Marco Fragnelli, Francesca Macci, Iacopo Modesto, Marcos Piacentini, Martina Sacheli, Lapo Sintoni.

 

Teatro Filodrammatici, Via Filodrammatici 1, Milano

Gioventù senza, di Bruno Fornasari

tratto da Gioventù senza Dio di Ödön von Horváth

con Tommaso Amadio

e Chiara Alonzo, Diana Bettoja, Pietro De Nova, Giulia Di Sacco, Marco Fragnelli,

Francesca Macci, Iacopo Modesto, Marcos Piacentini, Martina Sacheli, Lapo Sintoni

regia Emiliano Bronzino

produzione Accademia dei Filodrammatici

con il sostegno di Regione Lombardia e Fondazione Cariplo – Progetto NEXT 2019/2020

PRIMA NAZIONALE

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