VENEZIA 2017 | Ambiente e Immigrazione alla Biennale Cinema 2017

VENEZIA 2017 | Ambiente e Immigrazione alla Biennale Cinema 2017

Lido di Venezia – Siamo agli sgoccioli della 74. Mostra Internazionale del Cinema di Venezia e AMBIENTE e IMMIGRAZIONE sono i temi più trattati.

Abbiamo ormai visionato tutti i 21 film in concorso, quelli fuori concorso, orizzonti e Sic (che ha premiato tra gli altri EX LIBRIS), ma anche se si può analizzare ogni film come unico, sono due i fili conduttori principali.

Se il film simbolo sull’ambiente è senza dubbio Mother! che con una metafora lunga quanto il film parla di Madre Natura dalla sua nascita fino alla sua scomparsa, il grazioso Downsizing dà una soluzione molto fantasiosa alla sovrappopolazione: rimpicciolirsi. Drammaticamente anche First Reformed tira fuori nel cuore del film il tema del disastro ecologico che annienterà la nostra razza, mentre Weiwei con Human Flow, un documentario sull’immigrazione, ci fa capire che uno dei motivi per cui il fenomeno migratorio è in forte aumento è proprio il cambiamento climatico che rende impossibile vivere in certe aree del pianeta.

E se in Piazza Vittorio ci rendiamo conto come una piazza di Roma è cambiata per via dell’arrivo di molti stranieri, Suburbicon ci mostra che la paura non deve stare nel “diverso”, così come ce lo sottolinea The Shape of Water, ma può esserci aiuto reciproco, magari aprendo centri di cultura, come mostra Ex Libris, oppure solo capendo l’altra persona e facendosi trascinare dai sentimenti come ci insegna la regina Vittoria in Victoria & Abdul.

AMBIENTE

C’è una grande preoccupazione nel mondo del cinema su ciò che avverrà al nostro pianeta, e di conseguenza alla nostra razza, tra qualche anno. Gli scenari più apocalittici danno per spacciata la razza umana entro la fine di questo secolo. Bene o male molti film analizzano o accennano al problema, andando contro anche all’amministrazione statunitense di Trump che ha dichiarato che il cambiamento climatico non esiste. Eppure tutti stiamo vedendo i cataclismi che si stanno abbattendo sulla Terra.

MOTHER! è un film fischiato e applaudito nello stesso tempo. A una prima lettura superficiale sembrerebbe che parli di un rapporto familiare mal gestito, ma in realtà è una grande allegoria di Dio e di Madre Terra. Ci sarebbe un lunghissimo discorso da fare su Mother!, ma parlando di temi principali il film si deve leggere come una metafora di ciò che sta accadendo al nostro pianeta. Lei, la madre, (Jennifer Lawrence) rappresenta Madre Natura and Him (Javier Bardem) rappresenta Dio. Un Dio vanesio, che vuole solo prendere, mentre Madre Natura dà fino a che non rimane nient’altro da dare. Il regista  Darren Aronofsky ha dichiarato:

E’ un brutto momento da vivere. Siamo quasi 8 miliardi di persone e noi non capiamo che ci sono problemi molto seri: l’Ecosistema sta collassando e noi saremo testimoni dell’estinzione; c’è una crisi migratoria che ghiaccia i nostri governi; il governo Americano prima aiuta a negoziare un epocale trattato sul clima e mesi dopo si ritira; antiche dispute e credi tribali continuano a portare guerra e divisione; il più grande iceberg di tutti i tempi si è staccato dall’Antartico e va alla deriva. Contemporaneamente noi procuriamo altri problemi: i turisti in sud America per due volte hanno ucciso delfini rari, soffocandoli per la frenesia di selfies; la politica assomiglia a un evento sportivo; alcune persone muoiono di fame mentre altre ordinano tutta la carne che vogliono. La nostra specie è indifendibile, e noi neghiamo che non stiamo avendo rispetto per il nostro pianeta e il nostro posto sulla Terra.

Jennifer Lawrence in mother!, from Paramount Pictures and Protozoa Pictures.

DOWNSIZING, film d’apertura, aveva trovato una soluzione al problema. Secondo il regista Alexander Payne l’essere umano può ridurre i rifiuti tossici facendosi rimpicciolire (Downsizing, appunto). Il pianeta così non si intossicherà più e noi non scompariremo. Certamente surreale, ma sicuramente una soluzione a un annoso problema. Nonostante lo sforzo, lo scenario finale non è del tutto ottimistico e non essendoci più speranza è meglio focalizzarsi sulle persone che vivono nel presente.

Matt Damon, attore protagonista del film, ammette in conferenza stampa:

Downsizing è un film che non avete mai visto. C’è qualcosa di molto opportuno e brillantemente satirico su un uomo che si fa rimpicciolire mentre la Terra diventa sovrappopolata. Questa è un film che arriva nel momento giusto perché parla del mondo in cui stiamo vivendo.

Hong Chau plays Ngoc Lan Tran in Downsizing from Paramount Pictures.

FIRST REFORMED è il film di Paul Schreader. Il punto di svolta del film è il momento in cui Michael (interpretato da Philip Ettinger), un ragazzo, marito e futuro padre di famiglia, decide di suicidarsi perché si rende conto che il mondo non sopravviverà al cambiamento climatico. Secondo lui abbiamo già passato il punto di non ritorno e la razza umana è condannata all’estinzione. Il monologo che parla di cataclismi e di sicura morte dell’uomo fa venire i brividi perché parte da premesse del tutto fondate e soprattutto che viviamo ogni giorno.

In conferenza stampa il regista Schreader ammette:

Non credo che l’umanità potrà sopravvivere a questo secolo. Abbiamo esaurito la nostra tenuta sul pianeta.

IMMIGRAZIONE e il DIVERSO

Un altro tema ampiamente toccato in alcuni film e documentari, e accennato con simbolismo in altri è sicuramente il tema dell’immigrazione. Probabilmente molti pensano che tutti gli immigrati vengano in Italia, che non c’è spazio per tutti e in parte è anche vero, però questa 74.Mostra del Cinema di Venezia ci regala spunti per capire “l’altra parte”, che non tutto ciò che ci viene detto è vero e soprattutto che gli altri siamo noi. Insieme a questo tema, ovviamente si insinua anche “il diverso” visto come il nemico.

HUMAN FLOW è il documentario di Ai Weiwei. Racconta il più grande esodo di migranti avvenuto dalla seconda guerra mondiale. Oltre 65 milioni di persone si allontanano dalle loro case per colpa di carestia, cambiamento climatico e guerre. Il regista si cala nei panni dei profughi, entrando nella loro “famiglia” e osservando il loro lato umano da vicino. Ai Weiwei ha commentato il documentario in conferenza stampa:

Come artista ho sempre creduto all’umanità e vedo questa crisi come la mia crisi. Vedo queste persone che stanno nei battelli come la mia famiglia. Come essere umano, credo che qualsiasi crisi o difficoltà che colpisca un altro essere umano, è come se capitasse a noi. L’umanità è un unicum. Se non avvertiamo questa fiducia reciproca, siamo decisamente in difficoltà. A quel punto, affronteremo muri, divisioni e inganni da parte dei politici, che ci porteranno a un futuro di oscurità.

SUBURBICON è il film di George Clooney che vede un’interessante interpretazione di Matt Damon. Una normale famiglia di bianchi commette delitti venendo ignorata dalla comunità perché una famiglia di neri si trasferisce nel quartiere. I vicini di casa alzano muri per separarsi da quelle persone che non sono “come loro”. Questo ha riportato il pensiero a ciò che sta facendo Trump (e molti Paesi occidentali) nel separare i Paesi, allontanare le persone, espellere gli immigrati e alzare muri. Matt Damon ha dichiarato in conferenza stampa il suo dissenso verso Donald Trump:

Vorrei che qualsiasi altra persona tranne quella che c’è fosse il presidente degli Stati Uniti d’America

Left to right: Matt Damon as Gardner and Noah Jupe as Nicky in SUBURBICON, from Paramount Pictures and Black Bear Pictures.

VICTORIA & ABDUL è il film di Stephen Frears sulla regina Vittoria interpretata da Judi Dench. Mentre tutti si scandalizzano perché la regina è diventata amica di un suo servitore indiano (Abdul), la donna più potente di tutti i tempi vede l’annessione all’India come un modo per imparare e tollerare altri costumi e religioni. L’unica persona che ha fortemente accettato “il diverso” era colei che più di altri avrebbe dovuto averne paura in quanto capo della Chiesa inglese. Lei ha dato a tutti un esempio importante che però non è stato accolto.

La produttrice candidata all’Oscar Tracey Seaward ha dichiarato:

Questa storia di più di 100 anni fa sembra oggi ancora più significativa. […] un giovane musulmano che diventa il leale amico della sovrana che ha regnato più a lungo in tutta la storia

EX LIBRIS – THE NEW YORK PUBLIC LIBRARY è il nuovo documentario di Wiseman che può essere una soluzione al razzismo e al problema. Infatti nella più grande biblioteca pubblica di New York non ci sono solo libri, ma anche corsi di ogni genere, in modo da condividere cultura. Un ottimo modo per poter togliere le persone dalle strade, darle un tetto e formarle. Frederick Wiseman alla conferenza stampa ha dichiarato:

La biblioteca è la più democratica delle istituzioni. Tutti sono i benvenuti e tutte le razze, etnie e classi sociali sono partecipanti attivi nella sua vita.

PIAZZA VITTORIO è il film documentario di Abel Ferrara che dipinge una delle piazze più antiche e belle di Roma tirando una somma di come sia diventata oggi. In effetti chi conosceva piazza Vittorio trova quest’area cambiata e ad appannaggio degli stranieri, ma in realtà molte persone si rendono conto che non è questo il problema, che la colpa non è dello straniero che arriva, ma del lavoro che non c’è, del governo che manca per tutti. Alcuni anziani forse non capiscono questo fenomeno e pensano che gli immigrati arrivino per rubare agli italiani il lavoro, ma in realtà Piazza Vittorio cuce uno spaccato di vita di una città che ha accolto l’altro anche se sta passando molti problemi (non certo per colpa dello straniero). Abel Ferrara ha dichiarato:

Piazza Vittorio è una riflessione attuale sull’evoluzione nelle nostre società dell’eterno tema dello ‘Straniero’

THE SHAPE OF WATER è l’osannato film di Guillermo Del Toro che sicuramente non parla di immigrazione, ma parla del “diverso” visto come nemico. E’ questo il tema centrale del film, quando la creatura marina prelevata dal Sud America, viene portata ad analizzare. Così come è successo agli africani portati in America come schiavi, così anche la creatura è trattata come un animale da sfruttare dai “bianchi”. Sembra che niente cambi nell’uomo, la rabbia e la voglia di schiacciare il prossimo si trasferisce semplicemnte su un altro bersaglio. Per fortuna questo film, una favola ben scritta e interpretata, dà “ai buoni” la possibilità di rifarsi.

Questi due temi, che vengono trattati dai telegiornali di tutto il mondo, sono stati portati da registi di ogni età e di ogni nazionalità alla Mostra del Cinema di Venezia per mostrare alle persone in che mondo stiamo vivendo, per far aprire gli occhi. Se il cinema ha un compito è quello di mandare messaggi, e se ciò che vuole dire hic et nunc può cambiare le cose e l’anima delle persone, beh, forse si può ricominciare a sperare.

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