Report Pendolaria: bocciati su tutti i trasporti
Si parla continuamente di transizione ecologica e le principali policies europee risultano essere sempre più green, il futuro dovrebbe essere ecosostenibile e nonostante risultino ormai irraggiungibili gli obiettivi prefissati anni fa sulla Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, continuiamo a propagandare idee che non vengono messe in atto.
A dare un ulteriore smacco all’Italia, che in Europa si comporta da ultima della classe, è il report Pendolaria 2024, dossier diffuso da Legambiente nell’ottica della campagna Clean Cities.

Speciale aree urbane
Pendolaria è la storica campagna di denuncia di Legambiente dedicata ai treni regionali e locali, al pendolarismo ed alla mobilità urbana, nata per contribuire a creare un trasporto ferroviario regionale e locale moderno, per città meno inquinate e più vivibili.
Sono circa 3 i milioni di pendolari, al 2019, che ogni giorno si spostano in treno per raggiungere i posti di lavoro e di studio tra carrozze sovraffollate, degrado, ritardi.
Lo studio annuale ha denunciato il degrado che, quotidianamente, i pendolari di tutta la penisola sono costretti a vivere. Una notevole porzione di italiani è costretta a raggiungere il proprio posto di lavoro ben lontano da casa e, chi per motivi economici chi per fattori logistici, sceglie di spostarsi utilizzando il trasporto pubblico, andando incontro a disagi innominabili. Per quanto concerne i trasporti, infatti, sia a livello locale che a livello regionale, l’Italia continua a investire sempre meno rendendo le proprie città uno scannatoio molto spesso invivibile.

Un confronto impietoso
Ponendo un semplice confronto con altre nazioni europee spicca la lunghezza totale delle linee metropolitane che in Italia si ferma intorno ai 250km, contro i 650 della Germania e i 680 del Regno Unito. La linea tranviaria non arriva ai 400 km in tutto lo stivale mentre solo a Madrid si sfiorano i 300. I numeri sono davvero impietosi e se si passa a visionare la situazione delle ferrovie suburbane non va di certo meglio. Che sia Trenitalia o aziende private che adoperano la Rete Ferroviaria Italia, la situazione cambia poco, con cancellazioni, interruzioni e ritardi stratosferici.
Roma la peggiore, Milano pessima
La capitale si situa tra le peggiori città d’Europa e siamo ben lontani dal poter parlare di smart city. Roma non ha mai eccelso nei trasporti e l’ATAC è, probabilmente, tra le peggiori compartecipate di sempre, tuttavia, non spicca neanche la tecnologica Milano che porta un piccolissimo punto a proprio favore con l’apertura nel 2023 di una nuova tratta della M4.

Concludendo dunque con una riflessione sul trasporto ferroviario, sul quale di certo avremmo dovuto puntare maggiormente, il dossier sintetizza perfettamente lo stato dell’arte, sottolineando come, in mancanza di politiche attive in materia, risulterà impossibile vedere miglioramenti.
Si tratta di un’Italia a due velocità: il successo dei Frecciarossa da una parte e i tagli a Intercity e treni regionali dall’altra con una forte emergenza al sud. In Italia aumentano le persone che viaggiano in treno, ma con dinamiche molto differenti da nord a sud. Un Paese dunque con sempre più treni di serie A e B, dove si evidenzia in alcune città una vera e propria emergenza per i pendolari, mentre al sud come una grande questione nazionale.




