Il problema delle polveri sottili a Milano e non solo
Il recente report della società svizzera IQAir ha nominato Milano la città più inquinata al mondo. La risposta del sindaco Giuseppe Sala è stata immediata: smentendo i risultati, ha affermato che la qualità dell’aria è aumentata, ma non a sufficienza.
Successivamente si è aggiunta una cornice di altri report sullo smog, anche sull’intera regione Lombardia. Il risultato? Non siamo al peggio, ma la situazione non è positiva. Per far fronte all’alto tasso di polveri sottili PM10 e PM2,5, sono scattate ieri diverse misure.
Il punto sulle polveri sottili
Oltre alla relazione di IQAir, sono arrivate quelle di ARPA e della Stazione Spaziale Copernicus: la qualità dell’aria in Lombardia è considerabile “molto scarsa” o persino “pessima”.
Il tasso di PM10 e PM2,5 è calato in Italia negli ultimi 10 anni, ma non basta. Il paese è ben lontano dal rientrare nei limiti dell’OMS e, nonostante la media annua del tasso di PM2,5 non violi il limite di legge, la soglia giornaliera di polveri sottili a Milano è allarmante.

PM10 e PM2,5: che cosa sono
Le polveri sottili (o particulate matter, da cui deriva l’abbreviazione PM) sono, spiega sempre ARPA, particelle solide e liquide che rimangono sospese in aria. Possono essere composte da un mix di elementi: carbonio, fibre, metalli, composti organici o materiale inerte, ad esempio frammenti di suolo.
La diversa dicitura, PM10 e PM2,5, indica il diverso diametro in micrometri. Le particelle PM2,5 sono quelle più sottili e pertanto più pericolose. Se inalate, riescono infatti a farsi strada fino ai polmoni.
Tali polveri possono avere effetti acuti o cronici sulla salute del sistema respiratorio, a seconda della durata dell’esposizione. Ricerche recenti hanno confermato effetti nocivi anche sulla fertilità.
Ma anche il clima ne risente, giacché tali particelle assorbono e deviano i raggi di luce solare.

Misure anti-smog, ma anche ottimismo
Qual è la principale fonte di polveri sottili? Un ruolo cruciale è svolto dal traffico urbano, ma ben il 29% dell’inquinamento proviene dalla combustione del legno: le stufe a pellet emettono più PM2,5 di un vecchio camion diesel.
Siccome in Lombardia il tasso di PM10 ha superato la soglia legale giornaliera per 4 giorni consecutivi, sono scattate le misure anti-smog: divieto di combustioni e di accensione di fuochi all’aperto, limiti al riscaldamento nelle abitazioni (non si possono superare i 19 gradi centigradi), limitazioni e stop alla circolazione per veicoli specifici.

Nonostante tutto, l’assessore Giorgio Maione ribadisce che, quest’anno, verranno stanziati 30 milioni di euro per rinnovare gli impianti di riscaldamento ed i veicoli.
In più, ricorda i miglioramenti annuali della qualità dell’aria, invece di focalizzarsi sulle ultime criticità, non prescindendo però dall’importanza di applicare con prontezza le misure temporanee di primo livello ormai avviate.




