L’insostenibile carenza dell’acqua
Non ci stupiamo più quando vediamo gente fare il bagno a mare o al lago durante i primi mesi dell’anno. Ormai, spontaneamente, ci siamo assuefatti all’idea che qualche giornata di caldo eccezionale sia routine. Godiamo spesso di corti ma assolati pomeriggi invernali. In verità, dovremmo iniziare a preoccuparci seriamente. Questo caldo eccezionale è solo il preludio di quella che potrebbe essere una delle crisi idriche più drammatiche della storia europea. A Barcellona è emergenza siccità e l’intera comunità autonoma della Catalogna vive ormai da anni in uno stato di costante carenza d’acqua.

Riserve idriche al 16%
La disponibilità di acqua è al 16%. Mai si era registrato un dato così drammatico, le riserve idriche della Catalogna sono, in tutti i sensi, agli sgoccioli. Dal 2021 alcune aree della regione non hanno mai visto la pioggia e altre zone presentano uno stato avanzato di desertificazione. Se, come spesso accade, i dati non sono in grado di restituire la gravità dell’accaduto, le foto ci offrono un quadro apocalittico.

Il bacino di Sau
A Sau, nel 1962, venne costruita una diga per realizzare quello che sarà negli anni a venire il bacino idrico più importante della metropoli di Barcellona, da cui dista un centinaio di kilometri. Il bacino, una volta stabilita la costruzione, portò alla decisione di sacrificare la chiesa di Santa Romà de Sau che sarebbe stata sommersa con la messa in funzione della diga. Già da anni ormai, il luogo di ritrovo dei credenti della città-fantasma è riemerso dando al paesaggio un qualcosa di ancor più spettrale. Lo scorso anno le autorità si erano mosse per trasferire la fauna ittica al sicuro perché con l’abbassamento del livello dell’acqua il limo la stava rendendo nociva per le specie presenti; oggi quel problema non c’è più, insieme all’acqua.

Ciò che crediamo sia un’emergenza a cadenza stagionale, abituati anche da una politica e da un’informazione che, nel cavalcare la notizia del momento diviene sempre più superficiale, si rivela ormai una preoccupante quotidianità.
La desertificazione è considerata come l’ultima fase della vita di un territorio, evento che di fatto lo rende anecumenico. Anche in Italia viviamo situazioni non troppo diverse da quelle catalane e se il sud con Puglia e Sicilia sembra avere già intrapreso un processo di desertificazione, il centro Italia inizia a soffrire importanti carenze d’acqua con uno stress idrico ai massimi storici.
Il futuro dell’Europa
Mentre a Barcellona si è messo in atto un vero e proprio piano d’emergenza con l’acqua per uso domestico garantita ma razionata, continua la marcia dei trattori verso le principali capitali europee. Gli agricoltori lamentano disagi per politiche inadatte e un sistema della grande distribuzione che non valorizza né retribuisce idoneamente il lavoro del settore primario, il caro del gasolio agricolo – destinato ad aumentare considerata l’instabilità politica di questi giorni nell’area del mar Rosso – ha fatto scoppiare la protesta. La carenza d’acqua che affligge l’Europa del Sud deve far riflettere, soprattutto in chiave comunitaria, che lo spettro di una guerra delle risorse è da tempo realtà e che si palesa all’orizzonte una concreta catastrofe sia sul piano agricolo, e dunque alimentare, che su quello igienico-sanitario.




