Cultura senza confini: il Supervagamondo di Solinas è una bibbia intellettuale
Era il 2008 e la combinazione Stenio Solinas-Settecolori mise sul mercato Vagamondo, il risultato lo conosciamo più o meno tutti…a distanza di circa quattordici anni il detto “squadra che vince non si cambia” trova conferma: Supervagamondo vede luce ed è un’opera che brilla di luce propria.
Dal susseguirsi di stranezze gibilterriane alla tanto cara Tipasa di Camus, passando per il popolo turco che “si considera europeo nella misura in cui non si ritengono arabi, noi europei li consideriamo arabi nella misura in cui li riteniamo musulmani, gli arabi li considerano un altro da sé”, il sublime “vagabondare” di Stenio è un continuo viaggio tra curiosità e posti iconici di un determinato filone culturale e non solo.
Luoghi e personaggi al confine tra mito e realtà riempiono pagine e pagine che scorrono terribilmente (purtroppo aggiungerei) veloci tra le mani del lettore; il Medioevo meccanizzato nella terra di Massud, proprio quell’Afghanistan legato alla leggenda che dice “quando Allah ebbe fatto il resto del mondo, vide che gli era rimasta una quantità di materiale di scarto che non si adattava a nessun posto. Raccolse tutti questi residui e li gettò sulla terra. E quello fu l’Afghanistan.”
La calda Cuba con le sue spiagge, il mito del Che sulle magliette rosse dei pacifisti, Hemingway, lo sguardo alla terra di Albione con le annesse vicende nate tra le violente strade di Belfast e Dublino fino alla nostrana Predappio con il suo centenario…tutte storie e personaggi utili a Solinas per trasportare il cuore del lettore al passato e donargli nuovi occhi per interpretare il presente.

Non mancano i cavalli di battaglia del Maestro come l’amata letteratura francese, l’idea di dandismo e lo sguardo alla Russia intellettuale di Block; elementi che vengono tutti miscelati con nuovi innesti rispetto alla precedente edizione di Vagamondo…esempio tangibile è quello dell’ultimo capitolo di Casa Russia ed il titolo “L’Occidente prigioniero e il lamento per l’Ucraina” la potrebbe dire già lunga.
Riduttivo forse definirlo libro, Supervagamondo è un’opera artistica bifronte: da una parte vengono narrati paesaggi, icone, vite e pensieri di artisti con la A maiuscola, dall’altra l’arte vera, quella pura è tutta nelle mani di Stenio, capace di stupire sempre il lettore con quel particolare che può sfuggire a tutti ma non a lui.
In verità…forse…Solinas necessitava di tutto questo “vagabondare” per stilare la sua opera ma è pur vero che tutto, dai personaggi alle terre narrate, avevano necessariamente bisogno della penna di Stenio per godere di un fascino che solo lui poteva donare.
Giù le penne professori, il Maestro Solinas è salito di nuovo in cattedra!
Grazie Stenio, grazie Figlio di un romantico ed incantevole Novecento.




