Tutto brucia: la quasi assenza della parola
Dal 4 al 6 novembre 2021, Triennale Milano Teatro ha ospitato Tutto Brucia, prima nazionale della compagnia romagnola Motus.
Tutto brucia, riprende la frase di Cassandra nella riscrittura di “Le Troiane” di Euripide, firmata da Jean Paul Sartre negli anni Sessanta. Entrambe le opere nascono dalla ferita della guerra: Euripide vive quella del Peloponneso, Sartre quella d’Algeria. Ed entrambe criticano il modo di raccontare la Storia da parte dei vincitori. Non c’è spazio infatti per la celebrazione del mito maschile del guerriero, della forza, dell’inganno. Anzi, la tragedia sta proprio nell’assenza di azione e nel destino immutabile cui sono condannate le donne dei valorosi troiani vinti.
Ecuba, Andromaca, Elena, Cassandra, Polissena, rese vedove e stuprate, sono diventate schiave e si apprestano ad essere deportate in Grecia mentre Troia brucia. A loro non è risparmiato nessun dolore. Non possono dare sepoltura ai loro cari, non possono salutarli se sepolti, devono assistere finanche alla uccisione punitiva, per interrompere la discendenza maschile, dei loro figli e bambini maschi. Il loro dolore, come lenta metamorfosi, si trasformerà e le trasformerà in pietre.
Anche in Tutto Brucia ideato e diretto da Enrico Casagrande e Daniela Nicolò, si parte dalla tragedia per indagare sul presente e sulle sue guerre alle porte dei nostri confini.
La scena è quasi buia, con pochissima luce, come se il sole, quello caldo e luminoso naturale e quello simbolico della speranza si fosse eclissato. Un suono triste di chitarra elettrica precede una ballata lenta rock, cantata in inglese. Intanto si odono solo sussulti, singhiozzi strazianti, lamenti femminili inquietanti, quasi latrati e si intravedono corpi seminudi che vibrano in scena mentre emettono suoni di sconforto. Non c’è quasi spazio per la parola. Il dolore diventa fisicità.
La ballata rock è la voce narrante. Descrive frammenti di catastrofe bellica, tra incendi, fumi e macerie mentre corpi femminili si muovono in scena con movimenti sincopati dal dolore.
Tutto brucia: la parola è quasi assente
Lo spettacolo intreccia sperimentazioni sceniche, suoni, visione politica e fisicità. Ha un grande impatto emotivo visivo specie sul pubblico più giovane. La scarna drammaturgia, punta infatti più all’immagine evocativa e suggestiva che alla parola.
E ci viene da pensare alla frase contenuta nel vangelo di Giovanni: “In principio era il Verbo”, il logos che esiste prima della vita. La parola che è creazione, diventa cioè racconto, ascolto, quindi relazione.
Un tentativo di far ordine nella vita sguaiata, disponendo le cose una accanto all’altra.
Già il Faust di Goethe però ha dubbi: perchè dare cosi tanta importanza alla parola davanti al caos della vita? In principio quindi, più della parola era il Pensiero dice, anzi l’Energia. Ma poi conclude deciso: “In principio era l’Azione”!
Forse sono il dolore, lo sgomento, la vertigine profonda di chi, offeso, è in esilio dal mondo ad operare questa pericolosa deformazione arbitraria. Perchè se il termine logos perde la valenza di parola, diventa semplicemente azione senza pensiero.
Triennale Milano Teatro
Viale Alemagna 6
Milano
Motus Italia
Tutto Brucia
ideazione e regia: Enrico Casagrande e Daniela Nicolò / con: Silvia Calderoni, Stefania Tansini e R.Y.F. (Francesca Morello) alle musiche e lyrics / ricerca drammaturgica: Ilenia Caleo / direzione tecnica e luci: Simona Gallo / ambienti sonori: Demetrio Cecchitelli / fonica e cura dello spazio: Martina Ciavatta / assistenza tecnica: Francesco Zanuccoli / props e sculture sceniche in collaborazione con: _vvxxii / video e grafica: Vladimir Bertozzi / produzione: Elisa Bartolucci con Francesca Raimondi / organizzazione e logistica: Shaila Chenet /
Promozione: Marta Lovato con Francesca Lombardi / ufficio stampa: comunicattive.it / distribuzione internazionale: Lisa Gilardino / una produzione: Motus con Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Kunstencentrum Vooruit vzw / progetto di residenza condiviso da: L’arboreto – Teatro Dimora | La Corte Ospitale – Centro di Residenza Emilia-Romagna, Santarcangelo dei Teatri / in collaborazione con: AMAT e Comune di Fabriano / nell’ambito di MarcheinVita. Lo spettacolo dal vivo per la rinascita dal sisma progetto di Mibact e Regione Marche coordinato da Consorzio Marche Spettacolo / con il sostegno di: MiC, Regione Emilia-Romagna / si ringraziano: HĒI black fashion, Gruppo IVAS
spettacolo in italiano con sovratitoli in italiano e inglese
durata 75 minuti
INFO
Prezzi
22 euro (intero) – 16 euro (under 30/over 65/gruppi) – 11 euro (studenti)
Biglietteria
T. 02 72434208/239




