Scannasurice: la grammatica universale del suono e del gesto
Scannasurice è lo spettacolo in scena al Piccolo Teatro Grassi di via Rovello, a Milano, dal 14 al 19 maggio 2019. Un monologo di Enzo Moscato, diretto da Carlo Cerciello con Imma Villa che si spoglia della sua femminilità per abitare un corpo privo di identità sessuale. Grazie a questa interpretazione, ha conseguito numerosi riconoscimenti tra cui il Premio Le Maschere nel 2017.
Colpisce da subito la colonna sonora continua, fatta da un impasto sonoro di dialetto napoletano. É la voce di Imma Villa, con acuti, bassi, pause, su una scena semibuia. Il ritmo e la musicalità delle parole vince, inizialmente, sul potere delle stesse, che risultano, a molti di noi in platea, incomprensibili.
Eppure, i nostri occhi restano incollati al corpo e alla voce di Imma. Si muove inizialmente carponi, tra rovine fatiscenti di uno stabile di cui non resta neanche una facciata a ricordare una vecchia beltà. La decomposizione dello spazio, abitato da sorci e ingombrato da immondezza, fa da specchio a quella di una società intera.
Enzo Moscato lo scrisse nel 1982, dopo il terremoto del 1980, per gridare la precarietà di una città, Napoli, e dei suoi abitanti che “non muoiono, ma neanche campano”.
La struttura sul palco, nonostante si sviluppi in altezza, sembra sprofondare agli inferi, con le sue cavità buie. L’edificio diroccato può ricordare un palazzo distrutto da una calamità naturale, ma anche dall’incuria, dall’indifferenza, dall’assenza di una comunità civile.
Forse per questo il personaggio di Scannasurice è un “femminiello”, una creatura senza identità sessuale. La costruzione identitaria è infatti il risultato di diverse componenti tra cui anche lo sviluppo affettivo e relazionale. Ma l’incertezza soggettiva di Scannasurice non ha argini, non ha modelli. Intorno a lui, solo topi, metafora dei napoletani stessi.
Durante il giorno Scannasurice beve per non vedere il buio della fogna dove abita, dove il sole non entra. E racconta di fantasmi, leggende, filastrocche e storie di topi, cui da la caccia. Poi scende la notte. Scannasurice esce alla luce (di un lampione) a vendere il suo corpo, nella disperata ricerca d’amore.
Il pubblico ora comincia magicamente a capire quel dialetto davanti al quale si era inizialmente irrigidito; forse per quel sincronismo tra la gestualità sapiente di Imma, che tanto ricorda quella di Moscato, e la parola. Il suo gesto è grammatica universale, generatrice di evocazioni, emozioni, mondi, che poi è il rituale del vero teatro.
Lo spettacolo, anche se apparentemente in “lingua straniera” senza sottotitoli, vi emozionerà.
Piccolo Teatro Grassi (via Rovello, 2 – M1 Cordusio), dal 14 al 19 maggio 2019
Scannasurice
di Enzo Moscato
regia Carlo Cerciello
con Imma Villa
scene Roberto Crea
costumi Daniela Ciancio
suono Hubert Westkemper
musiche originali Paolo Coletta
disegno luci Cesare Accetta
produzione Elledieffe, Teatro Elicantropo
Orari: martedì, giovedì e sabato, ore 19.30; mercoledì e venerdì, ore 20.30; domenica, ore 16.
Durata: un’ora senza intervallo
Prezzi: platea 33 euro, balconata 26 euro
Informazioni e prenotazioni 0242411889 – www.piccoloteatro.org
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