Il costruttore Solness, la vertigine abissale del sentimento

Il costruttore Solness, la vertigine abissale del sentimento
Il costruttore Solness, Umberto Orsini al Piccolo Teatro Grassi

Il costruttore Solness, è il dramma di Ibsen da non perdere dal 16 aprile al 12 maggio 2019 Piccolo Teatro Grassi di Milano. Umberto Orsini è Il Costruttore Solness, un uomo affermato sulla cinquantina, ricco, potente e affascinante.

L’attore, con la sua voce inconfondibile e penetrante, impersona magistralmente il fascino e il sentimento di onnipotenza di questo uomo. La voce dunque, ma anche la postura, i suoi gesti calibrati, hanno un che di conturbante, e al contempo di autoritario e manipolatorio. Tratta infatti con arroganza quello che una volta è stato il suo principale, un architetto ormai anziano che ora è un suo dipendente insieme al giovane figlio, che è anche architetto.

Il costruttore Solness, che non è architetto, ha sfruttato infatti il talento di entrambi ed ora non lascia spazio al giovane, perchè teme di essere da lui scalzato. Si sente infatti assediato dalla gioventù perchè ha paura che i giovani facciano con lui quello che lui ha fatto da giovane: ha svilito i maestri, per nutrire l’insana illusione di essersi autogenerato. Più leggero, perchè privo di gratitudine, si è innalzato ad altezze vertiginose.

La sua fortuna è nata infatti dalla sua mancanza di scrupoli. Sa di aver sacrificato per la sua riuscita, la sua pace interiore e la felicità della moglie. Ha costruito torri altissime e chiese imponenti sfruttando le ferite di altri, distruggendo vite, succhiando vitalità e capacità altrui.

Lui, con fondamenta fragili, ha cercato l’altezza, l’elevazione, per sentirsi il costruttore di Dio e come Lucifero, sfidarlo.

C’è in Solness, un che di demoniaco. Egli non ha limite, inteso come orizzonte di senso e di umanità. Ricorda, a tratti, il dottor Frankestein, quel suo delirio di onnipotenza nel tentar di dare vita a pezzi di cadavere sostituendosi a Dio.

Come in molti drammi di Ibsen, il passato torna però a far capolino per interrogare il presente e far luce su un futuro possibile. Ed il passato ha il volto di una giovane donna, Hilde (Lucia Lavia). Era stata incantata dal costruttore dieci anni prima; lui le aveva promesso di costruire per lei, sua futura principessa, un intero regno.

Ora lei reclama quanto promesso. É giovane, bella, innamorata del “costruttore di Dio”. Il costruttore Solness si specchia nell’ideale che lei ha di lui. (Sulla bella scena ci sarà una grande tavola di metallo lucente che volteggerà come uno specchio impazzito).

E improvvisamente, in lui rifluisce quella voglia sacrificata per il successo: quella di sognare, di costruire “castelli in aria” insieme alla sua principessa. Ma gli sarà fatale, incapace com’è a gestire la vertigine abissale che danno i veri sentimenti, quelli che lui, ha tentato di reprimere.

La regia di Alessandro Serra, evidenzia questo lato oscuro, quasi dannato, questa coscienza messa a tacere per tanto tempo e che ora vuole uscire dagli inferi dell’animo dove è stata relegata. La scena è opprimente, con grandi pannelli scuri che si spostano con rumori simili a quelli di pesanti porte di prigione. Il suono è sordo, inquietante. La sola porta in scena, quando aperta, porta con sé il rumore di un assedio.

Le luci grigie, scure fanno scivolare ombre continue sulla tragicità quotidiana, più profonda di quella epica.

Perchè qui non c’è un uomo contro i titani, ma un’anima dannata che lotta con il suo destino. Per autorealizzarsi, sembra dirci Ibsen, l’uomo si deve allontanare dagli altri, ma anche da sé, dai suoi sogni, dai suoi sentimenti. Ma una volta che è arrivato alle altezze desiderate, che valore ha ciò che ha costruito? Davvero valeva il sacrifico?

Ricordiamo che martedì 23 aprile 2019, ore 17, al Chiostro Nina Vinchi (via Rovello 2), Umberto Orsini e Alessandro Serra incontrano il pubblico. Li introduce Anna Piletti. Ingresso gratuito con prenotazione su www.piccoloteatro.org

Piccolo Teatro Grassi (Via Rovello, 2 – M1 Cordusio)

dal 16 aprile al 12 maggio 2019

Orari: martedì, giovedì e sabato, ore 19.30 (eccetto sabato 20 aprile e giovedì 25 aprile, riposo); mercoledì e venerdì, ore 20.30 (eccetto venerdì 19 aprile e mercoledì 1 maggio, riposo);

domenica, ore 16 (eccetto domenica 21 aprile, riposo).

Lunedì riposo.Durata: un’ora e 40 minuti senza intervallo

Prezzi: platea 33 euro, balconata 26 euro

Informazioni e prenotazioni 0242411889 – www.piccoloteatro.org

News, trailer, interviste ai protagonisti su www.piccoloteatro.tv

Il costruttore Solness
da Henrik Ibsen
uno spettacolo di Alessandro Serra
con Umberto Orsini nel ruolo di Solness
e Lucia Lavia (Hilde), Renata Palminiello (Aline), Pietro Micci (Dottor Herdal),

Chiara Degani (Kaja), Salvo Drago (Ragnar) e con Flavio Bonacci nel ruolo di Knut Brovik
produzione Compagnia Orsini e Teatro Stabile dell’Umbria

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