Little Witch in the Woods – Una vita da strega
Tutto iniziò con un treno
La vicenda ha inizio con un imprevisto: durante il viaggio in treno verso la scuola di magia, Ellie — una streghetta apprendista — decide di fermarsi per esplorare i dintorni e, perdendo di vista il tempo che scorre, finisce per rimanere indietro. Decide di sfruttare l’occasione per migliorare le sue abilità da streghetta, occupando una casa disabitata provvista di un laboratorio nascosto per produrre pozioni, riparare la scopa volante e arricchire la sua enciclopedia di piante, creature magiche, caramelline con effetti speciali e pozioni craftate con ingredienti tipici della Green Forest.
Tutto sembra proprio a sua misura, finché non si imbatte in una serie di rami e rampicanti che bloccano la strada verso il paese che porterebbe Ellie ad arrivare a scuola senza bisogno del treno. E da qui inizia la nostra avventura, volta al salvataggio del paese di Wisteria da questa misteriosa epidemia di piante rampicanti che ha distrutto la città. Riuscirà Ellie a trovare le pozioni adatte e convincere gli abitanti dell’ormai abbandonata Wisteria a tornare? Ma soprattutto, a quale strega potente avrà mai fregato la casa Ellie?

Oh guarda, un cappello parlante!
Oltre a Ellie — la nostra simpatica e irresponsabile streghetta — il vero co-protagonista della storia è il cappello parlante che le adorna il capo: Virgil. Proprio come Virgilio con Dante, anche lui accompagna Ellie nel suo viaggio, vestendo i panni del mentore pragmatico e un po’ brontolone. Mentre Ellie vive la vita con la spensieratezza di Doris Day in “Que Sera Sera”, Virgil porta il peso delle responsabilità: salire sul treno in tempo, arrivare a scuola, studiare, stare al passo col programma… Insomma, un grillo parlante sempre pronto a riportarla con i piedi per terra — almeno quando ci riesce.
Ma il mondo di Little Witch in the Woods non è fatto solo di Ellie e del suo saggio cappello: lungo la strada incontreremo dei personaggi adorabili che arricchiscono la vita quotidiana del villaggio di Wisteria, come la dolcissima volpe Rubrum, instancabile spacciatore di tè e piccole chiacchiere, e sua nonna Enite, che sembra ormai aver accettato con rassegnazione che la natura abbia preso possesso del paese.
Il gioco è strutturato in giornate, dove il passare del tempo accelera con l’intensità e la quantità di attività portate avanti da Ellie. La durata di un giorno varia in base alle energie della protagonista e può essere mantenuta solo se si nutre regolarmente. Per questo entra in scena Arden, il cuoco drago che sfama la protagonista con arrosti, zuppe e kebab. Si aggiungono inoltre i frutti raccolti nei boschi e muffin recapitati direttamente nella cassetta delle lettere (un benefit esclusivo della rivista per giovani streghette).
Per acquistare cibo e ottenere oggetti utili al completamento della trama principale, Ellie stringe accordi commerciali con Diane (per oggetti magici) e Aurea (per oggetti mondani), usando due valute distinte — monete di Luna e d’Oro. Tuttavia, l’economia è solo una parte della vita a Wisteria: il villaggio è abitato da molti altri personaggi con cui è possibile parlare, scambiare oggetti o semplicemente chiacchierare.
Tra le interazioni più tenere c’è la missione per stringere amicizia con i gatti. Ellie affronta la sfida con metodo scientifico, prendendo appunti e osservando i comportamenti dei felini — perché, si sa, conquistare un gatto non è cosa semplice. Per riuscirci individua i segni della loro presenza (tracce, graffi, oggetti rovinati), lascia un po’ di cibo e, con mooolta pazienza, è il gatto ad avvicinarsi a lei, dopo un lungo e meticoloso processo di trial and error, non particolarmente tedioso ma scriptato per imitare il classico comportamento felino.
Hocus pocus
Little Witch in the Woods intreccia con grazia storytelling, esplorazione e attività quotidiane, creando una routine incantata che scorre in modo naturale. La cura per i dettagli è sorprendente: Virgil cambia espressione a seconda della situazione, i dialoghi sottolineano in rosso le frasi cruciali, i coniglietti si ritirano a dormire quando cala la notte. Quando Ellie è stanca, lo schermo si oscura gradualmente ai bordi fino a spegnersi del tutto, obbligando il giocatore a concludere la giornata.

Il crafting delle pozioni è uno degli aspetti che più fanno immedesimare il giocatore nella vita da strega. All’inizio ogni ricetta va seguita passo dopo passo, ma con l’esperienza la procedura può essere automatizzata. Gli strumenti del mestiere includono il calderone, l’estrattore e la rostiera, ma nel tempo è possibile ampliare il proprio arsenale: pala per scavare, retino per catturare farfalle e — naturalmente — la scopa volante per spostarsi più in fretta. Quest’ultima richiede manutenzione: più la usiamo, più si consuma… ma più denaro accumuliamo, più ci avviciniamo a comprare la nostra Nimbus 2000 tanto agognata.
Il gioco offre una varietà di missioni secondarie che aggiungono dolcezza e curiosità al ritmo della giornata. Si passa dal gesto più semplice, come accarezzare un gatto, alla gioia di scoprire angolini nascosti che premiano la voglia di esplorare. Alcuni compiti possono apparire ripetitivi — come eseguire determinate azioni N volte per ottenere achievement — ma risultano comunque utili ai fini del crafting delle pozioni.
La creazione dell’enciclopedia è una colonna portante dell’esperienza. Raccogliere informazioni su piante, creature, pozioni e caramelline ricorda molto la dinamica di Strange Horticulture, dove il giocatore gestisce un negozio di piante compilando un inventario simile a quello di Ellie. Il ritmo delle giornate scorre veloce, a volte troppo considerando la quantità di missioni, ma è parte dell’essere umani: bisogna saper dire “chiudo tutto e ci penso domani”, proprio come Ellie.

Vita da strega
Little Witch in the Woods è un’esperienza indie incantevole: con i suoi personaggi adorabili e il mondo a stretto contatto con la natura e le creature che la abitano, cattura il giocatore nella quotidianità della vita da strega senza rendersene conto. È un gioco che incoraggia a rallentare, esplorare e assaporare la magia nella vita di tutti i giorni. Ellie ci insegna che andare fuori rotta non vuol dire aver sbagliato strada, ma ridisegnarla a propria misura.




