Ruffy and the Riverside – Orsi parlanti e musica funky
Adoro notare come le influenze del retrogaming condizionano il panorama indie contemporaneo. Per molto tempo gli store digitali sono stati pieni di titoli ispirati ai classici platform o Metroidvania, avventure punta e clicca sulla falsa riga di Monkey Island o RPG a turni influenzati dalle idee di Shigesato Itoi, creatore di Earthbound (Mother per i più pignoli). Ma il tempo passa, le nuove generazioni crescono e con loro nuovi sviluppatori che vogliono riportare alla luce i titoli con cui sono cresciuti, ciò ha creato una nuova wave di titoli ispirati agli anni 2000, come Ruffy and the Riverside.

Ctrl+C Ctrl+V
Sviluppato da Zokrates Labs, uno studio di sviluppo tedesco, Ruffy and the Riverside si presenta come un coloratissimo 3D platformer dove un ambiente realizzato in grafica 3D low-poly si scontra con personaggi disegnati e animati utilizzando delle sprite in 2D (un connubio che ci ho messo un po ad accettare, me devo dire che fa la sua figura). Oltre ad essere un’ode ai vecchi platform in 3D, Ruffy and the Riverside rimoderna il genere ispirandosi ad un particolare elemento preso dagli ultimi capitoli open world di Zelda unendolo ad una meccanica alquanto particolare: lo swap (scambio).
Ruffy, il simpatico orso di cui prenderemo il controllo, ha infatti la capacità di scambiare le texture degli oggetti cambiandone la natura e il comportamento. È per esempio possibile copiare la texture del legno di un albero e applicarla ad una scatola in metallo in modo da poterla rompere, applicare dei rampicanti al posto di una cascata per poterli scalare o sostituire l’acqua che scorre in un fiume con della lava o del fango. Questa meccanica particolare porta Ruffy and the Riverside ad essere più una sorta di puzzle game in 3D piuttosto che un vero e proprio platform.

Detto ciò non vuol dire che la prima creazione di Zocrkates Labs non manchi d’azione, tutt’altro, la struttura del gioco è molto simile a quella di un open world alla Super Mario 64, in cui le missioni principali sono dislocate in vari posti dell’overworld (il mondo principale, un po’ come Piazza Delfino in Mario Sunshine), e per navigarlo corsa, salti e planate sono elementi più che necessari, ma il focus principale dell’esperienza rimane legato agli enigmi da risolvere con il famigerato swap.
Un po’ Crash, un po’ Zelda
Come detto prima, la meccanica dello scambio dà la possibilità a Ruffy di plasmare il mondo a suo piacimento: c’è bisogno di attraversare un grande specchio d’acqua? Basta trasformarlo in ghiaccio e correrci sopra, un antipatico squalo deve essere allontanato da uno stagno? Perchè non rendere l’acqua lava in modo da cuocerlo per bene. Ruffy and the Riverside utilizza questa semplice meccanica in decine di modi, non solo per navigare l’ambiente ma per risolvere veri e propri enigmi sparsi nel mondo di gioco. Spesso ci verrà chiesto di far tornare gli alberi appassiti di una foresta verdi come una volta, o di modificare i simboli disegnati su congegni meccanici per modificarne il funzionamento.

I livelli presenti nella storia principale sono pieni di enigmi che devono essere risolti per scatenare eventi particolari (come il trasformare il Sole in Luna per far calare la notte) o per progredire il livelli lineari alla Crash Bandicoot. Ma è l’overworld il vero fiore all’occhiello di questa esperienza videoludica. Mentre le missioni principali sono dei veri e propri livelli, il mondo aperto di Ruffy and the Riverside è pieno zeppo di collezionabili nascosti dietro enigmi sparsi in ogni dove. Farfalle da acchiappare, squali da scacciare e pucciosissimi (utilizzare pucciosissimi in un articolo, check ✓) Etoi da scovare sono alcuni dei collezionabili che si possono trovare durante le scampagnate a Riverside, questo aspetto crea un’esperienza analoga alla ricerca dei semi Korogu di Zelda BoTW o ToTK. Molti di questi collezionabili (facoltativi) si nascondono dietro una soddisfacente varietà di enigmi: gli Etoi si scovano dopo aver riordinato elementi del mondo asimmetrici o fuori posto (proprio come i semi Korogu), le farfalle si trovano in zone difficili da raggiungere (alcune delle quali richiedono la risoluzione di veri e propri indovinelli) e gli squali richiedono al giocatore di avere a portata di mano una texture specifica per liberare le pozze infestate.

Esplorare Riverside diventa quindi una caccia al tesoro che porta il giocatore ad osservare l’ambiente con occhio critico e curioso, non si sa mai che dietro ad un angolo ci sia l’ennesimo collezionabile nascosto.
Per concludere
Ruffy and the Riverside è una piacevole esperienza che propone la classica formula di un vecchio videogioco 3D platform mischiata ad una meccanica semplice quanto innovativa. Imparare a capire come lo swap può essere utilizzato per risolvere enigmi è molto piacevole e divertente, peccato che, a parte per alcune trovate davvero geniali, dopo un paio di ore di gioco le soluzioni sono tutte piuttosto simili tra di loro e considerano anche la bassa difficoltà del titolo ciò potrebbe annoiare chi cerca un’esperienza di gioco leggermente impegnativa. La trama proposta è la classica storiella utile per mettere in moto il gameplay e dare un minimo contesto al colorato mondo di gioco, peccato per la quantità enorme di dialoghi che spesso si perdono in discorsi inutili, ma rimanendo comunque abbastanza simpatici e in tema con l’atmosfera generale.
Se vuoi discutere con noi su questo o tantissimi altri argomenti ti invitiamo a passare sul nostro canale Discord!




