Jump The Track – Fra Sopravivvenza e Rivoluzione
C’era una volta, tanto tempo fa, un giovane Muso che ebbe l’occasione di provare un simpatico giochino costituito da mattoncini, palline e poteri speciali. Sono passati ormai anni, lustri, oltre una decade, ma ricordo molto precisamente il mio primo pensiero dopo aver giocato per la prima volta a Peggle, ormai famoso titolo del 2007, ovvero: “Ma perché nessuno ha mai usato questo genere di gameplay per sviluppare un gioco più strutturato?”
Dopo anni, i miei desideri si sono avverati quando l’anno scorso ho scoperto dell’esistenza di Peglin (recensito dal nostro buon Mattia) e, più recentemente, dell’uscita di Jump The Track su PC nello scorso 28 Maggio! Ho avuto l’occasione di provare quest’ultimo, e non vedo l’ora di parlarvene.
Fra Sopravvivenza e Rivoluzione
Sam è un giovane ragazzo che cerca il suo posto nel mondo… E un modo per tirare a campare. Fra app per cryptovalute e sciarpe fatte a mano, il nostro protagonista sfortunato ma molto indaffarato serve anche da tuttofare per uno degli uomini più potenti della città.
È proprio a causa di un erroneo sgarro fatto a questi che inizia la sua lunga, impegnatissima avventura dalla durata di una notte (che per il giocatore si tradurranno in circa un paio d’ore di gioco) che vedrà Sam affrontare mille disavventure nel tentativo di correggere i propri sbagli.

La trama di Jump The Track è avvincente e pronta a prendere una piega diversa ad ogni angolo, mi ha mantenuto incollato allo schermo per tutta la sua durata.
C’è stata una certa cura anche nel parlare di argomenti variegati ma tutti pertinenti l’uno con l’altro: lo stress e la fatica di riuscire a trovare il proprio posto nel mondo, il mantenere saldi rapporti sociali con i propri amici, la difficoltà di prendere scelte difficili che vanno a inficiare sul proprio futuro e su quello degli altri, i danni causati dall’imperante capitalismo che divora qualsiasi cosa possa creare profitto… Sembra assurdo credere che tutti questi discorsi possano essere trattati da un gioco della durata di circa 150 minuti, ma è così e devo dire che gli sviluppatori lo hanno fatto egregiamente.
Parla con una persona. Lancia la pallina. Rompi i mattoncini. Prendi una scelta… Inutile?
In termini di bilanciamento Jump The Track è sorprendentemente ben realizzato. Tutti i livelli sono ragionevolmente semplici, ma allo stesso tempo offrono una sfida abbastanza elevata da richiedere l’attenzione continua del giocatore, intrattenendolo in maniera molto efficace!

Per chi fosse avvezzo a titoli come Peggle e Peglin, il gameplay di Jump The Track non risulterà nuovo. Per chiunque altro, il loop di gioco potrebbe essere riassunto in: lancia la pallina verso la direzione da te scelta, con l’obiettivo di distruggere specifici mattoncini prima di finire la propria riserva di munizioni.
Un misto fra un flipper al contrario e il giapponese gioco d’azzardo del Pachinko!
Il resto del gioco altro non è che una Visual Novel che consente di chiacchierare con svariati personaggi (tutti rilevanti per la trama principale) selezionando diverse opzioni di dialogo come risposta a loro domande o richieste.
Questo è forse il più grosso punto debole dell’intera opera: durante la mia prima run ho giocato normalmente, scegliendo le risposte che più mi sembravano sensate e impegnandomi al massimo per completare i livelli nel miglior modo possibile.
Giocandolo una seconda volta, tuttavia, mi sono reso conto che anche giocando nella maniera più becera possibile e mancando pressoché ogni target possibile (non sbloccando quasi mai opzioni di dialogo aggiuntive) mi sono reso infatti conto che a grandi linee il gioco non ha fatto altro che replicare quasi al 100% la mia run precedente.
Questo è un grosso difetto per due motivi: innanzitutto inficia la rigiocabilità del titolo, che avrebbe giovato molto della possibilità di provare opzioni di dialogo e percorsi narrativi diversi, ma soprattutto rende pressoché inutile qualsiasi tipo di sforzo da parte del giocatore.
Non c’è una vera e propria condizione di sconfitta, ne consegue quindi che non c’è alcun motivo per impegnarsi nell’ottenere i migliori risultati possibili. E questo non vale solo il finale, ma praticamente tutti gli avvenimenti hanno solo lievi cambiamenti fra una run e l’altra.

Rimane comunque un’opera valida?
Nonostante la scarsa rigiocabilità (cosa abbastanza sorprendente, per un gioco che offre così tante opzioni di dialogo diverse), Jump The Track rimane comunque un titolo divertente da giocare. Con il suo strano miscuglio di gameplay relativamente unico e storia interessante e peculiare, il titolo di Seed By Seed risulta comunque godibile per chiunque non sia interessato a giocare un’opera fino al suo completamento assoluto e si accontenta di raggiungere il finale per assaporare un’avventura unica.




