Paper Trail – Piegare lo spaziotempo con un dito
Intorno agli anni 2006 e 2007 i touch screen si sono diffusi a macchia d’olio in ambito elettronico grazie al rilascio di dispositivi come l’iPhone o il primo Nintendo DS. Da quel periodo toccare uno schermo per comandare i nostri dispositivi è sempre stato meno interessante e più automatico, anche in ambito videoludico. Ricordo perfettamente lo stupore di poter giocare senza joypad a giochi come Plant vs Zombies, Angry Birds o Temple Run, titoli molto semplici resi interessanti dal nuovo sistema di controlli. In quel periodo i game designer hanno preso vantaggio di questa nuova tecnologia andando a creare titoli che sfruttano la particolare immersività del touch screen rilasciando titoli come Infinity Blade o Brain Training. Purtroppo con l’avanzare del tempo e l’aumento della complessità dei titoli in mercato i comandi touch sono diventati obsoleti, surclassati dalla digitalizzazione dei classici joypad.

Paper Trail, sviluppato da Newfangled, un piccolo studio di sviluppo di Norwich (UK), riporta alla luce il vecchio stupore di usare le proprie dita per plasmare il mondo di gioco.
“Mi chiamo Paige. 18 anni. Astrofisica in erba”
Paige e Oscar, fratello e sorella, vivono in una piccola isola di pescatori insieme ai loro genitori. Un giorno, mentre i due fratellini stanno giocando, Oscar scompare sotto gli occhi della sorella, dopo una lunga giornata di ricerche, mamma e papà lo trovano ai piedi di uno stagno intento a giocare con delle simpatiche ranocchie. I genitori, sconvolti dall’accaduto, decidono di vietare ai due bambini di uscire di casa, rilegandoli nelle 4 mura della loro piccola cameretta. Nonostante questa gigantesca limitazione, i due bambini riescono a vivere una serie d’avventure grazie al potere di Oscar di aprire dei varchi nello spaziotempo, abilità che in seguito insegna anche alla sorella maggiore. Sfortunatamente, durante una delle loro innumerevoli avventure, Oscar si perde e Paige torna a casa da sola, dove sarà costretta a vivere con genitori ancora più protettivi che mai, tanto da impedirle di perseguire la carriera universitaria per approfondire la sua più grande passione: l’astrofisica.
Ma come in tutte le fiabe che si rispettino, il giorno del suo 18esimo compleanno, l’intraprendente protagonista decide di usare i suoi poteri per scappare di casa alla volta di un piccolo viaggio che la condurrà tra i banchi universitari.
Sicuramente non considerabile come la colonna portante del titolo, la trama di Paper Trail non fa altro che dare un piccolo incipit al gameplay e, soprattutto, setta un mood fiabesco ed infantile, rafforzato anche da uno stile grafico fortemente ispirato ai libri illustrati per bambini.

Origami spaziotemporali
Paper Trail è un piccolo puzzle game in cui la meccanica principale si ispira all’arte dell’Origami. Oltre ai classici comandi per muoversi e interagire con il mondo di gioco, ogni livello è diviso in varie sezioni che sono viste come fogli di carta con due facce che, se ripiegati su sè stessi, creano nuove strade che consentono a Paige di proseguire nella sua avventura. Inizialmente per risolvere i rompicapi sarà necessario trovare la giusta combinazione di pieghe per creare il percorso corretto per raggiungere il prossimo enigma, ma nonostante la breve durata dell’esperienza di gioco (intorno alle 2 ore), Paper Trail introduce e sviluppa un discreto numero di meccaniche come grossi macigni da spostare per liberare una strada o per mantenere premuto un pulsante, piattaforme rotanti o raggi di luce da ridirezionare grazie a sistemi di specchi. Ogni capitolo del titolo gira intorno ad una nuova meccanica che, quando combinata insieme alle precedenti, crea rompicapi interessanti, anche se mai eccessivamente complessi (il gioco mira ad essere un’esperienza coinvolgente e rilassante allo stesso tempo, nel 2022 ha infatti vinto al Gamescon come “Best Family Game”).

Paper Trail è il perfetto casual game da console portatile. Infatti, nonstante il gioco sia stato rilasciato su tutti gli store digitali (e quindi dotato di un mapping dei comandi per tutte le situazioni), il touch screen è il modo migliore per giocarlo: piegare gli ambienti di gioco e muovere Paige è molto comodo ed intuitivo (anche se a tratti i comandi possono essere un po antipatici, ma nulla di eccessivamente fastidioso), questo sistema di comandi, unito ad un ottimo comparto artistico, dà l’idea di star leggendo una fiaba per bambini in un simpatico libro pop-up.
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