Resident Evil Village – DLC “Le ombre di Rose”: ne vale la pena?
Le ombre di Rose è il DLC di Resident Evil Village promesso da Capcom durante l’E3 2021 e arrivato finalmente lo scorso 28 ottobre.
Il contenuto aggiuntivo è disponibile esclusivamente tramite l’acquisto della Winter’s Expansion, contenente anche la modalità in terza persona per il gioco base e le missioni aggiuntive per la modalità Mercenari, oppure tramite l’acquisto di Resident Evil Village: Gold Edition che include gioco base ed espansione.
In questo articolo viene trattato esclusivamente il nuovo contenuto single player riguardante la nuova avventura di Rosemary Winters, figlia ormai sedicenne di quel Ethan Winters protagonista di Resident Evil VII e Resident Evil Village.
L’obiettivo di questa analisi è quello di tentare almeno di dare la risposta alla domanda che in molti si staranno ponendo questi giorni: vale la pena acquistare il DLC in questione?
Nella coscienza del Villaggio
Premessa scontata ma doverosa: fermarsi qui con la lettura se non si è portata a termine la campagna di Resident Evil Village, onde evitare spoiler.
Questa storia vede protagonista la Rose sedicenne mostrata nel finale di Resident Evil Village. Una Rose che, come affermato da lei stessa, possiede i poteri del mutamicete ereditati dal padre che non ha mai conosciuto (palesemente infettato dalla muffa fin dall’inizio di Resident Evil VII e incredibilmente incapace di accettarlo fino alla fine dell’ottavo capitolo. Come se perdere arti, sopravvivere e riattaccarli fosse una cosa da tutti).
O meglio, il padre che non può ricordare, avendolo perso quando aveva solo sei mesi per via del sacrificio che ha distrutto il megamicete e il Villaggio.
Questi poteri, in realtà, rendono difficile l’integrazione di Rose nella società, anche solo per i segnali corporei rilasciati dalla mutazione. Non il massimo per i desideri di colei che vorrebbe vivere come una semplice ragazza di sedici anni.
A tal proposito, Rose accetta l’incontro con un certo K, venendo a conoscenza della scoperta di alcuni studi di Miranda su un cristallo in grado di curare l’infezione del mutamicete.
Purtroppo, l’unico modo per approfondire le ricerche su questo cristallo è indagare nella memoria di un campione del megamicete tenuto in laboratorio: se Miranda ne sapeva di più, tale sapere è certamente custodito nella muffa in grado di assorbire e riprodurre ogni coscienza con la quale entra in contatto.
Inizia così il viaggio di Rose attraverso la coscienza del mutamicete, aiutata da una misteriosa entità che si fa chiamare Michael, ma braccata da orrori forse ancor più grandi di quelli che dovette affrontare suo padre.

L’ultima affermazione non è una frase di circostanza per abbellire l’incipit. Uno dei principali punti di forza de “Le ombre di Rose” è proprio la paura.
Un bene per un’opera horror, soprattutto quando il viaggio della protagonista si svolge nuovamente, seppur con la visuale in terza persona, in alcuni dei luoghi più iconici del Villaggio resi ancor più terrificanti dai nuovi pericoli.
Un viaggio decisamente più lineare rispetto a quello di Ethan all’interno del Villaggio, basato invece più sullo stile dei primi Resident Evil, ma un viaggio intenso.
Rose si presenta meno spaventata di suo padre (che almeno in principio, in Resident Evil VII, sarebbe dovuto esserlo di più) essendo giovane e spavalda ma anche abbastanza consapevole della natura degli eventi che le si manifestano, e la guida sicura del misterioso Michael dona momenti di respiro al giocatore, allo stesso modo in cui quest’ultimo viene reso molto meno sicuro nei momenti in cui la protagonista e la sua spalla invisibile si mostrano titubanti.
Per il resto, la storia sfrutta molto il tipo di nostalgia che oggi chiameremmo “feels”, tramite vecchi luoghi e vecchie conoscenze non così lontane nel tempo ma piacevoli da rivisitare e rincontrare.
Le ombre del DLC
“Le ombre di Rose” si può concludere in appena tre ore circa a difficoltà Normale, ma l’intensità citata in precedenza non basta a coprire i problemi portati dalla breve durata di questo DLC.
Il primo difetto sta nel gameplay limitato. Se Ethan in Resident Evil Village può contare su un ricco arsenale di armi per combattere le diverse tipologie di nemici che vorranno ostacolarlo, Rose può contare appena su due armi da fuoco e una da lancio, con quest’ultima che potrebbe addirittura risultare di troppo per i tipi di sfida da affrontare.
Permane la possibilità di creare munizioni e soluzioni mediche usando il giusto numero e tipo di materiali, ma anche in questo caso è difficile restare a secco di munizioni e di cure, essendo presenti in abbondanza in questo breve viaggio.
Infine i poteri di Rose, dai quali ci si poteva aspettare di più. Sono utilizzabili come difesa per respingere un’aggressione, per bloccare temporaneamente i nemici, o per risolvere alcune sessioni puzzle. Soltanto in un’occasione Rose sarà in grado di fare qualcosa di più strabiliante.
Tali poteri si sbloccano e si potenziano man mano che si scende più a fondo nella coscienza del mutamicete.
I poteri da utilizzare contro i nemici hanno un costo di energia, segnalata da un indicatore in basso a destra dello schermo. L’energia può essere ripristinata grazie al rametto di salvia bianca, un nuovo oggetto curativo presente anch’esso in buona quantità.

L’altro problema di questo DLC è che racconta sì una buona storia dell’orrore, soprattutto da giocare e da accompagnare a Resident Evil Village, ma non offre le risposte narrative che ci si aspettava.
Non vengono date spiegazioni su l’unico personaggio rimasto in sospeso nel gioco base, così come la stessa Rose adolescente non è abbastanza approfondita.
Viene raccontato dei suoi problemi di integrazione, affrontati anche in una maniera abbastanza toccante nella sessione più spaventosa del DLC, ma resta una caratterizzazione molto semplice, finanche banale.
Non viene trattato il rapporto di Rose con sua madre Mia, con Chris Redfield e con qualsiasi organizzazione con la quale essa collabora o dalla quale viene tenuta in osservazione.
La storia raccontata in “Le ombre di Rose”, per quanto buona, ha più il sapore di un brodo allungato.
Ne vale la pena?
“Le ombre di Rose” è certamente un DLC migliore di ogni contenuto aggiuntivo a pagamento sviluppato per il precedente Resident Evil VII, dove paradossalmente è il DLC “Not A Hero”, l’unico gratuito, a risultare il migliore.
Ma “Le ombre di Rose” vale il prezzo da pagare attualmente? Il problema in questo caso sta nella forma con la quale viene offerto questo contenuto aggiuntivo.

Come già detto nell’introduzione, se già si possiede Resident Evil Village, per ottenere “Le ombre di Rose” è necessario acquistare il pacchetto Winter’s Expansion. Volendo banalmente dividere per tre il prezzo dell’espansione, si potrebbe dire che il costo di “Le ombre di Rose” è di poco più di sei euro, ed è un prezzo consono al valore del DLC.
Il problema è, appunto, l’impossibilità di dividere in tre il pacchetto e acquistare solo gli elementi ai quali si è interessati, andando a premiare anche gli elementi che si vorrebbe invece contestare.
Insomma, l’acquisto di questo DLC al momento è consigliabile, a patto di essere disposti ad acquistare l’intera Winter’s Expansion. Diverso il discorso per l’ottima Resident Evil Village: Gold Edition, essendo quest’ultima un’offerta completa lanciata sul mercato a un ottimo prezzo.




