Dragon Ball: The Breakers – Un’occasione mancata?
A poche settimane di distanza dall’uscita nelle sale cinematografiche di Dragon Ball Super: Super Hero, l’ultimo lungometraggio animato incentrato sulle vicende di Goku e compagni, è finalmente giunto nelle nostre console anche l’ultima fatica videoludica basata sul brand di Akira Toriyama dal titolo Dragon Ball: The Breakers.
Un videogioco decisamente diverso dalle ultime produzioni sul vasto e sempre verde mondo di Dragon Ball che non accompagna il giocatore tra le già viste e famosissime gesta dei guerrieri Saiyan per salvare il pianeta da Freezer, Cell e compagnia malvagia, ma che vuole proporre una formula ludica nuova per questo brand.
Dragon Ball: The Breakers si presenta infatti come un multiplayer online cooperativo e competitivo, dove un giocatore impersona il malvagio di turno e gli altri dovranno coordinarsi per riuscire a fermare la minaccia imminente.
Vi ricorda qualcosa di già visto? Avete ragione. Ma andiamo a scoprire come si presta questa formula videoludica al colorato e divertente mondo di Dragon Ball.
Dragon Ball: The Breakers e la trama che non c’è…
Svegliarsi senza ricordare nulla? Un classico inizio da videogioco, ed anche Dragon Ball: The Breakers non vuole essere da meno. Il gioco inizia infatti con Trunks che soccorre il nostro malcapitato protagonista che non ricorderà nulla del suo aspetto e del perché si trova in quel luogo.
Un incipit classico per accompagnare il giocatore attraverso il tutorial del gioco, che spiegherà passo passo le meccaniche di base e le azioni che il giocatore potrà compiere per sopravvivere, simulando di fatto quella che sarà una partita completa.
Come detto in apertura di articolo, Dragon Ball: The Breakers è un titolo multiplayer online, dove una squadra di giocatori dovrà cooperare per sconfiggere un altro giocatore che invece impersona il nemico.
Il motivo di tutto ciò è molto semplice: Trunks ci spiega che si sono creati alcuni squarci spazio temporali che hanno permesso il ritorno di uno dei potenti rivali sconfitti in precedenza da Goku e compagni, e che è compito della pattuglia galattica chiudere queste fratture attivando delle specifiche macchine per ripristinare il giusto scorrere del tempo e salvare la vita alla popolazione.
Per riuscire in questa impresa il “team di giocatori buoni” dovrà recuperare una chiave per ogni area della mappa ed attivare il relativo ripetitore, per poi sopravvivere fino a che la macchina non avrà completato il suo ciclo di ricarica, mentre il “giocatore cattivo” dovrà impedire che questo accada cercando di scovare e sconfiggere i sopravvissuti. Una sorta di guardie e ladri moderno e online.

Personalizzazione e fan service..anche nel gameplay!
Immagino che, a questo punto, moltissimi di voi avranno paragonato quanto letto ad un altro famosissimo gioco che ha spopolato tra i videogiocatori negli scorsi anni e che è tuttora all’attivo, ovvero Dead by Daylight (o DbD se preferite), forse il più riuscito tra i giochi di questo genere.
Ma se DbD punta tutto sulle atmosfere cupe classiche da film horror, rinnovandosi di volta in volta con l’aggiunta di diversi killer presi da questo scenario, Dragon Ball: The Breakers offre dalla sua un mondo colorato e vivace, in pieno stile Toriyama e che viene sottolineato già nei primissimi minuti di gioco attraverso la personalizzazione del personaggio e gli oggetti acquistabili attraverso lo shop.
Si potrà infatti scegliere tra un personaggio maschile ed uno femminile, personalizzabili attraverso dei modelli che richiamano fortemente gli iconici personaggi della serie, ed una volta aperto lo shop, oltre all’oggettistica di base dove principalmente cambia il colore di maglie, felpe e pantaloni, si potranno anche acquistare diversi accessori puramente fan service, alcuni utilizzabili anche nelle intro del gioco.
Si potrà acquistare lo zaino con la simpatica cavalletta Gregory, compagna del Re Kaioh del Nord, che ci svolazza intorno, i portachiavi con Piccolo, Goku e compagnia, diverse animazioni per entrare in combattimento tra cui il famoso tronco con cui Taobaibai, il sicario fratello dell’eremita della Gru, intercetta Goku cavalcandolo come se fosse una tavola da surf. Ma la vera aggiunta sta nelle evocazioni dei personaggi per contrastare la minaccia durante gli scontri.

Durante il posizionamento delle chiavi e la successiva attivazione delle macchine da parte del team dei buoni, capiterà spesso che il giocatore nei panni del nemico attacchi il malcapitato, riuscendo di fatto a rallentare l’attività del team. Per contrastare tali attacchi, ogni giocatore potrà selezionare uno spirito guida che darà la forza necessaria per contrastare il potente attacco nemico.
Ovviamente gli spiriti in questione sono quelli dei combattenti che hanno protetto la terra fino a questo momento, e potranno essere equipaggiati prima di ogni battaglia. Ogni combattente ha le sue particolarità e le mosse tipiche derivanti dall’anime e dal manga di Dragon Ball, e per sbloccarne di nuovi sarà necessario combattere diverse partite accumulando punti da spendere in un apposita macchina nel hub centrale di gioco.

Conclusioni
Purtroppo, come si sarà sicuramente capito da questo articolo, Dragon Ball: The Breakers seppur porti nel nome un brand a cui sono affezionato fin da bambino, non ha saputo reggere il peso della concorrenza.
Le nostre partite come sopravvissuti (così come quelle da impostore) si sono rivelate essere alquanto ripetitive ed un tantino sbilanciate, e forse è proprio nella natura stessa del mondo di gioco dove si sente maggiormente la mancanza di mordente. Il paragone più facile che viene in mente è quello con Dead by Daylight, gioco di punta di questo genere videoludico, che tuttavia tra la sua forza proprio dalla sua ambientazione cupa e spaventosa.
In Dragon Ball: The Breakers questo ovviamente manca, la minaccia della distruzione del pianeta avviene in sfondi colorati e sgargianti, e non vi è una vera e propria musica d’atmosfera capace di far sentire braccato o in pericolo il giocatore, trasformando il tutto in una vera e propria ricerca di materiali metodica e senza troppa pianificazione da parte del team (dovuta anche alla mancanza di una chat in game per potersi coordinare con gli altri giocatori).
Inoltre, allo stato attuale delle cose, i combattimenti risultano essere abbastanza sbilanciati in favore degli impostori, i quali una volta presa dimestichezza con i propri poteri risultano essere decisamente più incisivi dei sopravvissuti, creando poche opportunità di vittoria ai giocatori neofiti qualora incontrassero un impostore capace di usare a pieno i suoi poteri.
La qualità tecnica generale della produzione e la poca varietà nello shop e negli oggetti acquistabili, si trasformano poi di fatto in un grosso scoglio per questo titolo a tema Dragon Ball che, almeno stando a quanto propone al momento, non sembra essere un videogioco capace di resistere alla concorrenza. Speriamo presto in un bilanciamento ed in una nuova ondata di oggettistica e personalizzazioni capace di dare più mordente a questa nuova produzione targata Dragon Ball.





