Caffeine: Victoria’s Legacy – Buongiornissimo, duello al caffè?
Dal 30 settembre è disponibile su Xbox One, Xbox Series X/S, PlayStation 4/5 e Nintendo Switch Caffeine: Victoria’s Legacy, titolo sviluppato dalla casa sviluppatrice indie Kikai Digital e pubblicato inizialmente solo su Steam a partire dal 2020: l’espansione su console si deve al contributo di Ratalaika Games. Caffeine: Victoria’s Legacy è una Visual Novel rientrante nel genere fantasy/avventura con ambientazione in una realtà alternativa che combina elementi vittoriani a componenti steampunk: la storia è comunque ambientata nel 2020, ma in una dimensione distopica e parallela a quella reale.
Come da titolo, si evince che il fulcro di questa bizzarra avventura sia il caffè: ma perché è così importante? E si tratta di un semplice dating simulator o di qualcosa di più? A queste e altre domande proverà a rispondere il presente articolo.
Trama e introduzione a Victoria
Dopo un disclaimer che ci ricorda – giustamente – come gli effetti della caffeina narrati nell’opera non siano corrispondenti al vero (un peccato, considerando che si parla anche di teletrasporto in questo mondo), veniamo subito introdotti a Taka Knight, il protagonista che ci accompagnerà in un viaggio che trascende il reale e ci catapulta, letteralmente, in una realtà parallela. Dopo breve infatti Taka verrà coinvolto in un incidente aereo, apparentemente causato dalla vicina di posto, una signorina dal volto coperto che ci dirà di “credere nella caffeina”. Frase discutibile nel mondo reale, ma che qui subito ci introduce alla sospensione dell’incredulità, che sarà una nostra costante compagna di avventure.

Taka è partito avendo solo a disposizione una criptica lettera destinata a suo padre e firmata dalla sua scomparsa madre, e il ricordo di un café in cui entrambi i suoi genitori lavoravano; lui aveva solo 6 anni quando sua madre scomparve, e il marito da allora si è sempre rifiutato di dare spiegazioni a Taka, limitandosi a sforzarsi di trovare la perduta moglie e di fatto “scomparendo” per il figlio. Anche se solo metaforica, questa assenza pesa molto sulla psiche di Taka, che arriva ad odiare il padre. Decide dunque di partire alla volta di Tokyo, pensando di trovare qualche indizio, ma trovando solo una catastrofe aerea che lo catapulta nel cielo e, sulle note di una intro decisamente molto anime-like e dalle parole un po’ forzate (sentire “Caffeine will show you the way…” la prima volta senza conoscere il gioco è un’esperienza a dir poco… particolare), perde conoscenza.
Si risveglia a Victoria, una città che sembra essersi fermata nel tempo a un’epoca vittoriana per l’appunto, ma con elementi alquanto bizzarri che richiamano il gusto squisitamente steampunk. Ciò che salta subito all’occhio del nostro protagonista, tuttavia, è il luogo in cui si è ritrovato: il café dei suoi ricordi, il Taka Coffee Shop, è lì ed è esattamente come lo rammentava. La proprietaria, Alice, accoglie senza troppi problemi Taka e gli propone di rimanere al café.

Una trama al caffè, con retrogusto… politico
Da qui si dipana l’avventura di Taka: dovrà diventare un barista, imparare a fare il caffè e a… usarne i poteri? Ebbene sì: come accennato in calce, il caffè è il vero protagonista dell’opera, essendo non solo la bevanda più consumata a Victoria, ma il vero e proprio fulcro economico, politico e sociale. La città di Victoria è stata fondata a seguito della cosiddetta Guerra della Caffeina; bere caffè dona a chi riesce a riconoscerne gli ingredienti dei poteri straordinari, come il teletrasporto, la creazione di palle di fuoco, la trasmutazione dell’acqua nei suoi tre stati – ghiaccio, acqua e vapore – e la protezione tramite scudi magici. Inoltre, la giusta miscela di caffè può dare energia e vitalità a chi la assapora. Non manca, però, anche una “scuola di pensiero” che ritiene superiore l’espresso, che ha una realizzazione tutta sua e la cui consumazione è rapida e alla portata di tutti, a prescindere dal ceto sociale.
Perché sì, il caffè gioca un ruolo pivotale anche nella stratificazione sociale di Victoria e nelle dinamiche politiche. Le quattro Case nobili (Aberdeen, Clearwater, Argyle e Stanley) si differenziano nell’arte principale padroneggiata con la caffeina (telepatia, fuoco, acqua, protezione) e controllano diverse porzioni e istituzioni della città, come l’esercito, il commercio portuale, e così via. Non da ultimo, c’è un approfondimento non scontato sul ruolo economico del caffè: alcuni Coffee Shop sono dedicati alla borghesia, altri hanno prezzi inaccessibili ai più poveri e altri ancora, come la catena Sparkwood specializzata nella preparazione dell’espresso, cercano di soddisfare le esigenze economiche di tutti. E poi c’è il quartiere popolare, vessato da uragani cronici e da un vero e proprio sistema legalizzato di schiavitù. Insomma, il contesto socio-economico di Victoria non è lasciato al caso ed è anzi quasi più dettagliato delle trame più superficiali e romantiche del gioco.

In effetti, l’impatto delle scelte di dialogo effettuate dal giocatore, che costituiscono a tutti gli effetti l’unico elemento di gameplay di Caffeine: Victoria’s Legacy, è molto più interessante se guardato nell’ottica dell’influenza sul mondo di gioco che sulla ragazza che si sceglierà di corteggiare. Per quanto i quattro personaggi di Oceane, Eliza, Mel e Alice non siano affatto noiosi e anzi presentino delle caratteristiche peculiari che le differenziano dalla rappresentazione delle donne nei più classici Dating Sim, in parte vengono oscurate da una trama dai risvolti politici estremamente curati e dalla presenza di altri personaggi che presentano luci e ombre e non sono affatto vittima di cliché, come Yayoi Argyle o Concordia Stanley.

Persino quello che è l’effettivo plot twist della trama, e la risoluzione delle domande e nodi (irrisolti scegliendo solo le route “classiche” di Eliza, Oceane e Mel) nel True Ending, passano in secondo piano se si guarda al world building e alla lore di Victoria. Per quanto non si parli di trame eccessivamente complicate e/o descritte in modo criptico, ma semplicemente di leggende e racconti narrati in diversi punti che trattano della vita della Regina Victoria, siamo comunque di fronte a un livello di dettaglio che non è affatto banale nelle Visual Novel. Gli elementi di trama, inoltre, non sono ripetuti nel corso delle diverse route scelte, ma bensì complementari: l’intero quadro della storia di Taka Knight e di Victoria sono chiari al giocatore solo avendo provato tutte le scelte possibili. Una scelta di gameplay che incentiva il giocatore a trascorrere oltre 25 ore di dialoghi senza soffrire di dialoghi triti e ritriti, e anche qualora ci fossero ripetizioni, è possibile saltare le porzioni già lette comodamente e ad una velocità regolabile.
Animazioni e soundtrack: un mondo vivace
Oltre a questa feature, ci sono altri elementi che rendono ancor più piacevole l’esperienza di Caffeine: Victoria’s Legacy, senza appesantire la necessità di leggere innumerevoli linee di dialogo. Anzitutto gli sprite dei personaggi a cui si rivolge Taka sono spesso animati, pur se brevemente, e si voltano quando devono parlare ad un personaggio adiacente. Anche gli sfondi presentano a volte movimenti che animano il mondo di Victoria, insieme alle occasionali e brevi cutscenes.

Il tutto è permeato da una colonna sonora di più di venti brani originali; essa risulta immersiva e non troppo invadente, ed è oltretutto enfatizzata dall’assenza di effetti sonori dovuti al click o alla selezione dell’opzione di dialogo. L’unico altro elemento sonoro presente nel gioco è dato dal Voice Acting disponibile per più di mille linee di dialogo, un lavoro decisamente impressionante. Tale doppiaggio è dunque convincente ed enfatizza o rimodula la giusta atmosfera in base ai vari contesti in cui è presente.
In conclusione…
In definitiva, seppure le premesse narrative possano apparire fin troppo stravaganti per essere davvero credibili, l’inizio un po’ debole è compensato da una trama narrata con un ritmo efficace, anche grazie all’espediente delle diverse strade percorribili e a come queste riescano a completarsi vicendevolmente; la lacuna di un gameplay davvero interattivo è colmata da scelte di dialogo impattanti e coinvolgenti e da un world building convincente; il concept artistico è immersivo e ti invoglia a conoscere il mondo di Victoria, pur presentando un numero piuttosto limitato di scenari e ambientazioni.

Insomma, Caffeine: Victoria’s Legacy è una visual novel che merita di essere conosciuta, soprattutto ora che è finalmente disponibile su più piattaforme. Il team di Kikai Digital ci presenta un lavoro curato e che non nasconde una certa dose di caff… Cioè, di amore nei confronti dell’opera e attenzione ai dettagli. Non inventa elementi nuovi né porta sul tavolo ricette (o miscele?) particolarmente innovative, tuttavia sfrutta al meglio gli espedienti narrativi e grafici e restituisce una formula avvincente, arricchita da una comicità che funziona e condita da elementi romantici non troppo stucchevoli. La tazzin… Ehm, il risultato finale è estremamente valido e consigliato agli amanti del genere, meglio ancora se giocato gustando con un bel caffè!




