Serious Sam: Siberian Mayhem – L’esasperazione degli FPS
Quando pensiamo agli FPS pensiamo ad un genere abbastanza preciso, ma in realtà è difficile definirne limiti e confini. Un titolo come Doom non ha molto a che fare con Prey, eppure entrambi ci portano nei panni di un personaggio che imbraccia armi con visuale in prima persona e che spara a destra e manca.
La profondità degli FPS e la possibilità di immergersi in un caleidoscopio di alternative e di incastri dipende dalle scelte degli sviluppatori e così, nel tempo, abbiamo visto tante sperimentazioni e modelli validi: da Bioshock a Borderlands da Call Of Duty: Modern Warfare alla continua evoluzione del già citato Doom; per non parlare dei “competitivi” come Counter Strike o Overwatch.
Poi c’è Serious Sam in grado non tanto di inventare qualcosa di nuovo, ma di portare all’esasperazione la freneticità ed il caos degli sparatutto (che si chiamano così non a caso). Perché affrontare dieci nemici quando puoi incontrarne simultaneamente cinquanta? Perché usare fucili di precisione quando puoi comodamente portare un lanciarazzi come fosse un bastoncino per le bolle di sapone?
Per chi non lo conoscesse Serious Sam è un FPS estremo in tutti i sensi, anche per quanto riguarda la trama e la demenzialità con cui viene narrata. Il nostro Samuel Stone, in arte Serious Sam, dovrà salvare l’umanità dal malvagissimo alieno Mental. La sua avventura inizia nel 2001 con First Encounter e funziona ancora oggi, nel 2022, con questo nuovo DLC standalone Siberian Mayhem.
Serious Sam: Siberian Mayhem
Si tratta di un DLC che va ad aggiungersi all’esperienza del quarto capitolo, ma che può essere giocata anche senza possederlo. Il primo impatto è sempre forte, armati soltanto della vostra pistola a far fronte ad un’orda già abbastanza nutrita di alieni nemici, ma con il tempo, e soprattutto con il primo fucile a pompa a disposizione (che incredibilmente è preciso anche ad una lunga distanza), cambia la musica
Anche in Serious Sam 4 la sensazione avuta fu la stessa: un paio di armi, poche munizioni, poca padronanza della scena, ma dopo un primo momento situazione completamente ribaltata. In Siberian Mayhem le creature presenti sono praticamente le stesse del quarto, ma le incontreremo sin da subito. In fin dei conti è un DLC e dà per scontata l’esperienza con il gioco principale.

Da questo punto di vista possiamo dire che Siberian Mayhem è più difficile e con un quantitativo di nemici superiore. Gli incontri precoci non si limitano soltanto agli alieni, ma anche con l’arsenale di armi: in un paio di ore le avrete prese praticamente tutte.
La balestra è l’aggiunta demenziale che mancava, perché ogni dardo esplosivo farà davvero male, anche nella lunga distanza, permettendovi di uccidere al primo colpo anche i bestioni più grandi se dotati di una buona mira. Una balestra che danneggia più di un lanciarazzi dovrebbe già far capire quanto io voglia bene a Serious Sam e quanto dovreste volergliene anche voi!
In cinque o sei ore dovreste riuscire a completare tutti e cinque i livelli che, lo ricordo, presentano anche delle quest secondarie, possibilità di affrontare singolarmente i livelli ad una difficoltà maggiore (e vi assicuro che è impossibile al massimo!), ma soprattutto una piccola dose di esplorazione che vi consente di ficcare il naso in depositi di munizioni e medkit
Ottimizzazione software
L’impressione è che non sia ottimizzato splendidamente almeno su PC, la versione che ci è stata inviata dagli sviluppatori in prova. Dovendo bloccare gli FPS a 30 per evitare cali di frame fastidiosi, mi sono domandato se il problema fosse la mia configurazione hardware ed invece altri colleghi hanno potuto confermare: al momento attuale Siberian Mayhem non riesce a sfruttare la GPU correttamente, neanche una RTX 3060.
Sicuramente tutto si risolverà con degli aggiornamenti, anche perché Serious Sam 4 non ha dato alcun problema di questo tipo. Un vero peccato, per ora! In ogni caso per quanto visto la grafica ed il comparto sonoro sono di tutto rispetto.

Conclusioni
È sempre lo stesso vecchio Serious Sam, ma a noi piace così. Che abbiate giocato o meno i precedenti capitoli non fa differenza, perché lo scopo non è cercare la profondità di una trama volutamente e simpaticamente demenziale, ma soltanto di sparare e di mettere alla prova i propri riflessi.
È un’esperienza videoludica che si riallaccia ad un mondo, quello degli FPS anni 90, ormai perduto e che ogni tanto fa piacere rivedere, in piccole dosi




