Yu-Gi-Oh! Duel Links verso il tramonto?
L’11 gennaio si è tenuta l’ormai consueta campagna di festeggiamenti per l’anniversario di Yu-Gi-Oh! Duel Links, il videogioco mobile con cui Konami ha istituito un nuovo formato del celebre gioco di carte collezionabili, ossia speed duel. Le candeline spente dai milioni di fan sono in totale 5, e simboleggiano un percorso non solo di per sé longevo, ma anche continuativo e ricco di cambiamenti in termini di evoluzione del metagame.
Quello di Konami è stato, in questo senso, un lavoro di grande attenzione, volto a supportare l’utenza con costanti espansioni, aggiunte di carte, personaggi, e – non di meno – con l’organizzazione di veri e propri tornei ufficiali, come le ormai iconiche Kaiba Corporation Cup e l’ambizioso KC Grand Tournament.
Il fatto che tra le ricompense distribuite dalla software house nipponica per questa ricorrenza vi sia – oltre ai consueti ticket super e ultra e ad un quantitativo di 1000 gemme – la carta “Mostro Resuscitato”, rimasta per lungo tempo nella banlist del formato tradizionale, apre a non pochi interrogativi sullo stato attuale e sul futuro del game as a service. La portata di una simile aggiunta potrebbe sfuggire ai giocatori più casual, ma le sue implicazioni a livello competitivo sono tutt’altro che trascurabili.
Considerando oltretutto il tempismo con cui è avvenuta la pubblicazione di Yu-Gi-Oh! Master Duel, altro titolo free to play che però prevede l’integrazione dei mostri link, viene dunque da chiedersi se quello che si intravede all’orizzonte non sia il tramonto di un gioco che si sta avviando alle sue fasi conclusive. Non con una chiusura immediata e senza preavviso, certo, ma Konami lascia intendere di voler spostare altrove l’interesse degli appassionati di Yu-Gi-Oh!.
Una breve retrospettiva
La “carta vincente” di Duel Links è sempre stata la peculiarità del suo formato: semplice, immediato e fortemente intuitivo, in pieno accordo con la filosofia del mordi e fuggi che ben si sposa alla fruizione da mobile per cui è stato pensato. Questo ha consentito al gioco di Konami di agglomerare una user base alquanto variegata, pescando sia dagli esperti del TCG in cerca di nuovi formati, sia dagli appassionati dell’anime che non hanno mai portato ad un livello agonistico il proprio interesse per il card game ideato da Kazuki Takahashi.
Se inizialmente l’offerta di Duel Links poteva sembrare piuttosto scarna con le sole due espansioni presenti al lancio, nel corso dei suoi 5 anni il supporto è stato assiduo, tanto che il metagame attuale si caratterizza di un novero incredibilmente ampio di deck competitivi, tutti diversi tra loro. L’aggiunta di nuovi contenuti ha da sempre seguito un programma preciso: a cadenza mensile pack e mini-pack contenenti nuovi archetipi e supporti per quelli già introdotti, a cadenza annuale, invece, i vari mondi di gioco, secondo l’ordine cronologico delle varie serie animate.
Con questa logica, Konami ha potuto centellinare adeguatamente i vari archetipi di carte, lasciando che fosse prima l’aggiunta di uno specifico mondo a stabilire le future introduzioni. Un esempio sono i mostri Satellarknight, il cui approdo è avvenuto di pari passo con quello del mondo di Zexal, essendo una tipologia di carte incentrate sulle meccaniche Xyz proprie di quello scenario. Allo stesso modo, non sarebbe stato possibile aspettarsi l’arrivo di archetipi pendulum come Odd-Eyes o Dinomist prima di varcare la soglia di Arc-V, quinta saga dell’anime.

Proprio l’aggiunta di quest’ultima pone però un’ovvia domanda: che cosa verrà dopo? Di fatto, le due serie mancanti devono essere scartate; Vrains conta sui mostri link la cui implementazione risulterebbe impossibile nel formato speed duel, mentre Seven introduce direttamente un altro formato ancora, ossia rush duel, più indicato per un pubblico di giovanissimi – come del resto la serie stessa.
In quest’ottica, l’arrivo – gratuito – di Mostro Resuscitato, oltre che di una selection box contenente altre carte iconiche, note ai giocatori di lungo corso, come Soldato dell’Oscuro Desiderio – Ambasciatore dell’Inizio e Buco Trappola Senza Fine, potrebbe essere considerato il canto del cigno di Duel Links: il momento in cui carte di una certa rilevanza cominciano a fare capolino, avendo raggiunto il livello di saturazione oltre il quale sarebbe difficile pensare a nuove aggiunte di contenuti sul lungo termine.
L’avvento di Master Duel
Dal canto suo, invece, Master Duel sembra poter offrire tutto quello che un appassionato del gioco di carte collezionabili potrebbe desiderare dalla sua diretta trasposizione videoludica: un’interfaccia grafica accattivante, un’ottimizzazione seconda solo a programmi come EDOpro e soprattutto un pool di carte assai generoso. Al momento del lancio, infatti, il nuovo titolo di Konami contava già su una gamma di ben 6500 carte in rapporto alle 10.000 totali, proponendo fin da subito gli archetipi più in vista nel metagame TCG come Drytron, Eldlich e Tri-Brigade.
Al netto di alcuni squilibri del matchmaking, che a volte abbina deck competitivi ad altri decisamente più for fun, Master Duel riesce nel tentativo di proporre una valida alternativa al card game cartaceo, il quale versa in condizioni tutt’altro che rosee con la pandemia che rende le competizioni ufficiali ancora difficili da organizzare – Remote Duel non si è rivelata una soluzione molto efficace a tal proposito.

L’incognita, al momento, è il ruolo che avranno le microtransazioni: se da un lato, a inizio della carriera, è possibile ricevere un lauto compenso da spendere nello shop virtuale in modo da costruire il proprio deck preferito (anche grazie alla comoda funzione di crafting), dall’altro la profusione delle gemme – la valuta di gioco – subisce una brusca battuta d’arresto ad avventura avviata. A questo scopo, probabilmente, Konami interverrà con eventi a tempo limitato e aggiunte di missioni giornaliere, ma che diventino via via più necessari anche gli acquisti in-game è quantomeno verosimile
Ammesso dunque che la struttura imbastita da Konami tenga banco a sufficienza e riesca a vincere la prova dell’entusiasmo del momento, Yu-Gi-Oh! Master Duel ha il potenziale per stabilire una nuova attrattiva per gli amanti del franchise, a maggior ragione considerando la completezza dell’offerta. La presenza dei mostri link e – di conseguenza – di un regolamento basato sulla master rule 5 va a colmare quel vuoto congenito a Duel Links che per anni è stato croce e delizia di un videogioco sì “smart” e appagante, ma inevitabilmente anche poco profondo.
Il futuro di Yu-Gi-Oh!
Detto ciò, bisogna comunque tenere a mente che il modello di business scelto da Konami verte principalmente sulla forza dei giochi mobile, una politica istituita fin dal 2015, quando l’allora CEO Hideki Hayakawa dichiarava “Il gaming si è diffuso su numerose piattaforme, ma alla fine dei conti, la piattaforma che è sempre più vicina a noi è il mobile. Nel mobile risiede il futuro del gaming.”, rendendo ancora più opache le intenzioni dell’azienda circa il futuro delle divisioni videogiochi.
Da questo punto di vista Master Duel soffre di uno svantaggio terribile rispetto a Duel Links: innanzitutto è decisamente più esoso in termini di risorse hardware (con la conseguenza di consumare velocemente la batteria di uno smartphone), e poi risulta più adatto ad una fruizione su grandi schermi, vista l’ampiezza del terreno di gioco che include 5 zone magie/trappole, 5 zone mostri main e una zona mostri extra per giocatore. E proprio in virtù di questa complessità, Master Duel potrebbe anzi avere una funzione strategica: richiamare all’attenzione quanti più giocatori possibili in primo luogo, dirottando poi su Duel Links chi, sconfortato dalle asperità del gioco competitivo, volesse cercare esperienze più accessibili.

E per quanto riguarda Duel Links – benché i mondi relativi alle varie serie animate siano stati inseriti tutti – è pur vero che mancano ancora archetipi piuttosto caratteristici: Shaddoll, Qliphort, Kozmo, oppure supporti consistenti per Nekroz e Invoked e carte quali Drago Metallico Oscuro Occhi Rossi sono solo alcuni dei contenuti che potrebbero essere aggiunti in futuro. È dunque presumibile che il supporto a Duel Links continui almeno per un anno o due, il tempo necessario per rimpinguare l’offerta ludica del gioco mobile – considerando oltretutto la moltitudine di personaggi mancanti al momento – ed evolvere ulteriormente il metagame.
Certo è che la compresenza di due titoli di Yu-Gi-Oh! sul mercato – apparentemente con la medesima monetizzazione – risulta ancora poco plausibile, e nonostante Duel Links possa considerarsi prossimo ad una sorta di endgame, Master Duel deve ancora dimostrare di essere all’altezza delle sue stesse premesse. L’atteggiamento di Konami, in ogni caso, pare tutt’altro che monolitico, e la recente apertura al mondo degli NFT non fa che testimoniare come l’azienda di Tokyo sia ben disposta a ridiscutere le proprie strategie: che tra queste ci sia anche l’abbandono di Duel Links è probabile, ma non prima di aver sfruttato completamente il potenziale redditizio di un gioco che ha fatto la fortuna della divisione Digital Entertainment Business negli ultimi anni.




