Greak: Memories of Azur: un single-player… cooperativo
A partire da oggi è disponibile un nuovo titolo pubblicato da Team17, già nota per titoli del calibro di Worms e Overcooked!, e sviluppato da Navegante Entertainment come opera d’esordio: si tratta di Greak: Memories of Azur, action-platform il cui stile artistico curato interamente a mano e la cui scelta di avere non uno, ma ben tre protagonisti hanno da subito catturato la nostra attenzione. Abbiamo quindi provato il titolo in accesso anticipato su Nintendo Switch, ed ecco le nostre considerazioni a caldo!
Trama
“Molti eoni sono trascorsi da quanto un grande disastro colpì la Regione Settentrionale di Alassya, nei territori inesplorati di Azur. Da allora, senza un motivo apparente, iniziarono a comparire creature che poi presero il nome di Courine. Portarono vita ovunque, e scacciarono coloro che maltrattavano queste terre: gli Urlag. Per anni, i Courine difesero la vallata e garantirono la prosperità delle sue Terre, costruendo fortezze e addestrando le nuove generazioni a proteggere il territorio. Dure battaglie furono combattute e vinte, e i Courine riuscirono a mantenere saldo il loro Regno. Fino a oggi…”

Il filmato iniziale ci racconta di un mondo fantastico minacciato da un gruppo organizzato di creature malvagie, che compromette l’equilibrio naturale di Azur.
Seppure le premesse non siano delle più innovative mai sentite, la narrazione lascia intuire un mondo di gioco approfondito e dettagliato.
Apprendiamo infatti che, a seguito della devastazione portata dagli Urlag, i Courine sopravvissuti dovranno scappare dalle guerre per potersi salvare; per farlo, occorrerà l’aiuto di tutti per costruire un dirigibile. Ed è qui che entrano in gioco i nostri eroi: Greak, Adara e Raydel.
Single player… Triplicato?
Greak, Adara e Raydel, due fratelli e una sorella Courine separati dagli eventi della guerra, dovranno innanzitutto riunirsi, compito non facile a causa dei numerosi ostacoli, nemici ed enigmi sparsi per Azur; in seguito dovranno aiutare Toros, responsabile della costruzione del dirigibile, nel suo vitale compito per la sopravvivenza della specie Courine.

Greak è armato di pugnale ed è dotato di una impressionante agilità che gli permette di raggiungere altezze importanti per mezzo del doppio salto, oltre ad avere in dotazione arco e frecce recuperate in giro tra casse e bottini nemici. Adara, sorella di Greak, è una maga del monastero di Prya che non ha armi su cui fare affidamento, ma può contare sulla sua capacità di scagliare dardi di energia e sui suoi poteri per librarsi in aria, pur se per un tempo limitato. Infine c’è Raydel, il terzo fratello e il guerriero nel senso più classico del termine armato di spada, scudo e rampino.
Modalità di gioco
Ma ecco la peculiarità di Greak: Memories of Azur: i tre personaggi dovranno muoversi insieme in ogni momento del loro viaggio. Sarà infatti possibile muoversi solo con un personaggio, ma gli altri due saranno comunque presenti a schermo e dovranno essere mossi singolarmente per raggiungere il gruppo, oppure si potranno controllare tutti i personaggi contemporaneamente. Questa scelta porta alla necessità di risolvere enigmi di coppia e di gruppo, sfruttando le diverse abilità e range di movimento di Greak, Adara e Raydel per aprire porte, muovere ingranaggi e sbloccare nuove aree da esplorare.

Tuttavia questa sinergia tra i personaggi diventa più ostica da gestire in fase di combattimento, in particolar modo con i boss di fine area. Se è vero che l’output di danno può essere anche molto elevato se i tre combattenti sono ben gestiti, vale anche il contrario: è molto facile prendere più danni del necessario se i movimenti di tutti non sono sincronizzati a dovere o se non si hanno i riflessi sufficientemente pronti. È pur vero che questa difficoltà aggiuntiva risulta essere ben compensata da movimenti degli avversari schematici e piuttosto prevedibili, una volta imparati i pattern.
Senza contare che, avendo punti salute estremamente limitati, sarà necessario utilizzare con criterio l’inventario altrettanto limitato a disposizione, senza sprecare risorse inutilmente e gestendo lo spazio a volte occupato da elementi necessari per proseguire, altre volte da tesori da vendere, e così via. Dunque le difficoltà non mancano in Greak: Memories of Azur, che non può essere preso sottogamba lasciandosi ammaliare troppo dallo stile grafico fiabesco.
Che tipo di gioco è Greak: Memories of Azur?
Come catalogare, quindi, un gioco che combina elementi metroidvania a enigmi, lotte strategiche, gestione delle risorse e, soprattutto, di un party che non viene controllato in modalità cooperativa ma sempre e solo in single player? Il titolo è definito come action-platform a scorrimento orizzontale, ma questa espressione risulta essere limitante.
Questo perché siamo di fronte a un titolo ibrido, con tante idee interessanti che pur soffrono di una trama di partenza ormai trita e ritrita; la narrazione durante il gioco è, quantomeno, trattata in modo meno diretto e lasciata in mano ai dialoghi coi personaggi, alle iscrizioni trovate in giro per Azur e alle tipologie di creature che dilagano per il mondo di gioco.

Altri punti di forza di Greak: Memories of Azur sono certamente le splendide animazioni disegnate a mano e la colonna sonora evocativa, pur se non troppo incisiva, il che può essere un pro o un contro a seconda di cosa si cerca nell’esperienza di gioco. D’altro canto, è impossibile non notare alcuni elementi che andrebbero rivisti e rifiniti come la rigidità dei movimenti del gruppo, specialmente durante le fasi di combattimento più frenetiche, e la durata del titolo, che avrebbe sicuramente giovato di tempo aggiuntivo per sviluppare meglio la trama e dare più carattere ai personaggi.
In conclusione, per rispondere ai dubbi rimasti sulla tipologia di gioco e sui suoi punti di forza e debolezza, non vi resta che… Provarlo! Greak: Memories of Azur è disponibile a partire da oggi per Nintendo Switch, PC, PS5 e Xbox Series X/S ed è interamente localizzato in italiano.




