Operai assunti dopo la morte

Venezia. Con una cadenza regolare, quasi quotidianamente uno o più lavoratori sono vittime di un incidente sul lavoro, alcuni con poche conseguenze, altri con ripercussioni anche gravi sulla salute con conseguenze e danni permanenti, ed altri ancora che purtroppo non sopravvivono all’incidente subito sul proprio posto di lavoro.

Di questi casi, come si diceva, la cronaca è piena, però ci sono dei casi dove al danno si aggiunge la beffa. Dopo l’incidente mortale si scoprono tutte le irregolarità e tutti i tentativi più o meno fantasiosi, messi in campo dai datori di lavoro per evitare conseguenze, anche gravi molto spesso però questi stratagemmi si scoprono con estrema facilità.
È il caso di M.M. una ragazza di 22 anni, assunta da solo un giorno, come operaia in un’azienda di confezionamento, che a causa del malfunzionamento di un muletto, causato in parte anche dalle norme di sicurezza applicate parzialmente, muore proprio lì, sul posto di lavoro, tanto agognato e tanto ricercato. Dopo qualche giorno di indagine si scopre che la ragazza è stata assunta dopo il decesso, proprio così, la giovane donna lavorava a nero ed è stata regolarizzata mezzora dopo l’incidente.
Questo episodio può sembrare particolare, però è solo uno dei tanti casi di lavoro a nero e di escamotage dei datori di lavoro. Si va da pensionati, che lavorano come operai, a braccianti agricoli extra comunitari usati per la raccolta di ortaggi a nero e senza documenti, senza dimenticare collaboratori che vengono assunti con un contratto di poche ore lavorative al mese ma che in realtà lavorano dalle 8 alle 12 ore al giorno, come si può capire facilmente il mondo del lavoro è molto vario e fantasioso.

di Ivan Figurino Gangitano

3 dicembre 2011

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