Veneto: Nessun rischio per virus del Nilo

di Franco Vaiale

Preoccupazione nelle ultime ore per via di alcuni casi di febbre del Nilo occidentale segnalati in Veneto, virus che avrebbe colpito alcuni donatori di sangue. A chiarire la situazione è stato prima Vincenzo De Angelis, responsabile delle attivita’ trasfusionali in Friuli che ha affermato che “Non vi e’ alcun rischio per la salute pubblica”; ed in seguito da una nota della Regione Friuli Venezia Giulia che ha comunicato che: “La febbre del Nilo occidentale e’ una patologia molto nota alle autorita’ sanitarie. Ha origine da un virus (West Nile Virus) che puo’ essere trasmesso attraverso la puntura di zanzare. Nel 99% dei casi ha le caratteristiche e i sintomi di una banale influenza; solo dell’1% dei casi (in anziani e persone piu’ deboli o gia’ malate) puo’ avere complicazioni neurologiche. La malattia e’ tipica del continente africano, ma si sta diffondendo nel resto del mondo, Italia compresa”.

De Angelis in seguito in merito alla possibilità che la malattia venga trasmessa tramite trasfusioni sanguigne ha affermato che: “come previsto dalle linee guida emanate dal Centro nazionale sangue, i donatori che nelle ultime due settimane hanno soggiornato anche per una sola notte nelle aree in cui si sono manifestati i casi (ovvero nelle province di Treviso e Venezia, cosi’ come anche all’estero) vengono precauzionalmente sospesi dalle donazioni per 28 giorni, periodo di tempo adeguato per verificare se compaiono sintomi di malattia”.

Attualmente sembrano essere due le persone che hanno contratto il virus del Nilo una nota dell’Ulss 9 dove i pazienti sono ricoverati possiamo leggere che:  “Dei pazienti interessati una novantenne e’ attualmente ricoverata in condizioni critiche nel reparto di rianimazione. Un secondo, 84 anni, si trova ricoverato in area medica e dimostra segni di miglioramento. La direzione ha seguito tutti i protocolli regionali e sta attuando tutte le precauzioni previste. Tra queste, una stretta valutazione, osservazione e monitoraggio, come previsto dalle indicazioni regionali sulla sorveglianza, di altri casi sospetti. Tra le misure adottate, sempre secondo le direttive regionali, vi e’ la prevenzione e la sorveglianza sulle attivita’ trasfusionali”.
In seguito Michele Tessarin, direttore dell’ospedale Ca’ Foncello ha spiegato che: “Il virus del Nilo non rappresenta una novita’ e casi sono gia’ noti da anni. Nei mesi caldi si manifesta anche in Italia e nelle regioni ricche di corsi d’acqua come il Veneto, Emilia Romagna e Friuli. Si contrae attraverso una puntura di zanzara, in particolare la Culex, che a sua volta si infetta succhiando il sangue dagli uccelli. L’azienda Ulss 9 e’ attrezzata gia’ da due anni per diagnosticare tale patologia”.

11  settembre 2011

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