Sara, Yara e Melania: Tra voyeurismo e voglia di conoscere la verità

di Ivan Figurino Gangitano

Nell’ultimo periodo ogni giornale, telegiornale o rotocalco si è occupato di tre casi che hanno molto colpito e diviso l’opinione pubblica.

Il caso Sara Scazzi uccisa poco più che adolescente, presumibilmente da uno più membri della famiglia; il caso di Yara Gambirasio una giovane atleta uccisa in maniera ancora misteriosa e per ultimo il caso di Melania Rei, di cui si apprende oggi l’arresto del marito.

 

I tre casi un po’ per l’atmosfera da giallo noir, un po’ per la brutalità dei vari omicidi e per le continue sollecitazioni ricevute dai media, sono rientrati a far parte della vita quotidiana di ogni persona, facendo diventare tutti noi dei criminologi e degli esperti investigatori, abilitati e autorizzati ad appassionarsi ad ogni dettaglio, anche il più morboso e ad esprimere la propria autorevole opinione  su indizi, moventi e armi del delitto.

Tutto ciò può essere interpretato in due diversi modi: da una parte la curiosità anche avvolte morbosa presente in ognuno di noi, e che si dimostra sia nel scrutare ciò che fa il nostro dirimpettaio e anche nell’ appassionarsi nei casi di cronaca più famosi; e dall’atra parte, potrebbe essere interpretata, con la voglia di capire come queste giovani donne siano morte, un po’ anche spinti dalla paura intrinseca nel nostro subconscio, che ci spinge a pensare ad un membro della nostra famiglia o della nostra comunità , come una persona violenta o omicida.

Lascio ad ognuno dei lettori l’interpretazione di questo comportamento collettivo, chiedendo però un particolare ricordo per le tre povere vittime di così brutali omicidi.

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