L’Hogwarts Legacy che vorrei
Hogwarts Legacy è stato, senza ombra di dubbio, uno dei titoli più attesi dai giocatori di tutto il mondo per questo 2023. Le vendite hanno rispecchiato l’hype dei giocatori, totalizzando il fenomenale numero di 12 milioni di copie in un paio di settimane.
Nonostante l’opera di Avalanche Software sia stata acclamata dai più, sia dal lato critica che dal lato utenti (e a questo proposito vi rimando alla nostra recensione), e nonostante abbia ammirato la parte artistica e apprezzato l’esplorazione… Devo ammettere di non essere rimasto completamente soddisfatto dall’esperienza vissuta nel mondo magico più conosciuto al mondo. Andiamo quindi a discutere un po’ di quelli che sono a mio parere gli elementi da rivedere e di come potrebbero essere migliorati, in vista di un potenziale secondo capitolo!
N.B. Questo articolo contiene spoiler inerenti alle meccaniche di gioco e alla trama, compresi i finali e le missioni secondarie. La lettura è consigliata ai giocatori che hanno già concluso la loro avventura.
Magia antica e prove futili.
L’incipit di trama di Hogwarts Legacy è interessante e funziona bene nel mettere allo stesso livello tutti i giocatori (appassionati di Harry Potter e non) tramite il pretesto narrativo di un potere che nessuno conosce. Questa “Magia Antica” che può essere percepita solo dalla protagonista (e che giustifica al contempo il suo inserimento ad Hogwarts solo al quinto anno) è parte integrante del gioco per la prima metà, per poi venire praticamente dimenticata per il resto del gioco. Le stesse prove, che fungono da cardini portanti per la trama principale, dovrebbero servire (almeno a detta dei Custodi) a far comprendere al giocatore e alla protagonista quanto questo potere sia pericoloso. Ma in che modo combattere armature, risolvere puzzle e dominare belve enormi dovrebbe aiutare, di preciso? E se gli insegnamenti erano solo quelli ricevuti tramite i Pensatoi, sentire la storia dalla voce dei Custodi non avrebbe potuto assolvere allo scopo?

È comprensibile la volontà e la necessità di riempire quanto più tempo possibile per tenere i giocatori incollati allo schermo abbastanza da godersi appieno l’opera, ma allo stesso tempo un’attenzione maggiore sulla qualità degli avvenimenti avrebbe sicuramente giovato più di qualche ora di gioco aggiuntiva.
Sempre parlando di narrativa arriviamo ad un altro punto critico di Hogwarts Legacy, ovvero…
Personaggi piatti, scelte non scelte, plot twist mediocri.
All’interno dell’intera trama principale non esiste un singolo personaggio che dimostri un’evoluzione di alcun tipo, sia essa positiva o negativa. I giocatori che seguono solamente la Main Quest non vedranno alcun personaggio cambiare, imparare, migliorare o diventare cattivo a causa degli avvenimenti vissuti (con la sola eccezione di Sebastian, le cui secondarie hanno a mio parere una qualità decisamente più elevata a livello di story-telling). Questa carenza da parte del team narrativo è altrettanto evidente sul finale, sia quando viene posta la scelta conclusiva sia quando si parla di plot twist: Lodgok e Ranrok sono fratelli! Molto interessante… Ma quindi? Cosa cambia? Cosa dovrei provare, come giocatore, a scoprire questa cosa?
La parte peggiore di queste critiche, purtroppo, è che queste problematiche avrebbero potuto essere evitate! I ragazzi di Avalanche Software hanno dimostrato con le missioni secondarie di essere in grado di costruire personaggi profondi e interessanti, ma è importante fornire al giocatore un motivo per interessarsi a questi personaggi: Sebastian mostra la sua profondità emotiva già durante le sue apparizioni nella missione principale, perché non farlo anche con altri personaggi? La morte del Professor Fig mi avrebbe turbato molto di più, se solo avessi saputo qualcosa di lui.
Allo stesso tempo, le scelte non sono necessarie. Se si vuole offrire al giocatore una scelta, è importante prendere in considerazione anche le conseguenze che questa avrà a livello di gameplay o almeno a livello di narrativa. Cosa che, purtroppo, non avviene nel finale di Hogwarts Legacy.
Persino i plot twist avrebbero potuto essere gestiti molto meglio, sarebbe bastata un po’ più di attenzione: scoprire che Anne è stata maledetta da Rookwood e non da un goblin avrebbe avuto molto più effetto, se solo Sebastian fosse stato lì per sentirlo di persona e reagire in qualche modo.
E parlando di Rookwood…
Loot a profusione, progressione e prese in giro.
Sconfiggere Rookwood (che nonostante compaia a schermo all’incirca tre volte in tutto il gioco è comunque uno dei due boss principali) mi ha permesso di guadagnare la sontuosa cifra di NOVE MONETE D’ORO. Un qualsiasi oggetto di equipaggiamento trovato in mezzo alla strada può essere venduto come minimo a 60.

Credo di non dover spiegare quanto sia assurdo completare una sfida lunga e pericolosa ricevendo come ricompensa un oggetto inutile per poi girare a caso per Hogwarts e trovare equipaggiamento di gran lunga più forte. Questo non causa solo frustrazione, ma offre al giocatore un senso di progressione completamente sballato: non vengono ricompensati gli sforzi, i rischi e le imprese stoiche, viene solo ricompensata l’apertura compulsiva di qualsiasi cosa possa contenere un elemento di personalizzazione.
La cosa più sensata da fare sarebbe probabilmente stata quella di diminuire sostanzialmente la quantità di elementi di personalizzazione trovabili in giro, sostituendoli con quantità di denaro congrue al nemico appena sconfitto / impresa appena conclusa (ricordando che “high risk = high reward” rimane una regola di game design sempre rilevante) e permettendo al giocatore di comprare nei negozi l’equipaggiamento a lui più utile.
Sempre su questa linea di pensiero, sarebbe stato anche piacevole avere un sistema di statistiche più ampio e profondo: anziché limitarsi a “scelgo l’oggetto con il valore più alto” il gioco avrebbe potuto spingersi oltre, magari con dei set speciali ottenibili equipaggiando parti collegate fra loro. Il set “Serpeverde”, ad esempio, avrebbe potuto offrire potenziamenti alle magie senza perdono, il set “Quidditch” avrebbe potuto offrire un aumento della velocità sulla scopa, il set “Custode” avrebbe potuto potenziare la Magia Antica e così via.
Insomma, dal mio punto di vista Hogwarts Legacy avrebbe potuto essere molto di più, con qualche accorgimento dal punto di vista narrativo e di gameplay. L’opera di Avalanche Software rimane comunque valida, specialmente considerando che è il primo gioco di queste dimensioni a cui lavorano. Speriamo quindi che la loro prossima produzione sia altrettanto di qualità, se non addirittura maggiore!




