L’angelo del focolare di Emma Dante al Piccolo: quando il cuore è sgrammaticato
Emma Dante è tornata al Piccolo con una prima assoluta, dall’11 al 30 novembre 2025: L’angelo del focolare, Coproduzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa.
Questa volta non ci racconta una fiaba, come ha fatto con Re Chicchinella, Pupo di zucchero e La Scorticata. Ma uno spaccato di realtà firmando testo, regia, elementi scenici e costumi.
Il tema trattato è quello della violenza domestica che, come in un girone dantesco, si perpetua all’infinito. Quattro i personaggi che in scena non hanno nomi perché iconici: il marito, la moglie, il figlio ventenne e la vecchia suocera, David Leone, Giuditta Perriera, Ivano Picciallo, Leonarda Saffi.
Per prima vediamo la moglie. Sembra morta, riversa sul palco. Accanto a lei la suocera si affanna in un rito dialettale ancestrale, come per richiamare la vita in quel corpo disteso e rigido che sembra abitato già dalla morte. E ogni mattina, miracolosamente, la vita ritorna.
Ogni sera infatti, in una tensione sempre crescente come in un Adagio di Barber o Albinoni, la violenza si innalza verso il sublime, inteso qui però come confine del conoscibile legato all’orrore.
La donna viene infatti puntualmente uccisa. Ma si rialza la mattina per tornare serva, adempiere a tutte le sue incombenze, a tutti i suoi doveri, a tutti i desiderata del marito.
A ricordare la violenza subita, una macchia di sangue indelebile sul viso, cui il pubblico, suo malgrado, finirà col non farci più caso. Proprio come ci si abitua alla violenza se vi si è esposti continuamente.
Lui è basico. Vuole passare al figlio tecniche tattiche di seduzione riprese da mondo animale: il sudore maschio, il fischiare, i muscoli, il rigonfiamento della pretuberanza fallica. E poi, naturalmente, la prevaricazione, prendere il corpo femminile e farne oggetto di godimento. O svilirlo, insultarlo, picchiarlo.
É così che è nato il figlio. Da una violenza seguita poi da un matrimonio riparatore.
L’uomo non conosce grammatica affettiva/emotiva. Né sembra aver acquisito il controllo degli sfinteri, tappa evolutiva infantile cruciale legata alla maturazione e all’apprendimento delle regole sociali.
Si serve infatti, come anche il figlio, di un orinatoio in scena. Beve e chiede soldi alla madre.
La suocera giustifica il figlio.
Il nipote, vittima di violenza assistita, ha griglie emotive confuse. Vorrebbe difendere la madre, ma poi si fa servire, ostenta col padre mascolinità, ma mostra alle due donne la sua fragilità. Non si sente né creatura né uomo, ma grigio e senza colori.
Tutti sono legati in un cerchio di violenza mortifera, incapaci di liberarsene.
La narrazione segue lo stile tra il visionario e il fiabesco tipico di Emma Dante. Il dialetto, prima ancora di rimandare ad una geografia, si fa impasto sonoro grumoso, animalesco, che sa di preda, predatori e litanie per sfuggirvi. Ma anche di strumento politico.
Sul palco con pochi oggetti, quasi omertosi testimoni, la luce caravaggesca di Cristian Zucaro accentua dramma e emozione. Su un fondo totalmente nero, si fa personaggio tra forti contrasti di chiaroscuro e guida lo sguardo dello spettatore.
La recita del 25 novembre è stata dedicata alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Con questa iniziativa e illuminando di arancione il Chiostro Nina Vinchi, il Piccolo Teatro ha aderito alla Campagna globale UNiTE 2025 – Orange the World.
Lo spettacolo, dopo le recite milanesi, avrà una tournée italiana. È a Napoli, al Teatro San Ferdinando, dal 4 al 14 dicembre 2025. Nel 2026 toccherà Mestre (27 e 28 gennaio), Verona (29 gennaio), Piacenza (3 febbraio), Firenze (dal 5 al 7 febbraio), Lugano (23 e 24 febbraio), Vicenza (26 e 27 febbraio), Udine (28 febbraio), Cremona (3 marzo), Sarzana (5 e 6 marzo), Pontedera (7 e 8 marzo), Savona (12 marzo), Pistoia (14 e 15 marzo), Rovereto (19 e 20 marzo), Bari (28 e 29 marzo).
L’angelo del focolare
testo, regia, scene e costumi Emma Dante
luci Cristian Zucaro
con David Leone, Giuditta Perriera, Ivano Picciallo, Leonarda Saffi
coordinamento e distribuzione Aldo Miguel Grompone, Roma
organizzazione Daniela Gusmano
Coproduzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa | Teatro di Napoli – Teatro Nazionale | Châteauvallon-Liberté, scène nationale | Les Célestins, Théâtre de Lyon | La Comédie de Clermont-Ferrand | Scène Nationale d’ALBI-Tarn | Le Cratère, scéne nationale Alès | L’Estive, scéne nationale de Foix et de l’Ariège | Théâtre + Cinéma Scène nationale Grand Narbonne | Théâtre de l’Archipel, scène nationale de Perpignan | Théâtre Molière – Sète scène nationale archipel de Thau | Le Parvis, scène nationale Tarbes-Pyrénées | Compagnia Sud Costa Occidentale | Carnezzeria.




