La notte della Taranta a Melpignano: passione e professionalità
Si è conclusa da poco la stupenda notte dal Piazzale Ex Convento degli Agostiniani di Melpignano, in provincia di Lecce e il posto è ancora traboccante di quell’oceano immenso di gente , venuta da tutto il mondo per assistere alla serata conclusiva dell’evento, la più maestosa , che ha visto scorrere,come un fiume in piena, nella piccola cittadina, circa centomila spettatori infuocati dalla forza dello spettacolo che dal palco abbracciava , affascinava, coinvolgeva e rendeva tutti compartecipi di quella musica travolgente che ti prende e ti trascina in un ritmo che ti entra dentro e non ti lascia.
Stupenda la direzione del Maestro Concertatore Giovanni Sollima che ha diretto l’Orchestra Popolare “La Notte della Taranta” e nell’intermezzo tra le due parti salienti dello spettacolo, la proiezione del videoclip “Lu Rusciu de lu mare” di Locomotive Quartet, del sassofonista pugliese Raffaele Casarano che si è avvalso della straordinaria forza interpretativa di Giuliano Sangiorgi, leader dei Negramaro. Un evento in più che ha offerto una versione inusuale in chiave jazz, del famosissimo brano che rappresenta uno dei canti più famosi e popolari del Salento tarantato e ha visto il cantante esibirsi per la prima volta nella lingua del suo vissuto: il dialetto del territorio. La manifestazione salentina vanta antichi natali essendo nata nell’anno 1998, grazie al lavoro certosino dell’Unione dei Comuni della Grecia Salentina che sentirono il bisogno impellente di valorizzare la musica tradizionale folkloristica del Salento, ricca di passione e fuoco e così eccoci giunti alla 16esima edizione, che ha visto crescere sempre più la sua fama a livello nazionale ed internazionale fino ad avvalersi anche del contributo delle TV.
Sul magnifico fondale di luci e colori, realizzato dalle luminarie del maestro Lucio Mariano si dipana tutta la nottata della Taranta, che racconta il Sud contadino attuale e remoto, ricco contenitore ed interprete di storie reali o inventate, dei volti dei contadini bruciati dalla lunga permanenza sui campi arsi dal sole, da cui a volte fuggivano e fuggono attraversando mari e terre lontani, storie di vita vissuta che raccontano il dolore, la nostalgia, le superstizioni contadine.
Serata che interpreta musica, danza e colori, quelli delle zagareddhre, i famosi nastrini colorati, che i suonatori legano ai loro tamburelli e agitano intorno alle tarantate simboliche, la cui danza simboleggia l’antico rituale liberatorio e guaritore del morso della tarantola.
E che dire dei costumi realizzati per l’eccezionale evento da Meltin’Pot che ha curato il look dei musicisti e del maestro Giovanni Sollima, utilizzando accanto al jeans, la forza del suo colore preferito, il giallo , dunque colore dell’abbigliamento nel colore delle infinite luminarie che hanno rallegrato e non poco,l’ambiente tutto. La notte della Taranta sicuramente e, a ragion veduta, ha concentrato l’interesse nazionale ed internazionale sul nostro Salento e ne saranno fieri di certo, il Comune e tutti gli organizzatori impegnati a realizzare la manifestazione, visto che perfino prestigiose università quali quelle di Ginevra, del Salento, di Perugia, Tours, Navarra, Montreal, Parigi, Losanna, Verona, valutandone l’interesse storico ed interdisciplinare che abbraccia molti campi , da quello storico, sociologico, etnologico, antropologico, a quello musicale e corale, hanno promosso tutta una serie di attività a livello nazionale ed internazionale e, avvalendosi della ricerca storica, hanno sostenuto che il tarantismo non è un fenomeno del sud, ma entra nella storia dell’Europa come fenomeno che è connubio di folklore, di medicina e scienza oltre che manifestazione culturale.
Personaggi locali e ospiti tzigani e spagnoli si sono avvicendati sul palco accanto agli eccezionali invitati della serata Emma, Max Gazzè e Niccolò Fabi .
La chiusura di Emma con una canzone popolare gallipolina, ha catturato al massimo il pubblico , anche perché Emma ne ha fatto un’esecuzione nuova e accattivante, arricchita dalle sue performance personali che l’hanno vista buttarsi addirittura a terra, come fosse lei stessa una tarantata e il pubblico ha molto gradito. E così anche questa è passata, aspettiamo tutti di ritrovarci nella manifestazione del 2014 che,sicuramente ci darà nuove forti emozioni e sorprese.
di Maria Teresa Manta
26 agosto 2013




