eSerie A: Fifa 21 ed il mondo degli e-sports

eSerie A: Fifa 21 ed il mondo degli e-sports
Fonte immagine: 2duerighe.com

Il mondo degli e-sports attira ormai l’interesse non solo dei videogiocatori, ma degli sportivi e degli investitori. Campionati nazionali ed internazionali, riconoscimenti da parte degli enti ufficiali, allenamenti, coach e strutture dove poter progredire per sfidare il mondo. Un nuovo modo di fare sport

Per i videogiocatori incalliti, come noi di Altea Gamer Squad non è più una novità, ma per gli sportivi, quelli canonici, quelli che corrono, saltano, bruciano record, sentir parlare di e-sports fa spesso storcere il naso.

“Come può considerarsi uno sport se stai fermo seduto su una sedia?”

Questa è una delle tante domande che viene posta ai pro-player, come vengono definiti i professionisti di questo settore, perché fanno qualcosa che non siamo abituati ad avere sotto il naso: correre, saltare, bruciare record, con un gamepad tra le mani.

Se vi dicessi che un giocatore di Fifa si trova ogni settimana a fronteggiare avversari online, in un campionato ufficialmente riconosciuto dalla FIGC, la eSerie A Tim, o che su PES si sono disputati gli Europei di Calcio e che l’Italia si è aggiudicata anche il titolo, ci credereste?

Lo sport è competizione e regole

Se pensiamo ad Usain Bolt ci vengono in mente scatti, velocità, muscoli tirati, Olimpiadi, la corsa contro il tempo; se pensiamo al tiro al piattello ci vengono in mente le stesse immagini? Potremmo anche scomodare il tiro a segno con la carabina, forse lo sport meno mobile al mondo.

Eppure parliamo sempre di sport, con le sue Olimpiadi e campionati internazionali, perché? Perché li ci sono persone reali, mentre nel videogioco no. Anche qui, però, si tratta sempre di controllare degli strumenti e non un’immediata partecipazione con il corpo, qualora l’utilizzo del corpo fosse il criterio da utilizzare.

Potremmo seguitare per ore a parlarne, ma basta tirare in ballo gli scacchi per porre fine a qualsiasi dubbio: sono ufficialmente riconosciuti dal CONI.

Potremmo approfondire con l’etimologia del termine sport, ma già dagli esempi riportati si dovrebbe comprendere quanto a renderlo tale siano le sue regole e la competitività, verso gli altri o verso sé stessi, professionalmente o amatorialmente. Quando facciamo jogging vogliamo sapere quanto tempo abbiamo impiegato e vogliamo superarci la volta successiva, anche se non ambiamo alle Olimpiadi.

Cosa rende differente Usain Bolt da una persona che si allena tutti i giorni per essere il migliore con il gamepad e sfidare così il mondo intero? Nulla

eSerie A Tim di Fifa 21

Senza scomodare esempi eclatanti come League Of Legends in grado di avere un pubblico pagante, dal vivo, di oltre 20.000 persone e, online, di centinaia di altre centinaia di migliaia, avviciniamoci a qualcosa che ci è più familiare, qui in Italia: al calcio.

Se negli anni 90’ giocare era legato al territorio, dalle salagiochi, alla console casalinga, oggi è possibile collaborare o sfidare qualcuno dall’altra parte del mondo. Non si tratta semplicemente di giocare con qualcuno di diverso dai soliti amici, ma di incontrare culture e stili differenti: vi posso assicurare che da un giapponese imparerete tante cose.

eseriea21
Fonte immagine: calciomercato.com

Nel calcio però possiamo dire la nostra e non è un caso se i club di Serie A hanno già investito su queste piattaforme, inaugurando, appunto, la eSerie A con Fifa 21. Il 9 Marzo scorso ben 17 squadre hanno iniziato a sfidarsi in diretta su Youtube, Twitch e SkySport: le tre migliori di ogni girone accederanno ai Playoff per strappare successivamente il biglietto per le Final Eight. A Maggio si decreterà il vincitore e campione d’Italia

Chi sono le squadre che parteciperanno?

  • Girone A: Lazio, Atalanta, Inter e Fiorentina.
  • Girone B: Spezia, Cagliari, Sampdoria, Genoa e Benevento
  • Girone C: Crotone, Verona, Sassuolo e Udinese
  • Girone D: Bologna, Parma, Torino e Milan

Qualcuno si domanderà, perché soltanto 17 squadre e perché, grandi assenti, squadre come Roma, Juventus, Napoli: il loro team si è focalizzato su un’altra piattaforma, quella di Pro Evolution Soccer o meglio noto ai più come PES.

Un movimento giovane

Quello degli eSports in Italia è un movimento giovane e, forse, la presenza di due grandi giochi di calcio tende a spaccare l’unicità dell’evento, ma di certo lo rende più interessante, perché cambiano, chiaramente, le regole.

Pro Evolution Soccer e Fifa sono sì entrambi calcistici, ma hanno motori di gioco differenti ed in costante aggiornamento, motivo per cui i pro-player devono costantemente allenarsi ed adattarsi: posso assicurarvi che è un duro lavoro.

Gli investimenti sono tanti ed ingenti e la struttura mediatica, dalle live agli articoli di giornale, prende sempre più piede, quindi non stupitevi se vostro figlio vi dirà che da grande vuole fare il pro-player!

Ironia a parte, credo che disciplinare il momento di svago dei più giovani, aprirli anziché chiuderli al mondo grazie all’online, educarli alla sportività e ai suoi valori, anche attraverso il gamepad, è una delle sfide più importanti che affronteremo nei prossimi anni.s

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook