Musica Solidale: l’11 settembre a Villa Ada

Musica Solidale: l’11 settembre a Villa Ada

La musica sa quando c’è bisogno di stare in silenzio. Ma ancora di più sa quando deve sentirsi più forte del resto, quando deve alzare il volume. Più forte del dolore e dell’orrore causato da un terremoto, più forte degli spari dell’ISIS, più forte di quelle malattie difficili e prepotenti. La musica è sempre più forte di tutto.

villa adaL’abbiamo visto con la forza degli Eagles of Death Metal che, da quella tremenda notte al Bataclan,  hanno cercato di andare avanti e alla fine del 2015 hanno dato vita al progetto “Play it Forward” che prevedeva l’incisione di una loro canzone insieme ad altri artisti il cui ricavato è stato devoluto interamente in benificienza ad un’associazione che aiuta i musicisti meno agiati. L’abbiamo visto con “Domani”, canzone scritta per il terremoto che colpì violentemente L’Aquila nel 2009, e lo stiamo vedendo negli ultimi giorni con il sisma delle zone di Amatrice e Accumuli, di cui abbiamo già trattato nell’articolo “Qualcuno grida domani. Il cuore grande della musica” di Clara Todaro.

E l’11 settembre lo vedremo con il “Concertone senza impegno”, il cui ricavato sarà devoluto interamente in benificienza per le cure mediche di una persona cara la quale ha espressamente e gentilmente richiesto l’anonimato. Sarà una grande festa, a conclusione di una lunga stagione di concerti che si è svolta per tutta l’estate al Laghetto di Villa Ada a Roma, location caratteristica e molto suggestiva. Per 5 ore di musica e moltissimi artisti sono stati richiesti 20 euro, prezzo più che onesto, con soli 3 euro di prevendita- meritocraticamente, c’è da riconoscere che i prezzi dei biglietti di Villa Ada sono sempre stati molto bassi rispetto, ad esempio, a quelli del Parco della Musica. Per questa data, per ovvie motivazioni, non è prevista la riduzione del biglietto. L’idea nasce del compositore e produttore artistico Roberto “Lobbe” Procaccini, Enrico “Erriquez” Greppi, leader di Bandabardò, e il fonico Matteo Spinazzè in collaborazione con Viteculture.

Gli artisti che si sono riuniti per questa grande festa sono veramente tanti: Daniele Silvestri, Niccolò Fabi e Max Gazzè tornano insieme sul palco dopo tre lavori solisti che li hanno visti impegnati per un anno singolarmente, Diodato, Carmen Consoli, Fabrizio Moro finalmente di nuovo sulle scene dopo un po’ di “tempo per sé”, Bandabardò il cui frontman è tra l’altro anche una delle menti di tutta l’organizzazione, Fabrizio Pocci, Marina Rei, The Bastards Sons of Dioniso e i The Niro. Una grande famiglia pronta a “fare baldoria” e a regalarci, qualcosa mi dice, una serata del tutto unica- sia per organizzazione, che per artisti, che per location.

La solidarietà è già di per sé una cosa bella, ma nel momento in cui passa attraverso la musica ha dell’incredibile. Diventa poesia, diventa vera arte e si raccoglie tra le mani con una semplicità disarmante. Diventa sorpresa, come prendere un seme e vederlo diventare pianta. Diventa magia. Solidarietà, uno degli insegnamenti cristiani che tutti dovremmo seguire, indifferentemente se credenti, atei, simpatizzanti. E tutti questi artisti di certo lo sanno bene.

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