Dal contrappunto al cinema: Fabio Massimo Capogrosso al Circolo delle Quinte Reloaded
C’è un filo sottile che lega un ragazzo che a diciassette anni sta per gettare la spugna, un produttore che gli consiglia di non studiare composizione, e Marco Bellocchio che gli dice: “Non importa se non hai mai scritto per il cinema, anzi, è meraviglioso così”.
Questo filo è la carriera di Fabio Massimo Capogrosso, il primo ospite della nuova puntata del Circolo delle Quinte Reloaded, il podcast di Quinte Parallele. Filippo Simonelli e Linda Iobbi accolgono un compositore che il pubblico spesso associa al grande cinema, ma la cui anima affonda le radici in uno studio profondissimo della musica “assoluta”.
Nella chiacchierata emerge il momento cruciale della sua vita: a 17 anni un insegnante gli dice che è negato per la composizione. Lui chiama l’amico Sesto Quadrini e gli comunica la decisione di smettere. La risposta dall’altra parte del telefono è un fiume in piena di parolacce, condite con un consiglio secco: “Ma tu sei scemo? Tu devi andare all’Aquila e studiare con Sergio Prodigo!”.
Da quel “vaffa” salvifico nasce tutto. Capogrosso racconta il privilegio di avere maestri che ti lasciano libero e l’incontro folgorante con Stravinskij e John Adams. Il cuore della puntata è però l’ingresso nel cinema: “Non ci pensavo proprio”, ammette. Poi la chiamata di Bellocchio per Esterno Notte, la lettura travolgente della sceneggiatura, e la decisione di presentarsi dopo soli cinque giorni con cinque pezzi già pronti.
Tra aneddoti su come si scrive guardando le scene dal telefonino e riflessioni sul rapporto tra immagine e musica, questa puntata è un viaggio nell’arte di un compositore che ha fatto della libertà la sua firma.
La puntata completa è disponibile sul canale Youtube di Quinte Parallele.
Redazione Quinte Parallele




