Turandot, cento anni al Teatro alla Scala
Turandot, la bella e algida principessa cinese, torna alla Scala dal 1 al 29 aprile 2026 su libretto di Giuseppe Adami e Renato Simoni, col finale di Franco Alfano.
Ultima opera di Giacomo Puccini, rimase incompiuta per la morte dello stesso.
Diverse sono state le versioni del finale da parte di alcuni compositori, che resta però problematico e continua ad alimentare dibattiti tra gli studiosi.
Per la sua prima esecuzione alla Scala, avvenuta il 25 aprile 1926 si scelse, come per questa, il finale di Franco Alfano. Ma il direttore Arturo Toscanini si interruppe là dove il Maestro l’aveva lasciata incompiuta: con la morte di Liù.
La direzione è di Nicola Luisotti, conteso tra i più grandi Teatri. È stato infatti Direttore Musicale alla San Francisco Opera dal 2009 al 2018 e Direttore Musicale al Teatro San Carlo di Napoli dal 2012 sino al 2014. È stato inoltre Direttore ospite principale della Tokyo Symphony Orchestra dal 2009 al 2012. Attualmente è direttore principale del Teatro Real di Madrid.
I costumi sono firmati da Mariana Fracasso, le luci sono di Antonio Castro, la scenografia è opera d’arte digitale ideata e progettata da W-Wok. Alberto Malazzi è Maestro del coro del Teatro alla Scala.
La regia è di Davide Livermore, allievo di Carl Majer. Dal gennaio 2015 è sovraintendente e direttore artistico del Palau de les Arts Reina Sofia di Valencia. Ci piace ricordare come sia un convinto sostenitore del teatro pubblico e della funzione di promozione sociale della cultura. Per questo ha creato e realizzato Les Arts Volant, una sorta di teatro d’opera itinerante che grazie ad un camion in tour ha raggiunto oltre 50.000 persone nella regione di Valenzia.
Per questa Turandot ha anche partecipato al disegno delle scene con Eleonora Peronetti e Paolo Gep Cuoco, direttore creativo di D-Wok.
In questa sua versione, Livermore immagina Turandot come una sorta di fiaba dove i personaggi sono in viaggio alla scoperta di se stessi. Quando Puccini la scrive infatti, Freud ha da anni scardinato la certezza positivista dell’uomo ottocentesco.
Ha mostrato infatti non più l’homo faber, forte, capace di forgiare il proprio destino, quanto piuttosto una creatura che deve fare i conti con il proprio tracciato genitoriale, con l’eredità familiare, con sentimenti e pulsioni inconsce.
E il compositore infatti, stravolgendo le regole del melodramma con musica ardita e adottando anche schemi musicali orientali, crea tensioni e distensioni per rappresentare grovigli psicologici, esaltando così il valore drammaturgico dell’opera.
La triste e bella storia ambientata a Pechino la conoscete tutti.
Turandot è la splendida principessa cinese che ha promesso a se stessa di non appartenere a nessun uomo dopo che anni prima una sua parente è stata violentata e uccisa da un conquistatore straniero.
Così grazie ad una legge fatta da suo padre, chiunque tra i principi la chieda in moglie dovrà prima rispondere a tre suoi indovinelli. La mancata risposta porta alla morte per decapitazione dell’aspirante sposo.
Sino a quando non arriva il giovane Calaf. Ha perso il suo regno e tutto ciò che aveva di più caro. Non ha quindi niente da perdere e trova bellissima anche se crudele la principessa. Risponde agli indovinelli. Ma non vuole prendere la sua vittoria, Turandot, con la forza e l’orgoglio cieco, con quel piacere animale del vivere.
Rimette quindi a lei la scelta: se continuare a guardare la vita dalla “feritoia” della sua ferita, togliendo ad altri la vita che lei stessa non sa vivere, o aprirsi alla vita stessa.
E in questo scarto, la ferita apre la porta su un’altra parte del suo essere, quella abitata dall’amore! Arrivando così alla forma più vera e pura di se stessa.
Tra i componenti del cast ricordiamo: Anna Pirozzi e Ewa Plonka come Turandot, Gregory Bonfatti è l’imperatore Altoum, Riccardo Zanellato e Adolfo Corrado sono il Tartaro spodestato, Roberto Alagna e Angelo Villari sono il Principe Calaf, Mariangela Sicilia e Selene Zanetti sono invece Liù.
Un’ora prima dell’inizio di ogni recita, presso il Ridotto dei Palchi “A. Toscanini”, si terrà una conferenza introduttiva all’opera tenuta da Claudio Toscani. Limitatamente alle date di martedì 14 e sabato 18 aprile le presentazioni di Turandot saranno tenute da Liana Püschel.
Teatro alla Scala
Turandot
Musica di Giacomo Puccini
(completamento del terzo atto di Franco Alfano – Editore Casa Ricordi, Milano)
Dramma lirico in tre atti e cinque quadri
Libretto di Giuseppe Adami e Renato Simoni
Orchestra e Coro del Teatro alla Scala
Coro di Voci Bianche dell’Accademia Teatro alla Scala
Produzione Teatro alla Scala




