INTERVISTA | Giorgio Vanni: “l’amore è la chiave del successo”

INTERVISTA | Giorgio Vanni: “l’amore è la chiave del successo”

Il protagonista dell’intervista di oggi è il capitano Giorgio Vanni, icona degli anni ’90, instancabile autore e compositore di sigle dei cartoni animati insieme all’ammiraglio Max Longhi, amico fraterno e collaboratore indispensabile. Artista a tutto tondo, pienamente innamorato del proprio lavoro, Vanni è l’indimenticabile voce di sigle cult di cartoni animati quali PokémonDragon BallYu-Gi-Oh!, Detective Conan, Io credo in me, L’incredibile Hulk e Maledetti scarafaggi.

Nel 2016 si avvicina al mondo dei social e inizia a collaborare con diversi Youtuber, quali Sio, i PanPers, i TheShow e iPantellas, favorendo il suo ritorno alla ribalta. A gennaio 2019, rende nota l’uscita di un nuovo album prodotto insieme a Max Longhi, dal titolo Toon Tunz. In occasione di Etna Comics 2019, abbiamo avuto la possibilità di scambiare quattro chiacchiere con il capitano, che si è esibito in un concerto live nella prima giornata della Fiera del Fumetto. La passione per ciò che fa traspare a vista d’occhio, è innamorato della musica e del mondo dei cartoni animati e l’emozione che prova si manifesta nelle sue parole, coinvolgendo e conquistando. Ecco la nostra intervista…

Ciao, Giorgio! Che ruolo ha la musica nella tua vita?

“La musica è la mia vita, insieme alla famiglia. Io sono innamorato della musica, dal reggae al funk, dal rock al pop. Amo pienamente il mio lavoro, ancora mi metto con la chitarra acustica a comporre davanti alla televisione muta guardando i cartoni e scrivendo la musica e i testi. Per fare questo lavoro serve passione, la fama è una conseguenza, è affascinante ma relativa. Prima ci vuole l’amore, che è la chiave del successo. Oggi viviamo in un mondo in cui l’esposizione è al primo posto, ma non dovrebbe essere così, innanzitutto ci vuole sempre l’amore per quello che fai, dopo arriva il resto.”

Quale sigla ti è rimasta particolarmente nel cuore?

“Sono davvero tante le canzoni che mi sono rimaste nel cuore in questi anni. In realtà, la sigla che più mi affascina ed emoziona è una che non ho né cantato né composto io perché guardavo da bambino il cartone animato insieme a mio papà ed è Capitan Harlock. Tra le nostre, sicuramente al primo posto ci sono i Pokemon e Dragon Ball, che hanno cambiato la mia vita e quella del mio socio l’ammiraglio Max Longhi, che mi sopporta da anni ormai.”

Sei l’icona di intere generazioni, dagli anni ’90 a oggi. Che emozioni provi al pensiero?

“È bellissimo, sono davvero in tanti a dimostrami quotidianamente il proprio affetto, io non mi sento un’icona, ma me ne rendo conto quando incontro questi ragazzi che sono quasi adoranti di fronte a me e mi dimostrano un affetto pazzesco. A quel puntone prendo coscienza e capisco che allora qualcosa di bello l’abbiamo fatto e sono felicissimo e spaventato allo stesso tempo, perché è una grande responsabilità e la paura è tanta, non sono Superman e ho anche io le mie debolezze.”

Un mese fa è uscito il tuo nuovo album dal titolo Toon Tunz, che ci dici al riguardo?

“In Toon Tunz io e Max spieghiamo il nostro mondo e tutto ciò che abbiamo realizzato fino a ora, come in Supereroi e Onda dopo onda con Dj Matrix. Non ci sleghiamo mai dal mondo delle sigle, restiamo ancorati con amore. Io ho sempre voluto fare il musicista e cantare su un palco davanti a un pubblico, ho realizzato il mio sogno.”

Oggi si tende sempre di più a mettere in secondo piano le sigle, spesso saltandole completamente durante la visione di un episodio. Che ne pensi?

“Le sigle sono in declino nel mondo on demand, ma ancora a noi vengono richieste, come per My Hero Academia o Lupin. Le produzioni sono diminuite e le televisioni non credono più in questo progetto, ma fanno male. Infatti, i fan cercano noi, perché se ne sente la mancanza e YouTube sta prendendo il posto della televisione. Saltare la sigla è sbagliato, perché caratterizza il cartone e non si deve sottovalutarne l’importanza. Il prossimo anno faremo la nostra originale sigla di Vanguard, importato dalla Oriental Wave, che crede ancora in questo mondo.”

Com’è il tuo rapporto con la nuova generazione?

“Devo dire molto buono, le mie collaborazioni con giovani youtuber mi hanno aiutato a farmi strada anche tra le nuove generazioni, facendo riscoprire ai più piccoli le sigle cult dei cartoni animati. Io mi diverto tantissimo con i social, sono come Benjamin Button, la mia natura è esplosa da grande e sono un po’ a reverse. YouTube è la televisione di una volta e molti giovani di talento ne sono diventate le icone, ho tanti progetti per il futuro.”

Qual è la sigla non tua che avresti voluto interpretare?

“Ce ne sono due in particolar modo, Capitan Harlock per ragioni affettive e L’uomo tigre, che è perfetta anche per il reggae.”

Il tuo personaggio preferito dei cartoni animati?

“Senza dubbio Zoro di One Piece, che è uno dei miei anime preferiti, anche per i disegni. Tra gli altri Shin Chan, Blue Dragon, Dottor Slump e Arale, Detective Conan. Sono un animista, nel senso di fan degli anime; da quando compongo sigle per i cartoni animati, sono entrato in questo mondo e mi sono perso a pieno, senza più uscirne.”

Infine, le tue considerazioni su questa giornata a Etna Comics 2019.

“Io adoro la Sicilia, il nostro più stretto collaboratore è Daniele Cuccione, che è un siciliano trasferitosi a Milano per stare più a contatto con noi. Oggi torno a Etna Comics dopo un po’ di anni e sono super emozionato, è un’esplosione pazzesca di gioia e di grinta, non vedo l’ora di cantare.”

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