“Ignoranti”, di Roberto Ippolito

L’abisso culturale in cui il nostro amato Paese è caduto è ormai visibile da tutti, anche da coloro che nutrono ancora fiducia nella bandiera tricolore e di chi la rappresenta. Strafalcioni di parlamentari, discorsi incomprensibili e inconcludenti di politici improvvisati, pubbliche dimostrazioni di orgogliosa ignoranza lessicale e culturale, rappresentano la normalità anziché l’eccezione alla regola. La cultura ha assunto la natura di optional raro, una perla bianca sommersa da una marea di fango.
 “Ignoranti”, il nuovo libro di Roberto Ippolito, edito da Chiarelettere, tratteggia un chiaro dipinto dell’attuale situazione culturale italiana attraverso due elementi fondamentali, lontani e allo stesso tempo complementari: i fatti di vita e i dati incontrovertibili.
Nel libro di Roberto Ippolito c’è un’impietosa e precisa conferma della decadenza umana: Silvio Berlusconi che dichiara di non leggere romanzi da decenni, la diminuzione massiccia di eletti dotati di diploma di laurea, giornalisti che non si preoccupano di rileggere il proprio pezzo e tenerlo esente da errori. Aneddoti che, ove raccontati in maniera isolata, sembrerebbero raccontare di un Paese lontano e immaginario, ma che, al contrario, ove accompagnati dalla verità dei dati statistici, assumono una valenza tanto significativa quanto inquietante.

In effetti la situazione attuale della nostra Italia è tragicamente indecorosa: lo Stato investe nella cultura il 25% in meno rispetto a quanto investiva nel secondo dopoguerra; metà degli italiani possiede solo la licenza di scuola media; ben il 60% dei nostri concittadini non ha mai visitato un museo; concorsi e test di ammissione rappresentano, in misura sempre maggiore, prove insuperabili per buona parte della popolazione.
Uno scenario raccapricciante, che denota l’inesorabile e verticale caduta del Paese di Dante e Petrarca, Leopardi e Macchiavelli, di quella nazione che ha fatto leva proprio sull’innalzamento culturale per arrivare a quel boom economico che tra gli anni Cinquanta e Settanta del secolo scorso ha radicalmente stravolto la vita della gente.
Al giorno d’oggi, invece, l’ignoranza fa da spinta e contorno ad una crisi economica che non sembra voler giungere a termine. A nulla sono serviti tecnici e professori, ugualmente insensibili davanti al declino che ha intrapreso la scuola, l’università e la cultura in generale, fattori che, al contrario, dovrebbero rappresentare la base della crescita di una società.

Giuseppe Ferrara
7 marzo 2013

Info:
autore: Roberto Ippolito
editore: Chiarelettere
collana: Principio attivo
dettagli: 192 pagine
prezzo: 12,90 € (disponibile anche in e-book al prezzo di 9,99 €)

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